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My name is Ignazia Benita Giorgia, but everybody calls me Giorgia

Compito non certo facile, quello di essere il nuovo massimo rappresentante politico dell’Italia, essendo succeduta ad un certo Mario Draghi, e al contempo, primo esponente della destra post missina (e per osmosi, post fascista) dopo un secolo esatto, da quell’altro che è sempre stato considerato tra i suoi camerati e oltre, il più grande politico europeo del ‘900.

di Alessandro Silvestri | 19 Novembre 2022

Giorgia Meloni è appena rientrata in patria dopo il suo primo summit mondiale importante. 
Porta a casa in realtà molto poco, a parte il solito banalissimo gossip della stampa nostrana. 
Ha tenuto a rimarcare con orgoglio la sua differenza di genere (solo 4 donne su 40 esponenti del G20 ma badate bene, lei sola come capo di Governo. E che diamine!) in un afflato femminista di recupero dopo i primi giorni a Palazzo Chigi nei quali ha tenuto ad essere appellata come Presidente del Consiglio. 
Compito non certo facile, quello di essere il nuovo massimo rappresentante politico dell’Italia, essendo succeduta ad un certo Mario Draghi, e al contempo, primo esponente della destra post missina (e per osmosi, post fascista) dopo un secolo esatto, da quell’altro che è sempre stato considerato tra i suoi camerati e oltre, il più grande politico europeo del ‘900…
Tutti buoni motivi per i quali, da Biden agli altri grandi protagonisti della politica mondiale che  l’hanno vista per la prima volta da vicino, con una certa comprensibile curiosità, ma di quelle col sopracciglio ritto.
E d’altra parte le sue prime mosse come capo della coalizione vincente prima e come capo del Governo dopo, non è che abbiano entusiasmato così tanto. 
Dal goffo tentativo di respingere le navi ONG, alla nomina del sottosegretario con la svastica, a quell’altro alla sanità negazionista sui vaccini, e altra robetta simile. Senza dimenticarci di Ignazio e di Lorenzo. 

Guerra, energia, approvvigionamenti alimentari, ambiente, immigrazione. Questi i temi caldi. 
Ma nei momenti importanti, a parte alcuni bilaterali, Giorgia non si è vista. 
E dire che ad esempio, avrebbe avuto anche la subitanea e incredibile opportunità di ricucire con Macron sulle beghe tra cugini di pochi giorni prima. Ma non si sono avute notizie a riguardo. 
Le fonti della presidenza del Consiglio hanno invece enfatizzato i summit con le “realtà emergenti” quali India e Canada; dato che non capita spesso di incontrare i vertici di questi paesi. Dicono. E aggiungono, la nostra PdC era attesa in molti altri vertici bilaterali, ma non c’è stato il tempo materiale di organizzarli. 
E d’altra parte come tutti sanno, Giorgia oltre ad essere fervente cristiana è anche madre. Avrà avuto anche altri impegni connessi. Evidentemente. 
Giuseppe Prezzolini, sosteneva che occorressero molte qualità per essere cristiani. Tra le quali la fede e la grazia. Molto più facile essere semplicemente cattolici. Condizione per la quale è già sufficiente avere degli interessi e delle convenienze. 

Alessandro Silvestri

(per gentile concessione del giornale L’Avanti della domenica)

Pubblicato in : EditorialeTag: capo del governo, draghi, g20, gossip, governo, immigrazione, india, italia, mario draghi, meloni, palazzo chigi, presidente del consiglio, presidenza del consiglio, sanità

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

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