Forse l’ennesimo fallimento laico-liberal-socialista è già scritto, forse siamo in tempo a fare qualcosa, magari solo per limitare i danni.
Con scarsissimo rilievo sulla stampa, si stanno consumando due distinte manovre che, bene che vada, assicureranno la prosecuzione di personali carriere, non il rilancio della presenza di una cultura politica.
Da questo punto di vista la Costituente Liberaldemocratica e la Costituente socialista sono speculari e si avviano a ripetere lo schema mediocre delle precedenti elezioni, svoltesi nell’aprile del 2006.
Divisi e deboli, saranno costretti a mendicare sostegni e “diritti di tribuna”: chi a Berlusconi, chi al PD di Veltroni.
La smettano con le menate dei “programmi da sottoporre ad entrambi gli schieramenti ( è quello che dicono i liberaldemocratici che si sono riuniti a Milano lo scorso fine settimana) o delle “primarie delle idee” (come dicono i socialisti del PS).
Il copione è già scritto, se non da loro dalla forza delle cose che essi nemmeno hanno tentato di contrastare, preferendo in tutta fretta precostituirsi un posto ai tavoli della prossima spartizione dei seggi parlamentari.
La Costituente dei Liberaldemocratici è troppo in ritardo per tentare di giocare la partita in proprio, sia pure nell’ambito di una alleanza.
La Costituente Socialista, invece, il tempo l’avrebbe avuto ma le sono mancati il coraggio e l’ambizione di giocare la partita.
A Bertinoro e a Chianciano le Associazioni ed i circoli, il “pulviscolo” liberalsocialista sparso in tutta Italia, avevano chiamato i troppi e troppo piccoli partiti dell’area per dar vita ad un progetto ambizioso, nel nome dell’autonomia e dell’autosufficienza. All’appello –occorre riconoscerlo- avevano risposto solo i partiti della diaspora socialista. Sarebbe stata un’ottima base di partenza visto che nelle associazioni erano largamente rappresentate le istanze laiche e liberali.
Era prevedibile che i partiti, anche se minuscoli, cedessero al richiamo della foresta e ai loro istinti primordiali: occupare tutti gli spazi, lottizzare incarichi e presenze, tutelare le nomenclature.
Sarebbe stato il compito delle associazioni che guidavano il movimento di Bertinoro opporre un netto rifiuto. Netto e unanime.
Purtroppo solo il Polo Laico Liberale e Socialista ha opposto il suo rifiuto allo snaturamento della grande idea che era stata all’origine del processo. Altri hanno compiuto scelte diverse. Il risultato è che la Costituente Socialista appare sempre di più una sommatoria, calibrata col bilancino, dei partitini della diaspora, con l’aggiunta di qualche frammento proveniente dai DS.
Non riesce ad esprimere il connotato liberalsocialista e meno che mai l’idea di una pur modesta novità. Si è perfino evitato il contatto con l’elettorato che le primarie avrebbero potuto assicurare: tutto avviene per decisione dei vertici. I militanti socialisti sono smarriti; tagliati fuori non sanno cosa accade. Per carità di patria non pubblichiamo gli sfoghi che abbiamo letto nei forum che si svolgono nei siti d’area.
Naturalmente avere visto giusto ed essere stati coerenti non ci appaga. Ci rincresce non essere riusciti a convincere chi si è lascito ipnotizzare ed ha aderito ad una operazione che non è quella che avevamo ipotizzato. Ed ancor più non essere riusciti a trattenere tutti coloro che erano convenuti a Bertinoro e a Chianciano con le nostre stesse speranze e si sono poi ritirati di fronte allo snaturamento del progetto.
Proprio per questo non intendiamo mollare: vogliamo continuare ad essere una voce critica del campo laico e liberalsocialista. E riproporremo insistentemente ai liberaldemocratici e ai socialisti ovunque collocati il progetto di una casa comune, unica via per garantire una presenza autonoma e rilevante.
Nicola Cariglia

NOI NON MOLLIAMO……
ma che facciamo? non se ne può veramente più
Al “Partito Democratico” di Veltroni, la risposta: Il “Partito del Popolo Italiano delle Libertà”, Diliberto Pecoraro con Bertinotti e Mussi fondano la Sinistra Arcobaleno e Storace annuncia “la destra” Fini “Alleanza per l’Italia”.
Tutti hanno fornito percentuali e si giunge quasi al 200%!.
Per cambiare veramente le cose è così che si fa?… siamo veramente stufi
Loretta Grazzini
attento Nicola,
c’è un’altra ALTERNATIVA….che ci fa concorrenza, leggi:
PARTITO DELLA
Alternativa Monarchica
p.alternativamonarchica@email.it
indirizzo postale: Casella Postale 65 Lavagna
Reggenza Nazionale P.d.A.M.
Cell. 339 601 7911
COMUNICATO STAMPA
06/12/2007
Oggetto: profezie manipolate
In merito all’articolo pubblicato da “Chi” di questa settimana “La Profezia di Padre Pio, Aimone sarà Re”, la Segreteria politica del Partito della Alternativa Monarchica comunica di ritenere che la “notizia”, se di notizia si può parlare, ha un evidente scopo propagandistico, perché detta “notizia” era già stata diffusa da “Adnkronos” in data 25/08/2006, col titolo: “Savoia: profezia di Padre Pio, Dinastia Continuerà con ramo degli Aosta”. Dunque il P.d.A.M. non può che ribadire che Amedeo e Aimone di Savoia-Aosta si possono attaccare solo alle profezie e, constatate le loro passate dichiarazioni in cui hanno fatto “parlare” anche i morti attribuendo a Re Umberto II prese di posizione totalmente false e senza poterlo comprovare, forse farebbero meglio ad affidarsi a maghi e fattucchiere e noi gli consigliamo Vanna Marchi visto che lei di creduloni ne ha incantati tanti. Pare proprio che gli “aostani”, abbiano iniziato una nuova dottrina eretico-scismatica di lacerazione, ormai solo loro si sentono i veri depositari della fede monarchica italiana supportati non dal diritto nobiliare ma da un nuovo diritto, quello profetico. Dobbiamo ora aspettarci una nuova inquisizione con tanto di scomunica? – Sempre in merito alle profezie si ricorda che il più qualificato dei profeti, ovvero Nostradamus, profetizzò che Vittorio Emanuele IV di Savoia sarebbe tornato a regnare ma la cosa sarebbe dovuta accadere già da diversi anni e questo dimostra il valore che in genere le profezie hanno.
La Segreteria politica del P.d.A.M.
segue….
Inizio messaggio inoltrato:
Da: “ro.st”,
Data: 06 dicembre 2007 22:34:20 GMT+01:00
A:
Oggetto: Associazioneanti aberrazioni repubblicane.
Movimento monarchico Mitteleuropa Mediterraneo Italia
Piazza Vico 7 (c/o Zavagna) 34131 TS
040395184 mimedit@fastwebnet.it
Il Movimento Monarchico Mitteleuropa Mediterraneo Italia, comunica di ritenere che la fondazione dellaAIAS, “Associazione Italiana Anti Savoia”, altro non sia se non un’altra buffonata parte di un complotto mediatico atto ad ostacolare qualsiasi iniziativa attuata dai Savoia, ultimo disperato intervento, portato avanti con argomenti risibili amplificati da toni di tregenda, degli orfani della prima repubblica discendenti del partito d’azione, che seppur nullo di voti riuscì con l’astio anti monarchico a piazzare i suoi boiardi nei ruoli chiave dell’industria di Stato (ENI – IRI – SIP) degli enti creati su misura (Cassa del mezzogiorno) per mangiare i soldi della ricostruzione. Sono gli eredi degli squallidi individui se si accanirono contro Re Umberto II impedendogli di morire in Italia e che ora, manovrando la stampa di regime (tutta in pratica) cercano di camuffare il sacrosanto dovuto sulle proprietà della Real Casa di Savoia e sui danni inflitti ad un bambino di otto anni condannato all’esilio per reato di cognome, al quale si sommava il danno recato ad un bambino non ancora nato. Questioni che Paesi forse meno evoluti del nostro, ma molto più giusti hanno di loro spontanea iniziativa risolto con larghezza come nell’ex Jugoslavia – Serbia, Romania, Russia, Bulgaria, Georgia, restituendo alle Real Case i loro beni.
Nella stessa Francia Repubblicana al Conte di Parigi vengono resi tutti gli onori e l’usufrutto di tutti i suoi beni!
Dire poi delle colpe degli antenati, ammesse che le stesse siano vere, cosa sulla quale molti storici dubitano e si preparano ad interessanti revisioni ricordiamo che una figlia di Re Vittorio Emanuele III è morta in un lager nazista, che nessuna legge umana, prevede che le colpe ricadano su nipoti e pronipoti fatte salve quelle barbare proposte da questa ridicola congrega definitasi AIAS.
Il Mimedit propone la costituzione di un’associazione che si faccia proponente di una lotta a tutte le aberrazioni della prima repubblica e della seconda chiedendo che vengano devoluti a delle onlus non governative per i poveri italiani, gli equivalenti in euro delle frodi e truffe dei repubblicani che siedono anche se condannati dai tribunali nelle pubbliche assemblee politiche.
Questa associazione si chiamerà Unione Anti Aberrazioni Repubblicane UAAR
Il direttivo del mimedit
Roberto cav. Strani
La mangiatoia della prima repubblica prima di tangentopoli!
interessante!!!!!
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loretta grazzini