Berlusconi ha perfettamente ragione, quando afferma che il Patto del Nazzareno contempla anche l’intesa sulla Presidenza della Repubblica.
E’ inutile arrampicarsi sugli specchi e cercare di infilare la testa nella sabbia, cercando di far passare all’interno del PD come scelte autonome quanto è già stato oggetto di trattative ed impegni: Berlusconi ha perfettamente ragione, quando afferma che il Patto del Nazzareno contempla anche l’intesa sulla Presidenza della Repubblica. In un baratto ignobile, consumato sui diritti degli italiani, sul reale sentire della base del PD, sulla dignità delle Istituzioni, l’elezione del Presidente della Repubblica e le revisioni della legge elettorale e della Costituzione sono diventate volgare merce di scambio.
Tra un premier ansioso di rimodellare la Repubblica e le sue Istituzioni alla propria concezione della politica ed al proprio interesse ad assicurarsi una governabilità priva di controlli, di partecipazione, di rappresentanza politica, ed un ex premier imbolsito che esige impunità per se e artificiosa sopravvivenza per la sua parte politica, che peraltro vede oggi, tramite Renzi, il concretarsi di quella che, da sempre, è stata la sua visione del sistema politico ed istituzionale.
Di fronte a questo tentativo di baratto, poco importa il nome sul quale il Patto del Nazzareno cercherà di convergere. C’è solo da augurarsi che ampi settori del PD, per dignità e coerenza politica, in nome della fedeltà ad una storia che non può essere disinvoltamente dimenticata, in nome della propria ragione sociale di “democratici”, ne traggano la necessaria conseguenza.
In ballo non c’è un settennato, né le future elezioni politiche. C’è la Repubblica; e ci sono i diritti e le prospettive di 60 milioni di cittadini italiani.

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