Taluni giornali hanno definito Giorgio Napolitano il peggiore capo dello stato italiano- Interessato il sindaco di Firenze per intitolare a Saragat, ex Capo dello Stato, una via o una piazza
Un comune cittadino, come me, che segue un po’ i fatti politici mai avrebbe immaginato di leggere tanti giudizi negativi sul Presidente Giorgio Napolitano.
Un quotidiano, molto letto in Italia, l’ha definito il peggiore Presidente sia per l’impegno costituzionale, sia per quanto continuerà a costare al Popolo italiano.
Si accusa di aver affossato il governo Berlusconi, eletto dal Popolo, per suggerimento della Cancelliere Merkel. Non si perdona a Napolitano l’abuso di potere nominando il Professor Mario Monti senatore a vita e Capo di Governo per salvare le banche italiane in crisi per i debiti che avevano con quelle tedesche. Tutto ciò, mentre in Italia la disoccupazione e il debito pubblico raggiungevano livelli paurosi nel clima della recessione.
Cade il Governo Monti e promuove quello formato da Enrico Letta che, in linea con la Merkel, adotta il sistema del rigore fiscale che distrugge l’attività imprenditoriale italiana.
In un momento così difficile per l’Italia, Napolitano decide di dimettersi da Capo dello Stato con una pensione d’oro e con tutti i suoi vantaggi in termini di lusso e servizi.
Infatti, Napolitano non ha rinunziato all’autista personale e per la famiglia, un addetto alla sua persona, un ufficio da 100 mq nel Palazzo Giustiniani, due dipendenti del Colle, un guardarobiere, chauffeur riservato, scorta personale e carabinieri per la sicurezza delle sue abitazioni.
Le dimissioni di Napolitano da Capo dello Stato sembrano piene di mistero, d’intrighi non chiari, di paure non intuibili, di rabbia nona palesata. La motivazione dell’età si smentisce da sola poiché il secondo giorno da pensionato va a Palazzo Giustiniani per decidere come sistemare la stanza assegnatagli per svolgere la sua attività da senatore a vita.
Mentre l’attenzione dei lettori sembra tutta presa dalle dimissioni di Napolitano la vista, scorre su un altro giornale il cui direttore, è noto per l’alta fede socialista, per la democrazia e la sovranità dello Stato italiano.
Il titolo del giornale: “Dedicare una via o una piazza di Firenze a Giuseppe Saragat” sorprende al punto da ritenere una distrazione giornalistica, detta richiesta, rispetto al tema delle dimissioni di Napolitano.
Basta un attimo per capire che si vuole parlare delle caratteristiche umane e politiche di due Capi di Stato. Di Saragat sempre stato, nella sua vita, antifascista e socialista mentre Napolitano è stato un po’ fascista e poi comunista filo russo.
Saragat, quale autentico riformista, è stato sempre impegnato nella lotta per l’emancipazione delle classi deboli e nell’affermazione della democrazia e della libertà. Napolitano è stato, invece, progressista e per il potere nelle mani di pochi burocrati.
Saragat nemico del comunismo nel 1947 non approva il progetto per unificare i socialisti e i comunisti, lascia il Partito Socialista e fonda la Socialdemocrazia che si unisce al mondo occidentale. Napolitano applaude l‘invasione russa in Polonia, anche se, qualche tempo dopo si rende conto dell’errore commesso nel lontano 1956.
Per salvare l’Italia Saragat aderì al Piano Marshall e al Patto Atlantico, subendo ingiuste accuse di tradimento e di essersi venduto all’America. La storia alla fine ha dato ragione a Saragat che ha sempre combattuto per la democrazia e per la pace tra i popoli.
L’atto più indicativo di Saragat fu la nomina di senatore a vita dell’avversario politico Pietro Nenni. Ciò, che non ha saputo e voluto fare Napolitano verso il perseguitato politico Berlusconi.
Sono convinto che l’Italia tutta desideri che Firenze dedichi al grande uomo politico, Presidente della Repubblica Italiana e fondatore della Socialdemocrazia italiana una Via o una Piazza alla sua memoria.

Paragonare la nomina di senatore a vita di Nenni con quella di Berlusconi, abbi pazienza, ma non lo condivido. Nenni sarà sempre stato nemico di Saragat e come spesso lo sono stati i socialisti verso la socialdemocrazia, e chi è stato socialdemocratico lo sa benissimo, ma Berlusconi che cosa ha fatto se non altro che sfuggire alle sue mire economiche riparandosi dietro ad un paravento politico per i suoi fini. e non sempre nel migliore dei modi e quando dicono che la magistratura lo ha perseguitato basterebbe meditare su quante cause sono state prescritte per scadenza dei termini………………..