
E io penso: peccato che sia potente, peccato che stia dalla parte di chi comanda. In un uomo così, come Benjamin Netanyahu il potere è un errore di gusto. “Dobbiamo raggiungere tutti gli obiettivi della guerra, in cui Gaza non rappresenterà più una minaccia per Israele. La sacrosanta missione di liberare gli ostaggi mi ha accompagnato per tutta la vita”. Lo ha detto Benjamin Netanyahu in un intervento televisivo. “Non ci ritireremo dal corridoio Filadelfia”, anzi “aumenteremo la loro presenza lì” perché ”avremo il pieno controllo della zona cuscinetto” ha aggiunto il primo ministro israeliano nel suo primo discorso pubblico dalla firma dell’accordo con Hamas. Il portavoce del ministero degli esteri di Doha, Majed al-Ansari, ha dichiarato che il Qatar (che è stato uno dei principali mediatori dell’intesa) è “sicuro che le parti siano impegnate a rispettare l’accordo di cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha reso noto di essere in stato di massima allerta per vari scenari che potrebbero verificarsi dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco con Hamas. Lo si apprende dal Times of Israel. Durante la notte, il Comando meridionale dell’Idf lavorerà per ridisporre le truppe all’interno della Striscia di Gaza, ritirandosi dalle aree urbane e posizionandole sulle linee concordate tra Israele e Hamas. I ministri Ben Gvir, Yitzhak Wasserlauf e Amichai Eliyahu lasceranno i loro incarichi”, lo scrive il Times of Israel. Il partito di estrema destra del ministro della Sicurezza nazionale aveva già minacciato di ritirarsi dalla coalizione se il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu avesse accettato l’accordo. Netanyahu ha avvertito Hamas, affermando che ”l’accordo non andrà avanti fino a quando non si conosceranno i nomi degli ostaggi che verranno liberati” a partire da oggi. “Non andremo avanti con l’accordo finché non riceveremo una lista degli ostaggi che verranno liberati, come concordato”, si legge in una nota rilasciata dall’ufficio del premier. Israele non ha ancora ricevuto i nomi dei primi tre ostaggi, donne, che dovrebbero essere rilasciate domani dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Lo dice il Times of Israel affermando che potrebbe trattarsi di una apparente violazione dell’accordo da parte di Hamas. La milizia Houthi in Yemen interromperà i suoi attacchi contro Israele una volta che il cessate il fuoco a Gaza sarà entrato in vigore. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera un portavoce del gruppo sostenuto dall’Iran. Il portavoce ha ribadito che la milizia sostiene il cessate il fuoco e ha aggiunto che gli Houthi cesseranno anche gli attacchi alle navi mercantili nel Mar Rosso, a condizione che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna smettano di colpire obiettivi nello Yemen. La Polizia israeliana indaga sui fatti di ieri pomeriggio a Tel Aviv come “possibile attacco terroristico”. Lo riferiscono i media israeliani. Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato il lancio del missile balistico di ieri mattina contro Israele, sostenendo di aver preso di mira il ministero della difesa a Tel Aviv. “Il missile ha raggiunto il suo obiettivo con elevata precisione e i sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettarlo”, hanno detto. Lo riporta il Times of Israel. “Nonostante 467 giorni di genocidio e massacri, Israele non è riuscito a spezzare la volontà di resistenza dei nostri fratelli e sorelle a Gaza”: lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al congresso provinciale del suo partito ad Adana, nel sud della Turchia, citato dall’agenzia Anadolu. Funzionari israeliani hanno affermato di ritenere siano vivi 25 dei 33 ostaggi che dovrebbero essere rilasciati da Hamas nella prima fase di attuazione dell’accordo approvato nelle scorse ore dal governo Netanyahu per la tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi. È quanto si legge sul sito di notizie israeliano Ynet. L’offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza ha ucciso almeno 46.899 palestinesi e ne ha feriti 110.725 dal 7 ottobre 2023. Lo ha affermato il ministero della Sanità di Gaza gestito da Hamas. Ventitre palestinesi sono stati uccisi e 83 feriti nelle ultime 24 ore, ha aggiunto in un comunicato. Israele rilascerà 737 prigionieri palestinesi in cambio dei primi ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, nella prima fase di sei settimane dell’accordo di tregua nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il Ministero della Giustizia israeliano Yariv Levin. Anche Khalida Jarar, una parlamentare palestinese di sinistra che Israele ha arrestato e imprigionato in diverse occasioni, sarà liberata. Jarar è membro di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, gruppo ritenuto “organizzazione terroristica” da Israele, dagli Stati Uniti e dall’ Unione Europea. E Gaza? Rinuncereste a Gaza, primo ministro Benjamin Netanyahu?
Giuseppe Basilico

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