
Not in my back yard ovvero fate tutto quello che volete ma non nel mio cortile!
Uscendo dal motto anglofono si può dire che, in questa serissima fase e forse terminale in cui abbiamo sfondato i 2 euro al litro per i carburanti, molti parlano per proporre sacrifici nel cortile altrui escludendo il proprio, ovviamente. E, di conseguenza, fanno esattamente al contrario quando si tratta di disegnare i confini dell’onestà e della moralità, per cui vale l’assioma per il quale il proprio cortile, famiglia o corporazione di appartenenza, è vergine ed immacolato e tutti gli altri sono infetti e sporchi.
Per non parlare, poi, di quando si discute di fare scelte o sacrifici allorché l’erba del giardino vicino è sempre quella giusta da tagliare e mai la propria, naturalmente.
“Non importa che il gatto sia bianco o nero; ciò che importa è che acchiappi i topi”.
Questo motto cinese che rivela tutta l’empirica sapienza e saggezza di quel popolo e della grandissima parte dell’umanità intera in Italia non vale o, se vale, lo è in modo molto ma molto marginale.
Qualcuno penserà: ma che ci mettiamo a catturare sorci in questo libro?
Magari ci si riuscisse!
Ai topi in Italia gli si urla dietro ma catturarli mai.
Anche perché uscirebbe un comitato per difenderli e farli moltiplicare.
Nell’intento di risvegliare, cosa quasi impossibile visto il livello di alienazione cui si è giunti, il senso della realtà fra l’italiota gente ci si è posti anche questa macabra caccia ai roditori.
Fuor di metafora l’intenzione è quella di voler contribuire a cercare di far ragionare su fatti concreti per trovare soluzioni, altrettanto concrete, invece di dissertare di “brevi cenni sull’universo e dintorni”.
Si parte subito con una lista enorme e quasi sterminata di comitati della bella penisola che lottano contro qualcosa o favore di qualcosa, non la si può riprodurre perché si tratta di migliaia di sigle spesso con difese al limite del ridicolo, ma tant’è!
Orbene, se per pacifica convinzione li si adottasse tutti non si farebbe più nulla e si arriverebbe all’immobilismo totale, che è l’immobilismo a cui siamo, purtroppo, arrivati da un trentennio in qua.
Per concludere si scoprirà che invece di valutare la bravura del gatto che si deve acquistare per catturare i topi ci si perde a tutti i livelli, dal bar sotto casa al parlamento, a discutere se è meglio prenderlo bianco piuttosto che nero e viceversa.
In un libro dello storico dell’Illinois Joel Mokyr, “La leva della ricchezza”, si legge: “In ogni società vi sono forze che si oppongono all’innovazione, che vogliono proteggere interessi particolari, piccole e grandi rendite. Nelle aziende di questi Paesi gli ingegneri sono stati sostituiti da avvocati, commercialisti e lobbisti, ascoltati dal Governo, che li protegge e guarda con sospetto agli innovatori. La storia ci insegna che qui inizia il declino di un Paese.”
E’ mai possibile che in Italia ci siano tanti piccoli cortili sui quali presidiano un’infinità di guardiani pasdaran sentinelle del già citato immobilismo?
Raffaele Romano

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