Con alcuni amici che gestiscono giornali on line che hanno la nostra stessa impostazione riformista e liberal-democratica, avremmo pensato di lanciare l’idea, in vista del voto, di dar vita su tutto il territorio nazionale ad una rete di blog, siti e giornali diffusi su internet. Lo scopo, nella speranza di raggiungere un certo numero di adesioni, sarebbe quello di condividere idee e contenuti in modo tale da creare una spinta dal basso per convincere le nostre tante prime donne riformiste e liberal-democratiche a stare insieme. Unico modo per dare vita ad una massa critica che possa condizionare il PD liberandolo dall’incompetenza grillina e dall’abbraccio massimalista ed evitando nel contempo al Paese di finire in mano al populismo di Salvini, Meloni e Berlusconi e sotto l’influenza di Putin.
Non c’è altra strada, l’editoriale di Mauro Grassi entra più specificatamente nel merito, per far si che la presidenza Draghi non sia stata solo una parentesi ma l’avvio di un percorso virtuoso che faccia fare al Paese quell’indispensabile salto di qualità di cui ha bisogno.
La campagna elettorale non è ancora iniziata, le liste non sono state ancora fatte ma già stiamo assistendo alla totale ripresa di possesso del palcoscenico da parte dei soliti, tristi e inconcludenti personaggi che facendo finta di combattersi di fatto si legittimano a vicenda come i soli, autentici titolari del diritto/dovere di governare l’Italia. Invece è esattamente il contrario. Draghi l’ha dimostrato. E soprattutto ha fatto vedere plasticamente, nel metodo e nel merito, come si comporta un leader di livello internazionale. Viene un brivido al solo pensiero di tornare dopo il voto alle solite risse da pollaio, alle frasi ad effetto sparate a caso, alla negazione oggi di quello che si è detto ieri, alle bugie fatte sistema, alla pervicace negazione della crisi profonda che attraversa il Paese.
Dopo il 25 settembre non si può tornare al solito teatrino. Serve un cambio di passo, nella serietà dei comportamenti, nella lungimiranza delle proposte, nella competenza per sostenerle, nell’autorevolezza con cui dialogare con gli altri leader mondiali.
Le elezioni del 25 settembre hanno la stessa valenza politica di quelle del ’48. Sul piano internazionale lo scontro è ancora fra democrazie e autocrazie ma su quello interno l’alternativa non è questa volta fra centrodestra e centrosinistra ma fra populisti e riformisti, fra demagogia e concretezza.
Se condivi questa impostazione dacci una mano a creare questa catena e ad amplificare questo tipo di messaggi.
Pensalibero aderisce a questa iniziativa. Per noi si sfonda una porta aperta. “La speranza di raggiungere un certo numero di adesioni” al fine di “condividere idee e contenuti in modo tale da creare una spinta dal basso per convincere le nostre tante prime donne riformiste e liberal-democratiche a stare insieme” è la nostra stessa ragione di essere fino dalla nascita, quasi venti anni fa. Ci siamo spesi, certo senza apprezzabili risultati, ma continueremo a farlo. La forza di continuare, se non altro, ce la danno i risultati degli altri: quelli che hanno governato per un trentennio. Partiti diversi, ma uniti da un filo di continuità. Si tratta, per noi e per i promotori di questa iniziativa, non di fondare l’ennesimo partito ma, di dare vita ad un network che, con mezzi modesti, sostenga idee e valori di democrazia liberale e di appartenenza al mondo e alla cultura euroatlantici. Se leggete la carta fondativa di Pensalibero, scritta venti anni fa, li ritrovate tutti. Ci auguriamo di raccogliere adesioni tra blogger, siti e gruppi internet. Chi vuole darci una mano, può mettersi in contatto scrivendo a redazione@pensalibero.it oppure n.cariglia@pensalibero.it. (n.c.)

Come si fa a paragonare un periodo come il 1948 con la situazione odierna?
Domanda lecita che, però, rinvia, nella risposta, alla qualificazione della responsabilità del popolo decidente: colpevole o innocente per le sue scelte? Si può continuare privilegiando il “particulare” e l’opportunismo?
Come si fa a non vederne le analogie?
Le analogie fra le prossime elezioni politiche del 25 settembre e quelle del ’48 non si vedono perchè non ci sono. Sono una libera interpretazione del direttore di ” Pensa Libero “. Dove è oggi “la cortina di ferro” che divideva l’Europa da Stettino a Trieste? L’Europa dell’est era sotto occupazione dell’URSS. In Italia il PCI ed il PSI erano legati da un patto d’unità d’azione e costituirono alle elezioni politiche del ’48 un Fronte Popolare contro gli altri partiti democratici ( DC, PLI, PRI e socialdemocratici di Saragat). La sinistra italiana auspicava la vittoria del comunismo e che la giovane Repubblica diventasse una democrazia popolare legata all’URSS. Le elezioni del 1948 furono le prime elezioni politiche in Italia e l’affluenza fu del 92%. La DC ottenne quasi un voto su due. Le truppe alleate vincitrici avevano dal 1947 lasciato l’Italia mentre l’armata rossa occupava tutta l’Europa dell’est. La NATO, fortemente osteggiata dalla sinistra, fu costituita nel 1949.
Perfetto: prova a cambiare nomi e protagonisti, e ci ritrovi una situazione straordinariamente simile: una situazione internazionale che, oggi come allora, divide l’Italia; da una parte sostenitori del legame con l’Europa (ieri da costruire, oggi da rafforzare) e l’Occidente; scelta fra democrazia liberale e autoritarismo, etc. A proposito: Analogia: sostantivo femminile
“Rapporto di somiglianza tra alcuni elementi costitutivi di due fatti od oggetti, tale da far dedurre mentalmente un certo grado di somiglianza tra i fatti o gli oggetti stessi”.
Se ci rivediamo ad una prossima cena, caro Gianfranco, potremo fare notte a continuare a parlare delle analogie!