
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una seconda richiesta di sospensione di due settimane del processo per corruzione a suo carico, dopo che il tribunale distrettuale di Gerusalemme ha respinto il suo tentativo iniziale, sostenendo che l’avvocato difensore del premier non aveva fornito alcuna giustificazione al riguardo. Lo riporta il Times of Israel. Questa volta Netanyahu ha presentato una copia del suo programma per la settimana successiva come prova della necessità di rinviare le udienze. Ha smentito le notizie di stampa secondo cui ai soldati sarebbe stato ordinato di sparare sui palestinesi che si affollano ai punti di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza. “Lo Stato di Israele respinge categoricamente le spregevoli accuse di violenza pubblicate sul quotidiano Haaretz”, ha ribadito Netanyahu in una dichiarazione congiunta con il ministro della Difesa, Israel Katz. Secondo Haaretz l’Idf ha avviato un’indagine sui potenziali crimini di guerra commessi dalle loro truppe, che hanno aperto il fuoco sui palestinesi affamati ogni giorno mentre cercavano di raggiungere i siti di distribuzione degli aiuti, nonostante non rappresentassero una minaccia. Gli incidenti con vittime di massa sono stati discussi in un incontro all’inizio di questa settimana, durante il quale l’ufficio dell’avvocato generale militare (MAG) ha incaricato il meccanismo di valutazione dei fatti dello Stato maggiore di indagare sui sospetti crimini di guerra che hanno avuto luogo principalmente nei pressi dei siti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation, riporta Haaretz . I soldati israeliani a Gaza hanno dichiarato al quotidiano Haaretz che nell’ultimo mese l’esercito ha sparato deliberatamente contro i palestinesi nei pressi dei siti di distribuzione degli aiuti umanitari. Dalle conversazioni con ufficiali e soldati pubblicati dal giornale israeliano emerge che i comandanti hanno ordinato alle truppe di sparare sulla folla per allontanarla o disperderla, nonostante fosse chiaro che non rappresentava alcuna minaccia. Secondo il Ministero della Salute di Gaza guidato da Hamas, dal 27 maggio scorso 549 persone sono state uccise vicino ai centri di soccorso e nelle aree in cui i residenti attendevano i camion di cibo delle Nazioni Unite. Oltre 4.000 sono rimasti feriti, ma il numero esatto di coloro che sono stati uccisi o feriti dal fuoco delle IDF rimane poco chiaro, aggiunge Haaretz. Netanyahu intende andare a Washington per promuovere un accordo sugli ostaggi e ripristino dell’ordine con la vicina Siria. Lo ha riferito Canale 12. Secondo l’emittente israeliana, è ormai convinzione diffusa in Israele che la regolamentazione con i paesi dell’area arriverà solo attraverso un impegno con il presidente americano Donald Trump per mettere fine alla guerra a Gaza. Netanyahu sarebbe interessato a un’intesa non solo con la Siria, ma a un pacchetto che includa anche Arabia Saudita, Libano, Indonesia e Malesia negli Accordi di Abramo. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha criticato duramente l’indifferenza dell’Occidente nei confronti della tragedia di Gaza. “Ogni giorno vengono uccise 100 persone, la maggior parte dei quali bambini, donne, anziani in Palestina e l’Occidente guarda dall’altra parte”, ha detto il presidente in un evento televisivo. La speranza del governo venezuelano e’ che il cessate il fuoco concordato tra Iran e Israele dia ai leader mondiali la spinta ad “assumersi la responsabilità in tempo e salvare l’umanità da una grande guerra che è all’orizzonte, da una grande guerra nucleare distruttiva”, ha messo in guardia. Dura replica del governo israeliano alle dichiarazioni del segretario generale dell’Onu, António Guterres, che ha definito “un sistema militarizzato che uccide persone” la struttura di distribuzione di aiuti umanitari creata da Israele nella Striscia di Gaza. “Accusare Israele per i fallimenti dell’Onu e per le azioni di Hamas è una tattica deliberata”, ha scritto il ministero degli Esteri israeliano in un post su X. La Francia “è pronta, così come l’Europa, a contribuire alla sicurezza delle distribuzioni alimentari” nel territorio palestinese di Gaza, devastato dalla guerra, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. Un aiutino qua, un aiutino là…
Giuseppe Basilico

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