La Mostra del cinema di Venezia compie 74 anni e come avrebbe detto Petrolini torna “più bella e più forte che pria” con tanti film di donne provenienti da tanti paesi, presenti sia nella kermesse principale che nelle sezioni collaterali . E proprio da un film in concorso nella sezione Orizzonti “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli voglio partire quest’anno a raccontarvi la mia Venezia 74.
Una bambina bionda osserva impaurita un bagliore all’orizzonte…Berlino brucia sotto le bombe negli ultimi giorni di guerra, ed è partendo da quella paura di bambina che la regista ci racconta gli ultimi anni della vita tormentata di Khrista Paffgen (Nico).
La mia generazione ricorda la bellezza indiscussa di Nico, modella e cantante , musa di pittori, attori, musicisti. Conosciamo i suoi contrasti con Lou Reed che la volle con in i Velvet Underground, ma la regista tralasciando la facile agiografia ha voluto farci riflettere e meditare sui segni che infanzia e adolescenza lasciano sulle persone che diventeremo in futuro, ha voluto farci vedere come la povertà e la fame di una bambina bionda in una Berlino distrutta abbiano generato la “sacerdotessa delle tenebre”.
“Ogni volta che chiudo gli occhi tutto riparte da lì “ dichiara Nico quando, ormai libera dalla sua bellezza, libera dai Velvet, diventa un’icona con una sua cifra stilistica ben riconoscibile.
Così la troviamo nella interpretazione di Trine Dyrholm , attrice e cantante (è sua la voce che canta i successi di Nico) che impersona e fa propria la Nico che soffre per la dipendenza dall’eroina (le porte si chiudono alle sue spalle nel film perché nessuno veda la sua dipendenza) e si aprono solo per farla entrare in scena dove canta la sua profonda disperazione che è anche data dal profondo senso di colpa per aver abbandonato il figlio, mai riconosciuto da Alain Delon, con il quale cerca di ricostruire un rapporto.
In una delle scene finali del film vediamo Nico e il figlio seduti su una panchina dell’ospedale dove il ragazzo viveva la maggior parte del tempo ed è questo figlio ritrovato che Nico saluta uscendo per una passeggiata in bicicletta ed è il figlio che perderà definitivamente insieme alla sua vita in un incidente banale come mai banale era stata la sua vita travagliata, e allora non possiamo non ripensare alle parole di una sua canzone . “sei su questo pianeta per un motivo, un motivo bellissimo… è ora di dare vita ad un capolavoro”
Presentato il primo giorno del Festival, applaudito a lungo, il film che sarà nelle nostre sale il 12 ottobre ha ottenuto il premio Orizzonti quale miglior film.
Maria Rita Monaco

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