
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha invitato le nazioni del mondo a unirsi alla campagna di lanci aerei di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza. In un post pubblicato sull’account ufficiale del governo in inglese, ha scritto: “Hamas ha rubato il cibo alla sua gente. Israele è intervenuta. Abbiamo lanciato aiuti per la popolazione di Gaza e invitato le altre nazioni a unirsi. Alcune hanno già risposto. Abbiamo garantito la sicurezza dello spazio aereo, quella dei lanci e che il cibo arrivasse a destinazione. Qualsiasi Paese che voglia davvero aiutare è invitato a unirsi a noi”.
Israele ha trasmesso ad Hamas, tramite i mediatori, un “documento con osservazioni” in risposta alla controproposta inviata dal gruppo la settimana scorsa per un accordo sugli ostaggi e il cessate il fuoco a Gaza, ha dichiarato un alto funzionario israeliano. Secondo quanto riferisce il canale qatariota Al-Araby, le tre riserve principali israeliane sono state comunicate a Hamas dai mediatori: Israele ha espresso opposizione al ritiro dal corridoio Filadelfia, ha respinto il principio di restituzione dei corpi degli israeliani in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi e ha sollevato obiezioni su alcune disposizioni relative al ridispiegamento (consente il consolidamento della forza militare in aree critiche) delle forze nella Striscia. L’orrore del barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre di due anni fa, con tante vittime tra inermi cittadini israeliani e con l’ignobile rapimento di ostaggi, ancora odiosamente trattenuti, ho sottolineato come sia inaccettabile il rifiuto del governo israeliano di rispettare a Gaza le norme del diritto umanitario, ricordato pochi giorni fa da Leone XIV” ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del “Ventaglio”, al Quirinale. “Ho aggiunto, in quell’incontro, che è disumano ridurre alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, e che è grave l’occupazione abusiva, violenta, di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania. Ho espresso l’allarme per la sofferenza e rancore che si sta producendo, che, oltre ad essere iniqua, contrasta con ogni vera esigenza di sicurezza”. La Cina ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per la situazione a Gaza, denunciando una “catastrofe umanitaria senza precedenti” e chiedendo a Israele di cessare immediatamente le operazioni militari e di revocare il blocco per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari. “Esortiamo tutte le parti coinvolte, in particolare Israele, a interrompere immediatamente le operazioni militari, revocare il blocco e l’assedio, ripristinare completamente l’accesso umanitario ed evitare una crisi ancora peggiore”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun in una conferenza stampa. “L’unica soluzione realistica, giusta e sostenibile per la pace in Medio Oriente è quella dei due Stati, Israele e Palestina, che convivono fianco a fianco in pace e sicurezza”: lo ha ribadito il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. E’ necessario scegliere “la via della pace. Non come concetto ma come impegno. Non come un sogno ma come realtà. Per i palestinesi, per gli israeliani, per le persone del Medio Oriente e del mondo” ha aggiunto. Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty avrebbe dichiarato al canale di notizie saudita Al Arabiya che l’Egitto ha un piano chiaro per gli accordi di sicurezza e governance a Gaza dopo la fine della guerra e che sta addestrando “agenti palestinesi” che potranno essere dispiegati nella Striscia di Gaza e assumersi ruoli di sicurezza una volta terminata la guerra. L’agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che due persone sono stati uccise e altre ferite dal fuoco dell’Idf nei pressi dell’incrocio di Netzarim, nella Striscia di Gaza centrale. L’esercito israeliano, riporta l’agenzia, ha bombardato anche la zona occidentale di Satar aKhan Yunis, a sud di Gaza. Egitto e Giordania hanno continuato a inviare convogli di aiuti umanitari e medici nella Striscia di Gaza per il quarto giorno consecutivo, nel tentativo di alleviare la grave crisi nell’enclave palestinese causata dal blocco israeliano. “Per il quarto giorno, i convogli continuano ad arrivare, trasportando quasi 1.000 tonnellate di cibo e aiuti umanitari”, ha dichiarato la Mezzaluna Rossa egiziana sul suo account Facebook ufficiale. E nessuno ci ha creduto. Dunque bisogna che la smentita venga da lei, primo ministro Benjamin Netanyahu.
Giuseppe Basilico

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