Non è vero!
Purtroppo la maggior parte delle famiglie napoletane sono costrette a subire un sistema tenuto in piedi da poche persone. La disoccupazione e le difficoltà, hanno necessariamente bisogno di avere sempre un amico di turno per risolvere il problema. Cosa che invece in un paese civile e democratico verrebbe concesso come un diritto naturale. Gli esempi possono essere tanti, dal rilascio di un permesso ad una qualsiasi pratica. Avere un buon rapporto con il sistema ti può in certi casi salvare perché le sanzioni previste dalle leggi per qualsiasi infrazione sono altissime. Troppo spesso il cittadino si trova nelle mani di un ispettore e il tutto è legato al suo buon senso o alle conoscenze, in particolar modo politico, che la persona può avere.
Non è più accettabile che il cittadino continui a rimanere prigioniero e ricattabile da un sistema che non imbocca la strada della sostanza, ma continua su quella della forma.
La nostra vita è disciplinata da migliaia di norme, spesso scritte in modo volutamente incomprensibile, in special modo per i non addetti ai lavori, che rendono il cittadino inerme ed in balia del potente di turno.
E’ questa condizione che ha reso il cittadino napoletano (con l’aggravante della malavita), prigioniero di un sistema arrogante che ha creato un ambiente di sopravvivenza continua, che lo ha portato a sopportare l’insopportabile.
Non poter aprire una finestra perché all’esterno dell’abitazione ci sono montagne di rifiuti che emanano un odore inaccettabile per qualsiasi essere umano. I cittadini riconoscono lo Stato in cambio di alcuni servizi, come la sicurezza, la salute, la giustizia. Ma quello che succede a Napoli, immondizia da tutte le parti, migliaia di persone assunte per non lavorare, centinaia di camion fermi inutilizzati, soldi di troppe tasse pagate dai cittadini e gestiti in modo personale ed arbitrario, conferma l’assoluta incapacità delle istituzioni ad assolvere una funzione elementare come quella di spazzare i rifiuti dalle strade. Che cosa emerge dunque? Il fallimento della Regione. Nata per avvicinare i cittadini alle istituzioni, la Regione Campania si è trasformata in un centro di potere a beneficio prevalente del ceto politico-burocratico che nel sud ha anche contribuito, con l’ampliamento della spesa pubblica ad alimentare la criminalità organizzata e la corruzione politica.
E’ qui che ritorna la “questione morale” tanto sbandierata negli anni della persecuzione a Craxi. Ora ha una valenza diversa?
Come mai adesso non interviene la Magistratura? Se non interviene (anche dopo la trasmissione reporter, dove venivano evidenziate queste disfunzioni) vuol dire che il sistema democratico è truccato in modo pesante visto il trattamento riservato al Partito Socialista da parte della magistratura stessa.
Cosa rispondono ora i compagni On. D’Alema , On. Violante, On. Mussi, visto che se sono al governo è grazie all’operazione “Mani Pulite”?
No, cari Signori, Napoli non siamo noi ma voi incapaci di risolvere i problemi.
Occorre cambiare facce. Togliendo subito il potere a chi male lo sta utilizzando.
Francesco Mazzeo Segretario de “I Socialisti per le libertà”

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