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Morto a 88 anni l’ex primo ministro francese Lionel Jospin

E’ morto a 88 anni l’ex primo ministro francese Lionel Jospin, leader del Partito Socialista dal 1997 al 2002. Nato nel 1937 a Meudon, vicino a Parigi, in una famiglia protestante, Jospin figlio minore, fu cresciuto in un humus ideologico socialista. Il padre, un oratore brillante, era un membro di spicco della Sezione francese dell’Internazionale dei Lavoratori, precursore del Partito Socialista. In rottura con la tradizione e il rigore di famiglia, per trovare la propria identità a 15 anni si allontanò dalla fede protestante, scoprendo le virtù del laicismo e dell’agnosticismo. Gli anni tumultuosi dominati dalla questione algerina che segnarono la fine della Quarta Repubblica francese furono decisivi per la traiettoria di Jospin che conseguì il diploma di maturità classica nel 1955.

di Redazione Avanti Online | 25 Marzo 2026

E’ morto a 88 anni l’ex primo ministro francese Lionel Jospin, leader del Partito Socialista dal 1997 al 2002. Nato nel 1937 a Meudon, vicino a Parigi, in una famiglia protestante, Jospin figlio minore, fu cresciuto in un humus ideologico socialista. Il padre, un oratore brillante, era un membro di spicco della Sezione francese dell’Internazionale dei Lavoratori, precursore del Partito Socialista. In rottura con la tradizione e il rigore di famiglia, per trovare la propria identità a 15 anni si allontanò dalla fede protestante, scoprendo le virtù del laicismo e dell’agnosticismo. Gli anni tumultuosi dominati dalla questione algerina che segnarono la fine della Quarta Repubblica francese furono decisivi per la traiettoria di Jospin che conseguì il diploma di maturità classica nel 1955. Come gran parte dell’elite politica francese, si laureò a Sciences Po Parigi per poi proseguire gli studi alla prestigiosa Ecole Normale d’Administration (Ena), scoprendo al contempo un mondo a lui completamente estraneo, quello della borghesia parigina. All’epoca, nulla lasciava presagire una vocazione per il potere di Jospin, studente dall’indole attivista. All’Ena, non si trovò a suo agio e rimase in disparte. Si laureò con un voto troppo basso per accedere a uno dei corpi d’élite dello Stato, quindi, nel 1965 scelse la posizione di funzionario pubblico al ministero degli Affari Esteri, nella direzione economica. Contemporaneamente, l’ex boy-scout era coinvolto in una forma di attivismo particolarmente austera, quella del gruppo trotskista dell’Organizzazione Comunista Internazionalista (Oci), con grande disappunto della prima moglie, che non sopportava questa associazione dalla cerchia “troppo cupa”, di cui faceva parte anche Jean-Luc Melenchon. Secondo voci concordanti, anche se lui ha sempre negato, Jospin avrebbe portato avanti questo coinvolgimento semi-clandestino anche negli anni ’80, pur ricoprendo già incarichi di responsabilità all’interno del Partito Socialista.
Per 11 anni, insegnò all’Istituto Universitario di Tecnologia di Sceaux e per i suoi stretti legami con Pierre Joxe, sostenitore di Francois Mitterrand, che aveva conosciuto al Quai d’Orsay, dopo il Congresso di Epinay nell’autunno del 1971, Jospin si unì al Partito Socialista come componente del “gruppo degli esperti”. Mitterrand, leader del Ps, notò subito Lionel Jospin: anche se i due non avevano nulla in comune, tutti coloro che parteciparono a quegli incontri di esperti all’epoca ricordavano l’attenzione amichevole che Mitterrand riservava sempre alla sua nuova recluta. Sposato nel 1973 con Elisabeth Dannenmuler, il cui padre, direttore del settimanale Aux ecoutes, era un fervente gollista, Jospin ebbe due figli, Hugo ed Eva. In brevissimo tempo, Jospin si affermò tra i suoi pari come il “preferito” del ‘principe’ Mitterrand, un’etichetta che gli sarebbe rimasta appiccicata. Dopo essere riuscito a destabilizzare in un dibattito televisivo il carismatico leader comunista Georges Marchais, Jospin si fece conoscere all’opinione pubblica francese, imponendo uno stile tutto suo. Il 25 gennaio 1981, fu promosso a leader del Partito Socialista, una carica che ricoprì fino al 1988, instaurando uno stretto rapporto con il capo dello Stato, professionale, non di amicizia, sottolineano gli analisti politici. Jospin fu anche eletto deputato a Parigi. Con la rielezione del presidente socialista nel 1988, divenne ministro di Stato con delega all’Istruzione nazionale e per quattro anni portò avanti una politica di riforme ambiziosa. Licenziato senza tanti complimenti da Pierre Beregovoy, fedele sostenitore di Mitterrand divenuto premier, Jospin lasciò il ministero dell’Istruzione nazionale nel 1992, non senza clamore. Per le strade, gli studenti scandivano “Jospinator”, e a sostituirlo fu Jack Lang. Dopo aver perso il suo seggio parlamentare alle elezioni legislative del 1993, si dice che abbia tentato di abbandonare la vita politica cercando, senza successo, un incarico di ambasciatore con la destra. Nel 1995, risposato con la filosofa Sylviane Agacinski, un uomo nuovo entrò nella corsa presidenziale, dopo il ritiro dell’ex presidente della Commissione europea, Jacques Delors. In testa al primo turno, Jospin fu sconfitto da Jacques Chirac, ma si affermò come contendente presidenziale sulla scena politica, essendo riuscito a ottenere 47,36% dei consensi. (AGI)Vqv
Questa “sconfitta per il futuro” – per usare le parole di Laurent Fabius – lo avrebbe portato ad assumere la guida dell’opposizione di sinistra, tornato alla carica di primo segretario del Partito Socialista, nell’ottobre del 1995. Da questa posizione politica, avrebbe costruito la “sinistra plurale”, un’ampia alleanza che univa i socialisti al Partito Comunista e ai Verdi. Grazie a questo lavoro di coalizione, l’opposizione vinse le elezioni legislative anticipate del 1997, seguite al controverso scioglimento del parlamento da parte di Chirac. Lionel Jospin fu catapultato a Matignon, diventando primo ministro del terzo periodo di coabitazione. Rimarrà uno dei capi di governo più popolari della Quinta Repubblica, beneficiando di un contesto macroeconomico più che favorevole. La doccia fredda, o meglio lo choc, arrivò nel 2002, quando Jospin, dato ancora una volta come l’avversario più accreditato contro Chirac alle presidenziali, forte di cinque anni di coabitazione, fu invece sconfitto al primo turno dal leader di estrema destra Jean-Marie Le Pen, che andò al ballottaggio con il capo di stato uscente. Dopo un periodo di silenzio e un fugace desiderio di ricandidarsi nel 2007 contro Nicolas Sarkozy, Lionel Jospin si unì alla campagna di Francois Hollande cinque anni dopo. In particolare, intervenne all’ultimo comizio dell’esponente socialista di cui aveva contribuito a lanciare la carriera politica, eletto presidente della Repubblica nel 2012. Questo quinquennio di presidenza socialista ha offerto a Jospin l’opportunità di presiedere una commissione sull’etica della politica, che ha portato, tra l’altro, alla decisione di limitare drasticamente il numero di cariche elettive ricoperte da una singola persona. Nel 2014 è entrato a far parte del Consiglio Costituzionale, cedendo il posto ad Alain Juppé nel 2019. “L’uomo austero che ride”, come si definiva Jospin, ha continuato a partecipare attivamente alla politica francese, sostenendo la candidatura di Raphael Glucksmann alle elezioni europee del 2019 e quella di Anne Hidalgo alle elezioni presidenziali del 2022. Pur essendo contrario all’approccio di Olivier Faure, alla guida del Partito Socialista dal 2017, negli ultimi mesi Jospin si è unito nel chiedere di non votare la censura dei governi Bayrou e Lecornu a nome della stabilità della Francia. 

Redazione Avanti

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Redazione Avanti Online

Avanti Online è l’organo ufficiale di comunicazione del Partito Socialista Italiano (Psi). Il direttore responsabile è il giornalista Livio Valvano. Il giornale quotidiano telematico socialista è in edicola ogni settimana in edizione cartacea con “L’Avanti! della domenica”.

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