Daniele Pradè. Nel calcio, è noto, vince chi sbaglia meno. Ma se diamo un‘occhiata ai numeri tutto sembra più facile da leggere. Il monte stipendi della Fiorentina è passato da 37 a 60 milioni. Sono stati spesi circa 45 milioni per il mercato. Ebbene dei nove nuovi, stando ai voti della Gazzetta dello sport, solo tre superano la sufficienza: Ribery, Lirola e Castrovilli che più che nuovo è piuttosto un lascito del passato bloccato a Firenze proprio da Montella. Salvo Caceres (che comunque il suo contributo lo da) i vari Boateng, Ghezzal Badelj, Pulgar e Pedro appaiono delle comparse in cerca d‘autore. Ma anche su questo potremmo sorvolare. Ciò che ci sorprende e rileggere le dichiarazioni di Prade‘ da quando è tornato a Firenze. La prima fu “Badelj è l‘acquisto più importante della mia carriera…“ Verrebbe da chiedergli se ha dimenticato Mario Gomez…Eppure del mercato lui si è detto soddisfatto “all‘80 per cento ci è mancato solo un colpo“. Non solo di fronte a Rocco Commisso che spiegava di aver messo a disposizione più soldi di quanto fossero stati spesi, lui candidamente replicava: “non ho ritenuto di spendere di più perché ritengo non si debba spendere tanto per spendere“. Ma ancora “Boateng è bello, può giocare anche terzino“ ma siamo sicuri che Boateng possa ancora giocare in serie A? La sua esperienza a Barcellona non ha lasciato traccia. Pedro poi è stato il suo cavallo di battaglia: “Non ci sono misteri, dopo un percorso di crescita ora è a disposizione…“ Di chi? Verrebbe da chiedergli. Imperturbabile il neo ed ex direttore viola non si è mai negato ad un microfono quale che fosse, fino all‘ultima perentoria affermazione: “difenderò Montella fino alla morte..“. E Montella, da buon napoletano, fa gli scongiuri: di quale morte avrà voluto parlare? Nel calcio meno si parla e meglio è….
Montella lascia ma non è solo colpa sua
I numeri sono contro di lui, forse perfino troppo. Se ne va con un groppo in gola ma non ha potuto fare a meno di chiamare alle loro responsabilità anche altri.
Montella non è mai stato il “mio allenatore“. Troppi risolini, troppe battutine e poche idee di campo. Il suo esonero mi sembrava ineluttabile, perfino inevitabile. Nelle sue ultime avventure si è guadagnato la nomea di perdente. I numeri sono contro di lui, forse perfino troppo. Se ne va con un groppo in gola ma non ha potuto fare a meno di chiamare alle loro responsabilità anche altri. Non fa nomi ma è facile intuire.
Daniele Pradè. Nel calcio, è noto, vince chi sbaglia meno. Ma se diamo un‘occhiata ai numeri tutto sembra più facile da leggere. Il monte stipendi della Fiorentina è passato da 37 a 60 milioni. Sono stati spesi circa 45 milioni per il mercato. Ebbene dei nove nuovi, stando ai voti della Gazzetta dello sport, solo tre superano la sufficienza: Ribery, Lirola e Castrovilli che più che nuovo è piuttosto un lascito del passato bloccato a Firenze proprio da Montella. Salvo Caceres (che comunque il suo contributo lo da) i vari Boateng, Ghezzal Badelj, Pulgar e Pedro appaiono delle comparse in cerca d‘autore. Ma anche su questo potremmo sorvolare. Ciò che ci sorprende e rileggere le dichiarazioni di Prade‘ da quando è tornato a Firenze. La prima fu “Badelj è l‘acquisto più importante della mia carriera…“ Verrebbe da chiedergli se ha dimenticato Mario Gomez…Eppure del mercato lui si è detto soddisfatto “all‘80 per cento ci è mancato solo un colpo“. Non solo di fronte a Rocco Commisso che spiegava di aver messo a disposizione più soldi di quanto fossero stati spesi, lui candidamente replicava: “non ho ritenuto di spendere di più perché ritengo non si debba spendere tanto per spendere“. Ma ancora “Boateng è bello, può giocare anche terzino“ ma siamo sicuri che Boateng possa ancora giocare in serie A? La sua esperienza a Barcellona non ha lasciato traccia. Pedro poi è stato il suo cavallo di battaglia: “Non ci sono misteri, dopo un percorso di crescita ora è a disposizione…“ Di chi? Verrebbe da chiedergli. Imperturbabile il neo ed ex direttore viola non si è mai negato ad un microfono quale che fosse, fino all‘ultima perentoria affermazione: “difenderò Montella fino alla morte..“. E Montella, da buon napoletano, fa gli scongiuri: di quale morte avrà voluto parlare? Nel calcio meno si parla e meglio è….
Daniele Pradè. Nel calcio, è noto, vince chi sbaglia meno. Ma se diamo un‘occhiata ai numeri tutto sembra più facile da leggere. Il monte stipendi della Fiorentina è passato da 37 a 60 milioni. Sono stati spesi circa 45 milioni per il mercato. Ebbene dei nove nuovi, stando ai voti della Gazzetta dello sport, solo tre superano la sufficienza: Ribery, Lirola e Castrovilli che più che nuovo è piuttosto un lascito del passato bloccato a Firenze proprio da Montella. Salvo Caceres (che comunque il suo contributo lo da) i vari Boateng, Ghezzal Badelj, Pulgar e Pedro appaiono delle comparse in cerca d‘autore. Ma anche su questo potremmo sorvolare. Ciò che ci sorprende e rileggere le dichiarazioni di Prade‘ da quando è tornato a Firenze. La prima fu “Badelj è l‘acquisto più importante della mia carriera…“ Verrebbe da chiedergli se ha dimenticato Mario Gomez…Eppure del mercato lui si è detto soddisfatto “all‘80 per cento ci è mancato solo un colpo“. Non solo di fronte a Rocco Commisso che spiegava di aver messo a disposizione più soldi di quanto fossero stati spesi, lui candidamente replicava: “non ho ritenuto di spendere di più perché ritengo non si debba spendere tanto per spendere“. Ma ancora “Boateng è bello, può giocare anche terzino“ ma siamo sicuri che Boateng possa ancora giocare in serie A? La sua esperienza a Barcellona non ha lasciato traccia. Pedro poi è stato il suo cavallo di battaglia: “Non ci sono misteri, dopo un percorso di crescita ora è a disposizione…“ Di chi? Verrebbe da chiedergli. Imperturbabile il neo ed ex direttore viola non si è mai negato ad un microfono quale che fosse, fino all‘ultima perentoria affermazione: “difenderò Montella fino alla morte..“. E Montella, da buon napoletano, fa gli scongiuri: di quale morte avrà voluto parlare? Nel calcio meno si parla e meglio è….
Massimo Sandrelli

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