Caro Nicola,
nonostante che la nausea per la politica attuale e i miei impegni di lavoro mi tengano lontano dalla discussione politica, condivido molte delle tue posizioni e il tuo sforzo per unificare le forze laiche liberali e socialiste riformiste, delle quali oggi si sente un grande bisogno. La loro divisione, per esempio, ha impedito a più riprese risposte ferme e posizioni coraggiose laiche e liberali davanti a molte questioni anche gravi che si sono aperte nel paese e a livello internazionale. Per ultimo la proposta di insegnare il Corano nelle scuole mi ha convinto che sarebbe ora di rivedere il concordato e di affermare il principio che nella scuola pubblica si debba insegnare la storia delle religioni e fuori della scuola pubblica ognuno possa leggere i libri sacri in cui crede. ma solo fuori della scuola pubblica.
Dentro la scuola pubblica, dove è scandaloso che non si riesca ad insegnare le basi di una educazione civica e istituzionale, i documenti di natura religiosa sono documenti da inquadrare e discutere storicamente. Anche l’impostazione della revisione del concordato è ormai datata e legata al suo tempo.
Oggi è un altro tempo, noi rimaniamo laici e cristiani, laici e liberali e dobbiamo rispondere con forza a qualsiasi tentativo di trasformare la scuola pubblica in una colonia asservita ad una o ad un’altra religione. I ragazzi che si dovranno formare nella scuola devono studiare prima di tutto per diventare cittadini del loro mondo e quindi dovranno studiare per capire la loro civiltà e quelle degli altri; ma questo non si può fare studiando i libri sacri di tutte le religioni. è un lusso che nessun sistema scolastico pubblico si può permettere. se la Chiesa cattolica nelle sue parrocchie e nelle sue scuole vuole commentare il Corano è libera di farlo. per la scuola pubblica il discorso è diverso, perchè si rivolge ai figli dei cittadini italiani cattolici e non cattolici, ebrei e non ebrei, musulmani e non musulmani.
Un caro saluto
Zeffiro Ciuffoletti

purché sia storia delle religioni ,di tutte, compreso il buddismo, e comprese le vasrie confessioni cristiane non cattoliche
gabriele parenti
La proposta “ nella scuola pubblica si insegni la storia delle religioni” non mi pare nuovissima ,ma comunque ritengo sia la sola sensata e funzionale , atta a contentare seriamente tutte le pretese – dato che la composizione societaria è tendente al multietnico -e non mortificare la nostra storia e la nostra cultura ( sempre che non si debba considerare il laicismo professato l’ennesima religione da celebrare ).
Ed è veramente scandaloso che dentro la scuola pubblica, non si riesca ad insegnare le basi di una educazione civica e istituzionale ,con la dovuta evidenza .
Se é ammessa una voce aggiunta.