
Il premier Benjamin Netanyahu si prepara a partire alla volta degli Stati Uniti, dove lunedì incontrerà il presidente americano Donald Trump. Secondo il programma di viaggio diffuso dal suo ufficio, il capo di governo decollerà domani mattina e atterrerà in Florida alle 14 (le 20 in Italia).
Lunedì incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio nel primo pomeriggio, seguito dal faccia a faccia con Trump a Mar-a-Lago alle 15.30. Al centro del colloquio ci sarà Gaza e la seconda fase del piano promosso dal capo della Casa Bianca, che si indebolisce. Tra gli argomenti attesi, anche l’Iran, le tensioni con il Libano ed Hezbollah e lo stato dei colloqui per un accordo di sicurezza con la nuova Siria di Ahmad Al-Sharaa. Non ultimo, probabilmente, il tema del Somaliland, (è uno Stato indipendente dell’Africa orientale a riconoscimento limitato da parte della comunità internazionale composto dalle province settentrionali della Somalia) il cui riconoscimento da parte di Israele, il primo a farlo, ha suscitato una durissima reazione internazionale e non particolare ‘entusiasmo’ da parte dello stesso Trump. L’ex premier israeliano Naftali Bennett è tornato ad attaccare il capo di governo Benjamin Netanyahu sullo scandalo Qatargate, (il Qatargate è stato definito “la più grave vicenda politico-finanziaria che abbia mai coinvolto l’Assemblea di Strasburgo”. È uno scandalo politico di corruzione e riciclaggio di denaro, scoppiato al Parlamento europeo nel dicembre 2022) accusandolo di “tradimento”. “Chiunque continui a proteggere i traditori e a finanziare la loro difesa legale anche dopo che l’atto è stato scoperto, viola il suo dovere più fondamentale di lealtà nei confronti della sicurezza di Israele e non può ricoprire la carica di primo ministro nemmeno per un altro minuto”, ha scritto su X. Anche dalle fila del Likud in ebraico, che significa “consolidamento” è un partito nazionalista liberale e di destra israeliano. È il principale partito di estrema destra del paese. Il partito di Netanyahu, si è levata la voce del deputato Moshe Saada: interpellato se fosse legittimo per una persona impiegata nell’ufficio del primo ministro lavorare per il Qatar, ha risposto ai microfoni di Channel 12, “assolutamente no”. “Non è legittimo lavorare contemporaneamente con il Qatar”, ha ribadito. il capo di governo Benjamin Netanyahu sullo scandalo Qatargate, accusandolo di “tradimento”. Il partito di Netanyahu, si è alzata la voce del deputato Moshe Saada: interpellato se fosse legittimo per una persona impiegata nell’ufficio del primo ministro lavorare per il Qatar, ha risposto ai microfoni di Channel 12, “assolutamente no”. “Non è legittimo lavorare contemporaneamente con il Qatar”, ha confermato. Manifestanti antigovernativi sono nuovamente scesi in piazza in diverse località di Israele, alla luce delle recenti rivelazioni sullo scandalo del Qatargate, il caso che vede assistenti del premier Benjamin Netanyahu accusati di aver preso soldi da Qatar per promuovere gli interessi di Doha mentre lavoravano nell’ufficio del primo ministro, prima e durante la guerra. Come riferisce Haaretz, la protesta principale è stata indetta a piazza Habima a Tel Aviv mentre il raduno a Gerusalemme, di fronte alla residenza presidenziale, è stato annullato a causa della pioggia. Manifestanti antigovernativi sono nuovamente scesi in piazza in diverse località di Israele, alla luce delle recenti rivelazioni sullo scandalo del Qatargate, il caso che vede assistenti del premier Benjamin Netanyahu accusati di aver preso soldi da Qatar per promuovere gli interessi di Doha mentre lavoravano nell’ufficio del primo ministro, prima e durante la guerra. Come riferisce Haaretz, la protesta principale è stata indetta a piazza Habima a Tel Aviv mentre il raduno a Gerusalemme, di fronte alla residenza presidenziale, è stato annullato a causa della pioggia.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà a New York per una sessione d’emergenza lunedì pomeriggio, a seguito del riconoscimento del Somaliland da parte di Israele. Lo riporta il Jerusalem Post, secondo cui la sessione si terrà su richiesta della Somalia. Ieri, il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato il riconoscimento ufficiale del Somaliland, rendendo Israele il primo Stato membro delle Nazioni Unite a riconoscere la nazione come Stato indipendente e sovrano.
Giuseppe Basilico

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