Mi telefona Luigi Nidito, amico di antichissima data. E’ furibondo per le notizie fresche di giornata che io ancora non conosco perché da ore sono a fare la coda all’Ospedale di Careggi per l’intervento ad una cateratta. Lui, solitamente flemmatico, è furioso. In una stessa giornata sono state aperte inchieste contro il ministro Frattini (dopo un adempimento parlamentare, cioè dopo che aveva risposto ad una interpellanza); contro il Giornale, reo di avere reso noto che il magistrato che indaga su Berlusconi era finito sotto procedimento disciplinare per un episodio non simile ma dello stesso genere di quelli per cui si indaga contro Berlusconi. E, per quanto riguarda l’inchiesta su Berlusconi, si stanno accelerando i tempi cosicché anche l’agenda politica del Paese ne risulta fortemente condizionata.
Cerco di spiegarmi come mai Luigi abbia perso la sua flemma abitudinaria e mi do questa spiegazione.
Da molti anni vive e lavora all’estero, a Tirana: uno dei tanti italiani che all’estero hanno dato il meglio impiantando attività imprenditoriali e contribuendo al benessere del proprio Paese e di quello ospitante.
Ha sensibilità e trascorsi in politica, per la quale ha una passione inguaribile. Perciò, come molti altri connazionali emigranti, coglie i motivi di fondo e non quelli contingenti che spiegano perché l’Italia sia sempre al centro di commenti poco benevoli ed abbia una immagine così poco smagliante. E’ pur vero che oggi si parla all’estero di Berlusconi e delle sue feste. Ma questo è il fenomeno del momento. Il fatto che se ne parli e scriva male da sempre ha altre spiegazioni, non contingenti ma strutturali. E molte appartengono agli arzigogoli della nostra vita pubblica, alle sue contraddizioni ed anche al fatto che non si capisce mai chi prende le decisioni. Non dimentichiamo che Mussolini, prima di entrare in guerra, godette di buona stampa , e per lungo tempo, in vasti settori della stampa e della società anglosassone.
“ La democrazia è il problema, gli altri si risolvono dopo” mi dice Luigi “ Non è possibile che le sorti dell’Italia siano decise ancora una volta dall’intreccio oscuro tra qualche magistrato e determinati poteri finanziari con la copertura interessata e stupida di certa sinistra. E che si prospetti uno schieramento di ex comunisti con ex fascisti ed ex democristiani. Ci vorrebbe un grande leader, con il coraggio di un Saragat per condurre questa battaglia per la democrazia. Magari anche un patto con Berlusconi, a condizione che subito dopo si levi di torno”.
Intanto mi chiamano per sottopormi all’intervento. Rifletto sulle parole appassionate e colme di verità di Nidito. Ma anche sulla inestricabilità della situazione italiana che si riassume in pochissime parole: né con Berlusconi né senza Berlusconi. La contraddizione sta tutta qui e per superarla occorre molto coraggio.
Nicola Cariglia

Anche io conosco qualcuno che con i bottoni e i suoi colori ha avuto dei problemi, temo però che si tratti di daltonismo.
Nenni però ha confessato che non riusciva a capire quali bottoni premere. Altri li conoscono benissimo per forma e colore.
Che bello sentirsi asini (esseri che io adoro quanto i cani) per potersi sentir dare del cocciuto.
Premesso che è dal lontano 2001 che voto scheda bianca e ammesso che a qualcuno interessi, per favore evitiamo di dividere gli Italiani in pro e contro Berlusconi. Di questo referendum ventennale mi sono stancato. Io cari amici non sono contro Berlusconi perché me lo hanno detto Santoro, Travaglio o la mamma semplicemente lo ritengo un uomo poco idoneo ad esercitare la nobile professione del politico.
In passato le mie critiche spietate le ho rivolte anche al centrosinistra quando tentava di governare, solo che criticare continuamente i democratici e relativi alleati mi parrebbe di far fuoco sulla Croce Rossa.
Febbraio 2011: è Presidente del Consiglio l’on. cav. Silvio Berlusconi e non Bersani, D’Alema o Casini o Fini.
La responsabilità maggiore è di chi governa e detiene il comando (ricordate Nenni e la stanza dei bottoni?) e non di chi non riesce neanche ad allacciarsi le scarpe la mattina.
Ora già mi immagino il commento di chi dirà che è colpa dell’opposizione se l’Italia è ridotta così. Per favore un pò di obiettività. Grazie.
Che bello sentirsi elefanti: Non per entrare in un negozio di cristalli, ma per mantenere la memoria.
Cito difatti un caso per tutti, perché lo sport dovrebbe essere un momento che unisce.
Tal Bertinotti (poi pres. scomparso dalla scena politica, della Camera del deputati), ceetamente non a nome suo ma di quei “progressiasti” che avevano sperato nella vittoria della “gioiosa macchina da guerra”, ebbe a fare nei confronti dei MONDIALI DI CALCIO in MEXICO, una affermazione la quale, oltre che nella mia memoria, rimarrà nella storia (che qualcuno certamente scriverà): “Io tifo perché lITALIA PERDA IL MONDIALE, altrimenti questo qui non ce lo leviamo più di torno”. Mai previsione fu così azzeccata:”Questo qui” era Silvio Berlusconi, inventore di FORZA ITALIA. Non solo furbetto, ma anche intelligente l’uomo no?
In effetti, col clamoroso errore di Baggio che sbagliò il rigore decisivo, l’Italia di Sacchi arrivò 2^, con una performance niente male comunque. Ma era appunto nata “forza Italia” nel periodo più buio della nostra storia democratica, che qualche nostro giovane frequentatore non conoscerà bene.
Bertinotti difatti e, con lui molti altri carichi di lussuria, sono scomparsi, ma l’irrefrenabile desiderio che “anche i ricchi piangano” è rimasto. Forse costoro erano ( e sono) GLI ITALIANI VERI? Io ne dubito, come dubito dell’ INGLESE Di Pietro!
Caro Selvaggi,
ha scritto parole di Buon senso, che ai tempi di Mussolini avrebbe dovuto tenersi per sè. Le pare poco?
Per mandare a casa Berlusconi occorre prendere più voti di lui (è già successo, con Mussolini sarebbe stato impossibile).
Tutto quì.
ANTITALIANI…
Quando leggo simili parole un brivido mi corre lungo la schiena.
E’ così bello vedere schiere di moralisti (e antitaliani scopertamente doppiogiochisti) stracciarsi le vesti contro Berlusconi, come prima contro De Gasperi, e poi Fanfani e poi Saragat e Nenni, e poi contro Andreotti, per non parlare del “male assoluto” Bettino Craxi, arrivando aall’indegno Berlusconi.
Dell’Italia degli Italiani e dei loro difetti cronici, classici del “populismo piagnone” e di se stesso, non se ne accorge mai nessuno, né alcuno si accorge che vi sono degli animali “più uguali degli altri” che ogni notte disfano la tela che altri avevano tessuto di giorno e che cercano non di fare il proprio “Mestiere”, ma quello degli altri.
Quanta saggezza aveva quel Gesù che intimava, inascoltato a quanto si vede: “NON GUARDARE ALLA PAGLIUZZA NELL’OCCHIO DEL TUO AVVERSARIO, MA ALLA TRAVE CHE C’E’ NEL TUO!”
Caro Cariglia,
vorrei scriverLe tante cose ma sento che finirei per ripetere cose già scritte.
Forse ha ragione quando scrive che è inutile ridurre l’orizzonte a Berlusconi. Bisogna vedere oltre… l’orizzonte.
Forse dovremmo fare come tutti quei bravi ed onesti italiani che durante il ventennio mussoliniano guardavano il sole dell’avvenire e si scandalizzavano con i disfattisti traditori della patria. Finché un bel giorno la lungimirante politica dell’uomo della provvidenza non presentò il conto e fu l’ecatombe.
Forse aveva ragione Prezzolini quando rimproverava a Gaetano Salvemini di essere un moralista e spiegava che chi vuol fare politica la morale la deve mettere da parte perché non serve a niente.
In fin dei conti chi è questo Berlusconi? Ai posteri l’ardua sentenza.
Mentre scrivo sento la disperazione che avanza e un dubbio atroce che mi assilla. Per questo concludo con un bel pensiero di Corrado Alvaro che dedico a Lei e a tutti i lettori:
“LA DISPERAZIONE PIU’ GRAVE CHE POSSA IMPADRONIRSI DI UNA SOCIETA’ E’ IL DUBBIO CHE VIVERE ONESTAMENTE SIA INUTILE”.
Cordiali saluti.
Caro Nicola, ti faccio i migliori e fraterni auguri che ti liberi subito dai problemi degli occhi. Condivido la tesi che ci vuole un uomo della statura politica ed etica di Saragat per mettere ordine nella politica italiana. Però non è facile impegnare un tale uomo nella lotta tribale tra i poteri forti. Saranno ancora i cittadini deboli e impotenti a subirne le negative conseguenze di tale stato di cose. Molta responsabiloità di tanto scempio è da addebitare al PD che non ha saputo cogliere il momento per presentare al Paese una politica riformista, laica e democratica. Ha voluto ignorare la forza dei cittadini onesti nella lotta per la conquista del potere. Si è prostituito ad un ordine istituzionale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il PD sbaglia ancora quando, perde tempo a scegliere i compagni di lotta per liberarsi di Berlusconi e non s’accogie che ogni giorno perde autonomia e rappresentanza politica a tutto vantaggio del centro destra e, quindi, di Berlusconi
Selvaggi, lei è giovane, simpatico e ha passione politica. Perchè ridurre l’orizzonte a Berlusconi?
A prescinderne si vive meglio, non si fa la fine di quelli che cercano di bastonarlo in ogni modo da sedici anni e nemmeno ci riescono diventando sempre più tristi e grigi, e, magari, si contribuisce maggiormente alla svolta di cui l’Italia ha bisogno.
A proposito: quando piove Berlusconi ha qualcuno che gli regge l’ombrello. Non arrivi a tanto, ma, se piove, l’ombrello lo porti anche lei.
Un caro saluto, n.c.
A mio modesto parere la legge non è assolutamente uguale per tutti in Italia, ad esempio se hai milioni di euro e dei bravi avvocati/onorevoli e magari hai anche fondato un movimento politico che ti permette di cambiare o calpestare le leggi puoi sempre sperare di cavartela raccontando una barzelletta. Il guaio è che a volte qualcuno finisce per crederci sul serio (si intende alle barzellette!)
” I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. ” ( art. 28 della Costituzione).
Proprio tutti ?
Caro Nicola,
Tanti auguri per il tuo intervento, non preoccuparti per l’Italia basta un semplice compromesso, una legge che punisce con la pena minima di venti anni i magistrati che usano la Giustizia a fini politici, cosi saranno le Corti d’Assise e quindi il popolo a giudicarli, un’altra che limita a otto anni la permanenza nelle più alte cariche dello Stato, Presidenza del Consiglio e Presidenza, credo che su questa doppia proposta nessuno potrebbe tirarsi indietro, un abbraccio.
Concordo pienamente con chi mi ha preceduto. In quanto ai problemi strutturali dell’Italia per ora non si vede via d’uscita.
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate FUNZIONI PUBBLICHE hanno il dovere di adempierle con DISCIPLINA ed ONORE, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. (Art. 54 Costituzione della Repubblica Italiana)