
Anche sulle pagine virtuali di questo giornali avete letto che in Italia è morta di fame una ragazza Palestinese di 19 anni. Lo hanno scritto praticamente tutti i giornali. D’altronde era una notizia troppo ghiotta in questa lenta estate per non darla con tutti i dovuti crismi. Ecco, quella notizia è, nella migliore delle ipotesi, fortemente esagerata. Nella peggiore, del tutto falsa. La vicenda l’ha ricostruita anche Repubblica, per cui non scrivo nulla di rivoluzionario.
Prima di tutto, ci vuole una fortissima immaginazione per pensare che trattare un caso di denutrizione richieda un volo di stato e il trasferimento in Italia. Anche perché i posti su quei voli sono limitati e usati, ovviamente, con estrema parsimonia. Ci sono bambini con gravi problemi di vista, altri con schegge di bomba nel corpo, gentile omaggio di Hamas che li usa come scudi umani. Ecco, pensare che uno di questi piccoli pazienti sia rimasto a terra per curare un caso di inedia è assurdo.
Esistono, peraltro, prove documentali, in possesso del Cogat, l’organo Israeliano che si occupa di questi voli, che parlano di leucemia acuta per Marah. Diagnosticata da medici Palestinesi, non Israeliani. La leucemia acuta è una malattia devastante che, ti mangia letteralmente gli organi. Sulla base di questa diagnosi è stato autorizzato il volo, che però è partito ben dopo la prima data disponibile. Perché? Il Cogat non lo sa, Hamas non lo dice e le autorità italiane nemmeno.
Il Careggi di Firenze non conferma la patologia. Per farlo ci vorrebbe una autopsia. Che non si terrà mai, perché la madre la rifiuta “per motivi religiosi”. In ogni caso, per i parenti pesava pochissimo. Sorte molto triste e altrettanto comune in questi casi. Repubblica parla della denutrizione come concausa. Come sia possibile farlo senza autopsia ce lo spiegheranno con calma in un secondo momento.
Di sicuro l’obiettivo mediatico è stato raggiunto: la gente, in spiaggia o sui monti, ha letto il titolo “Palestinese muore di fame in Italia nonostante il viaggio della speranza” e ha maledetto Israele. La smentita non la vedrà nessuno. A qualcuno va bene così, si vede. A noi no, e infatti siamo qua, il lunedì dopo Ferragosto a rendervi conto della notizia nella sua interezza. Chiamatela, se volete, responsabilità di informazione.
Luca Rampazzo

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