“E hai visto l’aquila volare. Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra, e la terra attraversata da gente di malaffare, e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare“ cantava Francesco De Gregori.
Certo è banale ripeterlo ubicumque e aliquando, ma più forte della veemenza malvagia è la perseveranza insieme a tenacia e stabilità.
“Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza” Budda, molto saggio, auspicava la contingenza, difficilmente realizzabile, ma non impossibile.
Infatti l’uomo queste potenzialità le ha e, seguendo il metodo Socratico della maieutica, non resta che tirarle fuori. E non soltanto in senso dialettico ma anche pragmatico. Senza imporre le proprie vedute, ma attivando il ragionamento induttivo, procedimento che, partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale. Che si contrappone per significato a quello deduttivo, aristotelico, che procede dall’universale al particolare. Ma entrambi metodi preziosi che si rincorrono in un circolo virtuoso. Attivandosi per estrarre il meglio che nell’uomo esiste.
Nota a margine
Nella mia presentazione dei Liberaldemocratici Italiani, come coordinatore della Toscana, scrivevo, in piena estate:
“L’Italia è ormai in preda ad una vera epidemia di ipomoderazione. Non e’ solo l’odio contro gli stranieri, contro i migranti, contro la polizia, contro i partiti, che dilaga. Un tutti contro tutti , un qualunquismo estremista che, su ogni tema , trasforma discussioni di politica civile, come opere pubbliche, tasse , sicurezza, in scontri campali, all’ultimo sangue. Tutto appare questione di di vita o di morte.
Abbiamo bisogno di moderazione che non significa come alcuni immaginano, inciucio e abbassamenti di testa con cappelli in mano verso qualcuno, bensì raccogliere, con pacatezza, ciò che unisce e accantonare ciò che divide, pena cadere nell’orrido.
Tutto questo a livello nazionale
Ma in Toscana siamo su un altro pianeta. Dal dopoguerra, la regione è in mano ai rossi. Nell’ultimo decennio al Rossi, il rosso Governatore dal 2010, già assessore alla Sanità nei due lustri precedenti. Nonostante una denuncia per falso ideologico dalla procura di Massa, alla fine caduta nel nulla.
In Toscana è campagna elettorale, e lo era , per le regionali del 2020, già prima della vittoria della sinistra a Firenze Livorno e Prato. C’era stato uno squarcio azzurro verde nel 2018 che aveva visto la vittoria del centrodestra a trazione lega dove stravinceva a Pisa Massa e Lucca.
“La Toscana non vota più compatta centrosinistra.” Si disse, ma è durato poco. La sinistra ha raccolto ciò che aveva sparso e si è ripresa, in manutenzione, le tre importanti province fra cui il capoluogo, addirittura al primo turno.
Intanto la disputa per il governo regionale è resa ancora più incandescente dai movimenti che si stanno verificando nel centrodestra dove, dopo il gran rifiuto di Paolo Del Debbio, che ho visto nascere nel ’94, che non è scemo e sta bene dove sta, sembra emergere la disponibilità dal senatore azzurro ed ex sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni socialista anche lui, al pari di Eugenio Giani, attualmente Presidente del Consiglio regionale , abilissimo animale politico, amato dalla destra forse più che dalla sinistra. Si sa, spesso, parenti serpenti. Che potrebbe dare filo da torcere al Rossi, che prontamente è rientrato nel PD da cui era uscito tempo fa. Il futuro darà risposte“.
Oggi abbiamo conferma che sarà proprio Eugenio.
“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”
Carla Ceretelli

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