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Movimentismo: la domanda di politica dei giovani

di Redazione Pensalibero.it | 16 Aprile 2018

March for Our Lives ha spostato l’asse della protesta sulla richiesta di partecipazione politica dei giovani statunitensi. La manifestazione, innescata dalla strage nel liceo di Parkland in Florida lo scorso febbraio, vuole dare seguito all’esigenza di maggiori controlli sulle vendite delle armi, contrastando le pressioni esercitate in senso opposto dalla National Rifle Association nel circuito politico-elettorale.

La fioritura di movimenti giovanili nell’ultimo decennio, coincisa con la crisi economica, muove dalla necessità di un’azione integrata, condotta sui social media e con manifestazioni in strada, per affrontare problemi sociali complessi e l’insufficiente capacità di risposta istituzionale: da Occupy Wall Street ai giovani indignados spagnoli del Movimento 15-M, la partita ha riguardato lo stretto rapporto tra erosione delle tutele sociali e crescenti diseguaglianze socio-economiche.

Gli Stati Uniti sono l’epicentro del movimentismo, erede diretto della “cultura attivista” consolidatasi in ambito studentesco dai tempi del Free Speech Movement dell’Università di Berkeley (1964). Tra il 2012 e il 2014, gli omicidi di Trayvon Martin (17 anni) e Michael Brown (18) ebbero ampia risonanza nel dibattito pubblico mentre in rete cominciava a circolare l’hashtag #BlackLivesMatter: l’omonimo movimento nato nel 2013 su iniziativa delle trentenni Alicia Garza, Patrisse Cullors e Opal Tometi si è ramificato a livello locale, impegnandosi nella lotta al razzismo e alla discriminazione nei confronti della comunità afro-americana. Nuclei di protesta si sono strutturati in organizzazioni rilevanti sul piano politico e mediatico, radicandosi nello spazio pubblico statunitense.

Giovani e partecipazione: il ‘movimento’ nel Vecchio Continente
Il ‘movimento delle piazze’, manifestatosi in Spagna e Grecia tra il 2010 e il 2011, si rivolse all’establishment europeo. All’apice della depressione economica, le fasce sociali più deboli stavano subendo le conseguenze degli squilibri nel mercato del lavoro: stando ai dati Ue (riferiti al 2010-2011), oltre il 20% dei giovani nell’Europa del Sud e in Irlanda risultava non impegnato in percorsi formativi e la crescita del tasso di disoccupazione giovanile raggiunse il massimo storico del 24% (media Ue, 2013).

La propagazione della protesta contro le politiche d’austerità o a difesa dei diritti ha assunto caratteristiche peculiari a livello nazionale. Critiche verso le elité e catalizzatrici delle istanze di disagio socio-economico, le principali forze politiche anti-sistema sono emerse in un clima di sfiducia istituzionale. Syriza, Podemos e M5S, con proposte politiche differenti, hanno raccolto consensi nelle reti sociali giovanili con il contributo di blogger e attivisti sul Web.

La formazione di ‘correnti di opinione’ in Rete si è tradotta in impegno attivo su questioni che dividono governo e opposizioni: da due anni, la difesa del diritto all’aborto coinvolge molte donne e ragazze polacche, mentre in Ungheria giovani volontari delle Ong sono impegnati nel sostegno ai migranti.

L’ultimo report sui giovani europei (Eurobarometro, settembre 2017), rileva un incremento rispetto al primo anno d’indagine (2011) del tasso di partecipazione ad attività politiche – il 64% degli intervistati ha votato in almeno una consultazione elettorale negli ultimi tre anni – e sociali – il 31% ha partecipato ad attività di volontariato nell’ultimo anno. Il campione indagato (d’età compresa tra i 15 e i 30 anni) indica come priorità l’istruzione, l’occupazione, la salvaguardia ambientale e la gestione dei flussi migratori attraverso l’integrazione sociale e la formazione di competenze professionali.

L’iniziativa ‘Nuova narrativa sull’Europa’, promossa dalla Commissione europea, mira a coniugare progetti scientifici e culturali con un coinvolgimento dei giovani cittadini europei nei processi decisionali. Aspetto cruciale nell’affrontare gli obiettivi in agenda, quali contrasto alla disinformazione e alla proliferazione dell’estremismo, ricerca di soluzioni eco-compatibili per la mobilità e relazioni in ambito formativo e lavorativo tra i Paesi dell’Unione europea. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/04/movimentismo-domanda-politica-giovani/

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: 2011, anni, cittadini europei, commissione, commissione europea, consultazione, giovani, governo, grecia, lavoro, manifestazione, mercato, mercato del lavoro, movimento, nato, organizzazioni, razzismo, sostegno, spagna, stati uniti, tasso di disoccupazione

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