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Nessuna sorpresa nel caso Mills. Era tutto scritto. Ora però gli attori della commedia devono andare a casa. Tutti.

di Pensalibero | 26 Febbraio 2012

Mandiamoli a casa. Tutti. Da Berlusconi e i suoi epigoni a Bersani, fino a Di Pietro, Vendola e compagnia. La pausa del governo Monti offre, fra le altre cose, anche questa possibilità. Con le prossime elezioni, che si terranno alla scadenza naturale, il panorama politico italiano potrebbe essere completamente rivoluzionato. Lo sanno anche loro e si stanno attrezzando. Bisogna attrezzarsi anche noi e scoprire i giochetti. La vicenda del processo Mills è l’ennesima riprova di quanto ci stiano prendendo in giro, a destra come a sinistra. Era chiaro a tutti che nel momento in cui Berlusconi accettava di dimettersi e sostanzialmente di ritirarsi da un ruolo di primo piano sulla scena politica, aveva in tasca la contropartita della cessazione dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti. Giusto o sbagliato che fosse, in questa sede non interessa. Prove documentali non ce ne sono e nessuno lo ammetterà mai. Ma la logica ha la sua forza. Perché mai l’uomo che aveva fondato la sua fortuna politica sul rapporto diretto con gli elettori, sostenendo fino al limite estremo l’importanza dell’investitura popolare avrebbe dovuto accettare una soluzione  tutta parlamentare dell’impasse politico? Contro la sinistra fino all’ultimo respiro e il giorno dopo insieme alla sinistra per sostenere un Esecutivo tecnico. Contro la proporzionale, e poi pronto a discutere una legge che la riporta in auge. La contropartita era sotto il banco e ora è venuta fuori. Lo stesso discorso ovviamente a parti rovesciate riguarda la sinistra. Fino ad ieri Berlusconi era il male assoluto, ora ci governa insieme. Insieme fanno i vertici di maggioranza e il Pd appoggia provvedimenti che con Berlusconi al governo avrebbe avversato ferocemente mobilitando la piazza. Nel disegno di tutti, Monti dovrebbe essere una parentesi che permette a loro di chiudere una stagione politica e di ridistribuire le carte agli stessi giocatori di sempre. Però qualcosa deve cambiare. Ecco allora le grandi manovre. Bersani cerca di riportare il Pd nell’alveo del socialismo europeo, Casini scioglie l’Udc per tentare di rimettere insieme i cattolici sparsi nei vari schieramenti. Alfano, sottobanco, riallaccia i rapporti con Fini e tenta di ricostruire il centrodestra. I soliti giri di valzer. Non cambia la musica e non cambiano i suonatori. E Monti? E se Monti, o in subordine Passera, scendesse direttamente in campo? Qualcuno si appresta ad inglobarlo, altri a sterilizzarlo, magari mandandolo al Quirinale. Intanto però Napolitano, gran regista di tutta l’operazione, potrebbe tentare la carta della rielezione, magari solo per un biennio vista la tenera età, tanto per far proseguire l’esperienza del governo tecnico, in nome di una situazione di emergenza che certo non cessa domani.

Le solite persone, i soliti giochi, con i programmi che seguono l’interesse del momento. Tutti pronti a cambiare idea al primo stormir di fronda o solo se si accorgono che il loro personale interesse li porta in altra direzione. E i poveri gonzi degli elettori pronti a ratificare tutte le scelte e tutte le giravolte. E’ indispensabile invertire la tendenza. Tutti questi signori non sono più credibili. Vanno mandati a casa. Hanno fallito come persone e hanno fallito come programmi.

Pubblicato in : Editoriale

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    27 Febbraio 2012 alle 01:14

    Ora come ora ,NON possono esser mandati a casa. Se cambia la legge elettorale ,ridando possibilità di scelte ai soliti gonzi, si potrebbe trovare il coraggio necessario…ma occorrerebbe comportarsi con raziocinio ,non con il lassismo a cui ci hanno abituati. Anch’io la vedo dura…

    Rispondi
  2. Stefano Cerrato - Alessandria

    26 Febbraio 2012 alle 22:02

    Per mandarli a casa ci vuole un grande nuovo partito. Per fare un partito ci vogliono i soldi. I ricchi sono tutti con Monti. La vedo dura…..

    Rispondi

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