Confessiamolo apertamente: alzi la mano chi non ha mai visto almeno due volte “Ovosodo” di Paolo Virzì! Scommetto che le persone in grado di ammettere di non averlo fatto sono un numero forse inferiore a quello che si contava tra i volontari a un’interrogazione di grammatica greca al ginnasio. Sì perché, bisogna dirlo, “Ovosodo” è uno di quei film che rimane nel cuore sia per aver segnato un’epoca sia per il fatto di essere esemplificativo di una mentalità, conservando in sé quella spontaneità e quella nostalgia che rendono meravigliosa la stagione della vita che risponde al nome di “giovinezza”. È una storia d’amore, d’amicizia, di semplicità e insieme di quella “decenza quotidiana” che riscatta la nostra esistenza dalla meschinità del quotidiano. Per questo leggere “Nato da un cane. Il trattamento originale di Ovosodo”, volume di Paolo Virzì (proprio lui) e Francesco Bruni, edito da ETS di Pisa e curato da Ottavia Madeddu con una prefazione di Paolo Mereghetti, è praticamente un must. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/nato-da-un-cane-virzi-racconta-ovosodo_2631.html
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