Ci sono anni che, a conti fatti, cioè dopo un congruo periodo di tempo, sono più anni di altri. Il 1978 è stato sicuramente per l’Italia un anno speciale, e questo 2018 sarà pieno di quarantennali speciali. Non solo nel senso celebrativo ma anche e soprattutto in quello storico.
Fatti che hanno fatto storia, fatti che hanno provocato ferite, di cui portiamo ancora cicatrici ed evoluzioni socio economiche con cui dobbiamo ancora fare i conti. Ci sono ferite ancora aperte socialmente e umanamente. Grandi cambiamenti nelle istituzioni e nelle facce delle istituzioni. Quarantennali aperti: e oggi che memoria abbiamo?
Da marzo a maggio il rapimento e poi assassinio di Aldo Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana. A giugno le dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leone e a luglio l’elezione di Sandro Pertini.
Ad agosto la morte di papa Paolo VI e l’elezione di papa Giovanni Paolo I, papa del sorriso. Poi a settembre la sua morte e ad ottobre l’elezione di Giovanni Paolo II, il papa che veniva dall’Est.
Un anno oggettivamente sconvolgente, pieno di fatti che avrebbero provocato ulteriori sconvolgimenti negli anni e nei decenni successivi. Influenze che arrivano direttamente o indirettamente anche a noi, in questo 2018.
Basti pensare che sul piano politico quelli erano i mesi e gli anni in cui i partiti cercavano maggioranze diverse da quelle che fino ad allora avevano retto i governi di centro o di centro sinistra, sino ad arrivare alle maggioranze con l’astensione del Pci. La mattina in cui venne rapito, Moro che aveva molto operato per arrivare a sintesi di maggioranze diverse -simbolica divenne l’espressione delle convergenze parallele- andava alla Camera per la seduta che avrebbe dovuto sancire il nuovo corso.
Non c’è dubbio che quel 78 fu per la politica italiana l’anno del prima e del dopo. Forse più del 92 che pure ha segnato un punto di non ritorno nella configurazione dei vecchi partiti e del loro peso nella società italiana. Il 1978 si apre con questo fatto traumatico: 16 marzo, 9 e 02: rapimento di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, da parte delle Brigate Rosse, e l’uccisione di tutti gli uomini della sua scorta. Dopo alcune ore di stordimento e incredulità collettiva l’inizio della trattativa che tenne tutti col fiato sospeso per quasi due mesi. Gli italiani si svegliarono il 16 marzo con la notizia di un fatto che ritenevano incredibile, quasi sudamericano, il rapimento di un leader politico. E vissero 55 giorni di drammatiche notizie, tra false verità e vere falsità, prima della notizia tragica del ritrovamento del cadavere nella Renault rossa in centro a Roma il 9 maggio. Un luogo simbolico pure quello: via Caetani, strada centrale tra quella che era la sede del Pci, Botteghe Oscure, e della Dc, piazza del Gesù. Televisioni e radio per mesi hanno mandato in onda quella telefonata in cui si indicava dove trovare il corpo dello statista democristiano.
Da quel giorno nulla è stato come prima nelle relazione tra forze politiche e società, nel rapporto tra i partiti, nella lotta al terrorismo e nella percezione della sicurezza e nella relativa pianificazione della difesa dello Stato, di tutit noi.
Il 15 giugno 1978 si dimise il presidente della Repubblica Giovanni Leone e l’8 luglio venne eletto il successore: Sandro Pertini che con le sue scelte e i suoi nuovi metodi di lavoro, chiamiamoli così, cambiò a sua volta l’immagine del Capo dello Stato. Più vicino ai cittadini, come si disse subito.
Paolo VI papa dal 1963, morì la sera del 6 agosto nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Tre mesi prima aveva rivolto quel grande nobile irripetibile messaggio agli “uomini delle Brigate Rosse” per tentare di salvare la vita dell’amico Aldo Moro, “uomo buono ed onesto”. Nello stesso mese di agosto l’Italia e il mondo conobbero un nuovo Papa, il bellunese da Canale d’Agordo, Albino Luciani, papa del sorriso, papa catechista che disse Dio è mamma, morto improvvisamente il 28 settembre dopo soli 33 giorni di pontificato.
Il 16 ottobre il Conclave elesse il nuovo Papa, Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, che ha governato fino al 2005 contribuendo a cambiare in maniera determinante l’assetto del mondo. E non solo della Chiesa. Un 1978 da leggere, rileggere e studiare. Non basta ricordare, occorre capire e trasmettere. Così la memoria può diventare anima.

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