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Né petrolio né diamanti ma arte e bellezza. Questa la nostra ricchezza

L’eccellenza e il genio italico non vanno dimenticati. Ma esaltati, se mai ce ne fosse bisogno.

di Carla Ceretelli | 6 Gennaio 2020

L’incipit del Capo dello Stato è stato molto semplice. Magari  lapalissiano. E, forse,  utopistico. Ma, finalmente,  una botta d’orgoglio  e  di autostima.

Tutti ci amano tutti ci invidiano, tutti ci vogliono.

Ha esordito.

“Oggi festeggiamo Leonardo domani Raffaello dopodomani Dante”.

A dire la verità l’ho sentito per caso, mentre mi preparavo ad uscire  con  gli amici  di sempre per salutare in uscita l’anno vecchio, uccidendolo come consuetudine, cercando di accantonarne gli aspetti negativi  e tristi, che sono tanti. In entrata,  quello nuovo, auspicandolo, come sempre,  sereno e proficuo.

Non lo ascolto volentieri il saluto di fine anno.  Con le solite banali  litanie. Di quel che è stato e quel che sarà o dovà essere. Ma stavolta,  almeno l’inizio,  mi ha  reso orgogliosa.  Oddio,  vero è che non ci sentiamo   così amati come paese, o,  almeno,  che  questo amore non frutta. E noi abbiamo bisogno anche di quella.

Ma “se ci credi ce la fai“.  Questo il grido del Presidente  che per una volta ha avuto perfino un guizzo di vivacità.

Inutile farci belli del passato, di quello che i nostri grandissimi avi, le nostre eccellenze,  ci hanno lasciato. So di scoprire l’acqua calda. Ma questo è quanto. Ma la nostra ricchezza, ereditata,  deve anche  riprodursi. Non basta dirsi e sentirsi i più grandi del mondo se  pochi personaggi bifolchi e ignoranti detengono la ricchezza e ci tengono soggiogati. E magari ci vogliono comprare prendendoci per fame.

Quello che abbiamo deve  assolutamente rendere, produrre e fruttare.  In termini di risorse economiche. Perchè,  al momento,  di queste abbiamo bisogno per essere alla  pari con  altri paesi industrializzati. Noi  non abbiamo,  non avremmo bisogno di andare a rubare e depredare terre altrui.

Basterebbe tenerci caro ciò che già possediamo. Con manutenzione efficiente, orari h 24, musei aperti, servizi e infrastrutture adeguate. Da nord a sud. Specie al sud dove terre meravigliose,  natura e mare sono davvero  ardue da raggiungere.

Ma occorrerebbe compensazione  per  quanto è giusto, creando anche  funzioni diverse e nuova occupazione.  I comuni delle città d’arte sono in sofferenza? Perchè chiedere allo stato sussidi quando si può sopravvivere autonomamente “vendendo” , concedendo temporaneamente  le nostre ricchezze. Mai speculando,  ma con   adeguata remunerazione.

“Sviluppare la cultura della responsabilità” incita il Presidente, con coesione e senso civico per un’Italia  migliore di come molti la dipingono. Ma spesso proprio  gli italiani purtroppo.

Il Presidente, nel suo quinto discorso di fine anno,  sprona  dunque il Paese a guardare avanti, oltre la congiuntura, a superare  la  crisi, esortando  tutti ad abbandonare la strada della denigrazione e dell’autocommiserazione.  Onestà e civismo per tutti, ma  in particolare per  la politica.  Che    si occupi  di cose concrete smettendola di avvitarsi in una spirale assurda e perversa,   in un cambiamento fittizio che si arrotola  su se stesso,  in una propaganda senza fine.

Italia  del genio e della civiltà, della ricerca e del diritto e non quella che rischia ogni momento di tornare a un’arretratezza pseudomedievale  scavalcando a ritroso l’illuminismo e il rinascimento. In particolare sul tema giustizia, come un eccellente Carlo Nordio evidenzia.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: capo dello stato, dante, discorso, fine anno, italia, mare, mondo, personaggi, sussidi

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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