La grande polemica sul “metodo” per designare il Presidente della Repubblica, dicevamo, era “teatrino della politica”. Infatti non solo l’eletto non è stato il designato dalla maggioranza politica scaturita dalle ultime elezioni (D’Alema era il designato mentre Napolitano è stato designato dall’Ulivo e subito dagli altri alleati) ma non ha neanche goduto del consenso della minoranza parlamentare. Comunque l’esito fa comodo a tutte e due le coalizioni. Al centrosinistra perché ha nascosto la propria debolezza (visto che non è riuscito a far eleggere D’Alema perchè indigesto ad una consistente parte della propria coalizione). Al centrodestra perché ha permesso il vanto della propria forza nella mancata elezione di D’Alema (nonostante il convinto sostegno di importanti componenti della propria coalizione).
Insomma “aria fritta” con buona pace della melassa che ci inonda in queste ore: la partitocrazia ha il suo Presidente!
L’eterogenesi dei fini potrebbe arrestare il degrado? In ogni caso la radicale alternativa al regime è la premessa necessaria per realizzare la democrazia liberale in Italia. E’ in quella direzione che occorre fare almeno piccoli passi.
Beppi Lamedica
Segretario di Veneto liberale

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