
Il primo ministro Benyamin Netanyahu, ha un tono di voce sempre più alto per un udito sempre più debole. “Cosa vuole Hamas? Vuole rimanere a Gaza. Vuole che ce ne andiamo, così può riarmarsi, così può attaccarci ancora e ancora. Non lo accetterò”: così il premier israeliano Benyamin Netanyahu, in un video su X, ripreso dai media israeliani, aggiungendo che farà “di tutto per restituire i nostri ostaggi”. Il premier, che definisce “manipolati” i sondaggi a sostegno dell’intesa, afferma che Israele “ha accettato l’accordo ma Hamas l’ha rifiutato”. “Dobbiamo insistere sul rilascio degli ostaggi e sulla distruzione di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Non rinuncio a nessuno di questi obiettivi”. Il presidente americano, Donald Trump, ha telefonato all’emiro del Qatar, Tamim al Thani, per discutere dello stallo nei negoziati tra Israele e Hamas su una tregua a Gaza. Lo ha riferito su Facebook l’imprenditore palestinese-americano e mediatore Bishara Bahbah. “Stiamo lavorando sodo con tutti i mediatori per trovare una soluzione all’attuale rallentamento dei negoziati”, ha scritto. “Ci sono importanti incontri tra Sua Altezza il Principe del Qatar e il presidente Trump, e speriamo che questo porti presto a smuovere le cose”. La nave “Handala” della Freedom Flotilla Coalition è salpata da Siracusa alla volta della Striscia di Gaza, poche settimane dopo che le forze israeliane hanno sequestrato la precedente nave, “Madleen”, con cui la coalizione ha già tentato di rompere l’assedio israeliano e portare aiuti alla popolazione di Gaza. Stando a quanto precisato dalla coalizione sui propri account social, Handala “trasporta aiuti umanitari salvavita e un messaggio di solidarietà da parte delle persone di tutto il mondo che si rifiutano di rimanere in silenzio mentre Gaza viene affamata, bombardata e sepolta sotto le macerie”. Almeno 139 palestinesi sono morti e altri 425 sono rimasti feriti negli attacchi messi a segno dalle forze israeliane nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il ministero della Sanità dell’enclave palestinese, precisando che tra le vittime figurano 28 persone uccise mentre erano in attesa degli aiuti. Sale così a 58.026 il numero dei morti dall’inizio del conflitto, il 7 ottobre 2023, mentre i feriti sono 138.520. Netanyahu dovrebbe convocare una riunione di sicurezza ristretta al fine di discutere il cessate il fuoco e i negoziati per la liberazione degli ostaggi in corso a Doha. Lo riferisce il media israeliano Channel 12. L’incontro dovrebbe avere come focus una nuova proposta di ridispiegamento delle forze dell’Idf a Gaza la cui attuale conformazione è causa principale dell’attuale impasse nei colloqui. Almeno 12 palestinesi sono stati uccisi e decine di altri sono rimasti feriti, dopo che aerei militari israeliani hanno bombardato un affollato mercato nel centro di Gaza City, secondo fonti mediche. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. Tra le vittime anche un chirurgo dell’Ospedale Battista Al-Ahli. L’attacco ha preso di mira un popolare mercato vicino a Ramzonal-Samer, nel quartiere di Al-Daraj, una delle zone più densamente popolate della città. L’ultimo attacco porta a 50 il numero di palestinesi uccisi nei raid israeliani nell’enclave dalle prime ore del mattino, secondo fonti mediche. Il procuratore generale di Israele ha dichiarato che Jonatan Urich, consigliere stretto del primo ministro Benjamin Netanyahu, è stato informato della possibilità di essere perseguito penalmente per aver fornito informazioni riservate con l’intento di danneggiare la sicurezza del Paese. Lo sviluppo riguarda una figura centrale nel caso noto in Israele come ‘Qatargate’ e arriva dopo che la polizia, all’inizio di quest’anno, ha arrestato il consigliere Urich e l’ex portavoce Eli Feldstein, sospettati di aver accettato denaro dal Qatar per promuovere un’immagine positiva dello Stato del Golfo in Israele.Netanyahu ha promesso al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che, dopo la proposta di cessate il fuoco di 60 giorni con Hamas attualmente in discussione a Doha, Israele riprenderà la sua guerra a Gaza. Lo riferisce Channel 12. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich sono stati convocati per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo rende noto l’emittente pubblica israeliana Channel 12 mentre sono in corso gli sforzi tra Israele e Hamas per raggiungere un accordo di cessate il fuoco. La sua storia lo conferma.
Giuseppe Basilico

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