I Direttori delle reti televisive, pubbliche e private, farebbero bene a modificare i contenuti e la saggistica d’alcuni programmi, per renderli meno diseducativi e dannosi per gli spettatori fragili e deboli e per quelli sensibili ai valori etici e psichici.
E’ difficile condividere la tesi di tenere presente la didascalia, di quei determinati programmi televisivi perché serve a capire la ragione di porli in essere. Vedere e ascoltare un programma violento, nelle scene e nel linguaggio, non è seguirlo per dedurne la didascalia, pur corretta e giusta. Si vede il programma e si subisce la violenza delle azioni e delle parole. In altre parole, si è trascinati ed esaltati fino all’emulazione o si rimane quasi ipnotizzati dal disgusto e dalla disapprovazione. Si perde il potere d’analisi e di giustificazione.
E’ questo stato che i Direttori devono tenere presente, quando preparano i programmi per le loro rispettive televisioni.
Ai film violenti, rozzi, disgustosi, bisogna aggiungere quelli che sembrano essere un corso di preparazione a come organizzare una rapina, un sequestro, uno stupro o, peggio ancora, un attentato. Conta poco vedere che i diversi delinquenti finiscono in galera o uccisi, perché i più deboli o portati a delinquere, sono avvinti dal protagonismo, dalla forza bruta o intellettiva dei personaggi, anche se alla fine, questi, finiscono in un carcere o in una bara.
Una modifica necessaria va operata ai telegiornali. Sono annunci necrologici: omicidi, incidenti stradali e sui posti di lavoro, rapine, infanticidio, stupri, pedofilia, omosessuali, abusi su minore, mala sanità, abbandono o maltrattamento degli anziani. Sono dosi costanti di veleno che agiscono negativamente sulla psiche dell’individuo.
Dannosi, per la serenità delle persone, sono i programmi che elargiscono premi o badano a soddisfare esigenze di persone che non potrebbero farlo con le proprie forze. Tali trasmissioni, creano tante attese e delusioni in tutti quelli che sono stati ignorati dalla fortuna.
Un esame a parte va fatto sui programmi politici, spiccatamente di parte e, di conseguenza, faziosi. E’ giusto avere una propria convinzione politica, religiosa, filosofica, ma ciò, non vuol dire legittimazione a denigrare, ad offendere chi la pensa in modo diverso. Al contrario, ciò, deve essere motivo di dialogo, di confronto, di discussione, per arrivare, in fine, alla tolleranza e al rispetto reciproco.
Non si può accettare la tesi, secondo cui, sono i programmi che piacciono alla stragrande maggioranza del popolo italiano. La verità è un’altra: non si vuole, o non si è in grado di fare programmi con motivazioni educative.
Domenico Civitano

il nobile pensiero del comp Civitano, porta ad una considerazione essenziale in questo momento politico del nostro paese.
Infatti la mananza di una regolarita’ di vita e la presenza incalzande di italiani che crcano nel buio dell’indifferenza una “COSA NUOVA” da mandato a tutte le testate giornalistiche e, quindi televisive di essere liberi di poter trasmettere nel territorio tutto il possibile per determinare una odiens di rispetto pubblicitario.
Il nuovo che taluno crea e tenta di iniettare da un po’ di tempo nella considerazione intellettuale e politica viene aiutato da elementi che ,Ahime’, non hanno altro che ispirazioni economiche alla luce del rapporto che ognuno tenta di avere con chi’ decide…..
Cultura, espressioni libere, integrazioni scentifiche e sopratutto musica non trovano spazio se non avvallati da un risultato economico positivo.
La Lirica e’ l’espressione culturale che vantiamo nei confronti di tutto il mondo.
Non esiste altro territorio nel mondo come la nostra ITALIA patria delle scritture di tutte le opere liriche.
Ebbene il servizio televisivo non trasmette che riproduzioni ormai note ed ad orari inconsueti; tanto e LIRICA.