Ciò che durante le settimane scorse avevamo anticipato, con riferimento ad un cambiamento del paradigma che aveva visto per l’intero 2022 il dollaro scalare posizioni e schiacciare le valute concorrenti, si sta verificando con un certo anticipo e con una accelerazione che, però era inimmaginabile solo qualche giorno orsono. Il mercato azionario ha accolto il calo del biglietto verde come una benedizione e un via libera alla ripresa, e le chiusure dei listini americani sono state positive specialmente in ragione dei dati sull’inflazione Usa, più deboli del previsto, che poi rappresentano la vera ragione dell’indebolimento della valuta statunitense. Il Nasdaq ha chiuso a +1.9% la giornata, con un guadagno settimanale del 9% il maggiore in due anni, mentre l’S&P ha fatto registrare un + 1%, e un +5.9% su base settimanale. Il Dow Jones, dal canto suo ha mostrato una performance settimanale di circa il 5%. Ma oltre ai dati sull’inflazione americana, dobbiamo segnalare anche i dati redatti dall’Università del Michigan relativi al sentiment dei consumatori, sceso improvvisamente a 54.7 a Novembre contro un dato precedente a 59.9. Anche i vari aggregati sono peggiorati rispetto al mese scorso, evidenziando un calo generalizzato della congiuntura economica, dovuto evidentemente al rialzo dei tassi di 0.75% per ben 4 volte consecutive. Non dimentichiamo che la Fed ha voluto questo rallentamento, perché consentirà un calo della domanda che andrà a rallentare la crescita dei prezzi delle materie prime. E’ importante però, sempre per l’autorità monetaria Usa, che il rallentamento sia un soft landing e non un hard landing, che peggiorerebbe certamente le cose, perché si ricomincerebbe a parlare di stagflazione. Sul fronte valutario, il dollaro, dicevamo, ha accelerato al ribasso, di più di quanto ci potessimo aspettare, con l’EurUsd arrivato finalmente sul livello di medio e lungo periodo che avevamo richiamato a 1.0360 e che ora è la resistenza chiave, rotta la quale, dovremmo attenderci una inversione del trend della moneta unica con obiettivi di medio periodo, decisamente più ambiziosi. Stessa cosa per la sterlina che dopo la violazione di 1.1750 ha spinto al rialzo fino a 1.1830 e ora non si deve escludere neppure un test di 1.2000. Su base settimanale, osservando il grafico, si tratta di una accumulazione che avrebbe dei target da individuare in area addirittura 1.2700, media a 100 settimane. Molto interessante anche il movimento del UsdJpy che è sceso sotto quota 139.00 ed ora al di là di movimenti correttivi che sembrano dovuti, a favore del biglietto verde, dato che siamo scesi oltre 1.300 pips, i target sembrano essere almeno in area 130.00 anche se non nel breve. Oceaniche altrettanto sugli scudi, con obiettivi a 0.6810 e 0.6900 per AudUsd mentre per NzdUsd gli obiettivi sono posti a 0.6160 e 0.6250. UsdCad che dopo aver raggiunto i primi livelli in area 1.3230, dopo un pull back possibile, potrebbe anche andare al test di 1.3140 e 1.3070. Insomma, si tratta di un primo movimento veramente impulsivo contro dollaro da molto tempo a questa parte e se osserviamo il dollar index, dai livelli di 106, potremmo anche vedere i livelli giornalieri delle medie mobili a 100 e 200 giorni posizionate rispettivamente a 101.50 e 97.90, ovvero oltre il 5% per il primo target e quasi il 9% per il secondo, cioè si tratta di movimenti ancora molto importanti da dover chiudere. Sugli altri mercati, non possiamo non segnalare quel che sta accadendo sul mercato delle crypto valute, con il fallimento di uno dei più importanti Exchange Usa, Ftx, che ha dichiarato bancarotta, passando in poche settimane da una valutazione di borsa pari a 32 miliardi all’istanza di fallimento (chapter 11). A fonte di 9 miliardi di passività il broker deteneva solo 1 miliardo di asset. Il Broker ha dichiarato di aver rilevato transazioni non autorizzate e sospette per circa 650 milioni di dollari, dichiarando bancarotta. Nell’arco di 72 ore sono stati ritirati circa 6 miliardi di dollari dalla clientela, mentre Binance, uno dei principali concorrenti di Ftx ha abbandonato una trattativa che lo vedeva come possibile acquirente. Secondo quanto si legge, il caos generatosi ha visto svanire circa 1 miliardo di dollari di fondi della clientela. Il mondo crypto è molto complesso e poco conosciuto ancora, almeno nei dettagli, alla maggioranza degli investitori, e questo caso dimostra che ancora non rappresenta un ambiente così sicuro per gli investitori. Ma come è sempre accaduto nel passato, in ogni mercato dove ci fossero delle novità e anche opportunità. La settimana entrante vede la pubblicazione, negli Stati Uniti, delle vendite al dettaglio, dei prezzi alla produzione e dei dati sul mercato immobiliare. Occhio anche all’inflazione in Giappone, Uk e Canada, mentre molta attenzione va riposta sui dati di bilancio del Regno Unito. Infine, dati sulla produzione industriale e vendite al dettaglio anche per la Cina.
Saverio Berlinzani

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