«Si fa un gran discorrere del Monte dei Paschi di Siena. La posizione in merito di Alleanza Nazionale in Regione Toscana è sempre stata chiara e coerente. Già prima dell’ultima campagna elettorale per le regionali, lo scorso aprile, abbiamo ritenuto di trovare un momento emblematico negativo o comunque probante del legame fra politica regionale e mondo bancario nel fatto che Martini (governatore a suo dire attentissimo agli interessi popolari della nostra regione e che proviene da un partito dalle radici operaie) abbia scelto per presentare la propria candidatura non qualche sezione dei Ds, non il Palacongressi o il Palamandela, bensì proprio il salone della sede fiorentina del Monte dei Paschi. Un segno del mondo che cambia, certo, ma anche il simbolo chiaro di un matrimonio ineludibile e fruttuoso fra la sinistra e la sua finanza. Anzi, la sua cassaforte».
«Il Monte dei Paschi di Siena è molte cose: è Siena, è finanza nazionale ed altro ancora. Sicuramente però è il braccio armato della politica di sinistra in questa regione, e la scelta di Martini non l’ha affermato dinanzi a tutti. Far finta che ciò non sia vero fa parte di una politica del vago che non ci appartiene. Il Monte dei Paschi di Siena in Regione Toscana è ovunque: da un punto di vista sostanziale, per esempio, è in quel vero hard core della governance regionale che è il Portale della Toscana, mentre fisicamente è il coinquilino eccellente della Regione nella sede appena aperta a Mosca. Non solo: è la cassaforte che fa esultare Martini quando entra in Esaote o quando è partecipata e si fa partecipe, in modo più o meno diretto, del mondo della cooperazione rossa. E’ una delle due gambe su cui Martini confida per i suoi tardivi interventi sulla situazione economica regionale (l’altra sono le cooperative rosse)».
«Non da oggi diciamo che la Regione Toscana è una dipendenza del Monte dei Paschi di Siena e pensiamo di non esagerare. Voler apparire oggi banca neutra cercando di rifarsi una verginità è tentativo lodevole quanto inutile, e denota una certa arroganza ed improntitudine tipica della mentalità egemone che governa questa regione. Per altro il richiamo alla ‘difesa della senesità’, con i documenti a sostegno del peso del voto delle Fondazioni in contestazione all’emendamento Eufemi, è un altro tentativo banale di eludere il cuore del problema. La sinistra toscana è Mps, e non a caso a questo strapotere politico-finanziario si oppone innanzitutto un’altra parte di sinistra, come dimostrano i voti nelle commissioni parlamentari. Non a caso sulla mozione presentata in consiglio regionale in questo senso gli unici ad aver votato contro sono stati i consiglieri di An. Io stesso ho dichiarato che il Monte dei Paschi è un avversario politico, non una banca, e che come tale gli auguriamo la peggior sorte possibile. Il punto è proprio questo: una banca è resa pezzo organico fondamentale del mondo politico che avversiamo, dunque come tale intendiamo combatterlo politicamente».
«L’ultima perla è la convenzione con il sindacato Cgil per la riduzione dei tassi di interesse nei prestiti personali. Non con tutti, si badi: solo con Cgil. Anche questo è un modo organico di garantire più forza a un altro pezzo importante del potere di sinistra gonfiandone il pacco-tessere. Ora, ci domandiamo: perché Martini grida tanto quando alcuni istituti vengono assorbiti da altri extraregionali, e non fa altrettanto quando lo strapotere di Mps rende inagibile la sola politica possibile nel mondo bancario per risollevare le sorti della regione, ovvero dar forza e sostegno alla rete dei piccoli istituti di credito e di credito cooperativo?»
«Questa è la situazione reale. E se non ci piace la politica dei sepolcri imbiancati che cercano di stendere cortine fumogene sulla realtà dei fatti, legittima ma criticabile, così non ci piace chi – nel mentre grida allo strapotere della finanza rossa – non solo non evita che rappresentanti istituzionali della stessa parte politica vadano in soccorso a quello che dovrebbe essere un avversario, ma al momento in cui si libera un posto negli organi di direzione del gruppo Mps (e un posto eccellente) non si peritano di occuparlo con un proprio uomo di fiducia. E allora, Alleanza Nazionale deve combattere una battaglia di trasparenza su più fronti: contro chi ha saldato in modo ineludibile politica e finanza a spese dei toscani e a proprio vantaggio, e contro chi da una parte grida allo scandalo con voce possente e coi suoi elementi di punta mentre dall’altra mette in atto comportamenti non proprio conseguenti. Nonostante le nostre poche forze noi questa battaglia bifronte continueremo a combatterla. Sperando che la coerenza paghi».
Monica Nocciolini Ufficio Stampa AN in Consiglio regionale

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