Miti e leggende, tra meteo, bidelli e Lucca. Originale radiofonico di e con… chi vogliamo noi. Autore immaginario, situazioni reali. Il vecchio e autorevole programma “Speciale per voi”giocava anche su cognomi di attori famosi rispetto ai ruoli in originali radiofonici di fantasia. Ad esempio. Titolo: La Valle dei Templi. Personaggi e interpreti. Valligiana: Alida Valli. Grande valligiano: Raf Vallone. Si sorrideva, con poco. E forse più spontaneamente. E si sorrideva sinceramente di fronte a paradossi e contrasti. Della scuola e della bravura di Paolo Panelli, Nino Taranto, Bice Valori, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini e via ricordando. Ora nemmeno in un originale radiofonico saremmo capaci di inserire alcune situazioni paradossali, e straordinariamente contraddittorie, registrate dalla cronaca o dall’esperienza diretta negli ultimi giorni. Meteo. “Ah che caldo che fa!. Facciamo il bagno ai primi di ottobre”. “Non c’è mai stato un autunno così estivo”. Memoria corta. Ogni tanto c’è un autunno estivo e una primavera invernale. Ci piace meravigliarci di temperature diverse dalle cosiddette medie stagionali perché fa moda e perché dobbiamo far lavorare una intera classe di esperti, addetti, funzionari della meteorologia e delle previsioni del tempo. Una volta c’era soltanto il mitico colonnello Bernacca, adesso uno stuolo di scienziati delle nuvole. Dice il professor Angelo Varni, che di storia contemporanea se n’intende, insegnando da lustri all’Alma Mater i secoli della modernità: “Ci stupiamo di caldi fuori stagione ma se uno legge le cronache è sempre stato così. Ci sono stati mesi autunnali caldi o nevicate a luglio.” Anche in questo la storia è maestra. Di più. E, a proposito, non dimenticate di studiare bene Giolitti, Crispi e Cavour perché, caldo o non caldo l’autunno, in qualche concorso o ammissione ve li chiedono. Miti e leggende delle previsioni del tempo. Devono stupire con il tempo, fare spettacolo col meteo che a ben guardare è sempre quello. Altri miti e altre leggende. Scuola: loro, i bidelli. Quando si chiamavano semplicemente bidelli riuscivano ad essere portieri di scuola, suonatori di campanella, assistenti di merende, consulenti psicologici di alunni in fase di disagio e addetti ecologici dell’area comune. Insomma pulivano pure. Ora che son diventati ausiliari scolastici (ah la parola “ausiliari” se potesse parlare…?) niente da fare, alle pulizie ci devon pensare gli esterni. La Gelmini s’è arrabbiata e quindi ha invitato i bidelli a tornare al passato. Anzi se chiedi a qualche ausiliario una puntina, o una forbice o di attaccare un foglio in bacheca rischi che ti esibisca il mansionario e che si rivolga ai sindacati. Miti e leggende. Non c’è titolo che tenga, ausiliario o bidello, se non c’è l’amor per il lavoro che si fa. Questo, direte voi, vale anche per maestri e professori. Di più. Con il carico di potenza culturale e didattica che portano sulla spalle. A volte esplosivo. Miti e leggende di luoghi. Del cuore. Dici Lucca e pensi a una specie di oasi dell’alta Toscana, porta della Garfagnana, tutta pietre, rocche, chiese, verde e bastioni. Vero, da fuori. Arrivi a Lucca e ti immagini un centro storico a misura d’uomo e di piedi. Perché le mura così alte e così spesse e così ben tenute ti fanno pensare che sì puoi passare ma solo a piedi. Vedi parcheggi abbondanti lungo il perimetro e ti confermi nell’idea. Miti e leggende. Entri in Lucca centro e scopri che all’angolo della cattedrale c’è un parcheggio di auto, lamiere a ridosso dei marmi, nella storica e assai unica piazza dell’Anfiteatro nota per essere ovaleggiante come una arena entrano auto con qualche permesso, e nella immediate strette vie adiacenti tranquillamente i residenti possono chiedere agli stupiti turisti che vogliono fotografare di spostarsi perché devono parcheggiare. Davanti a casa. Oh la Lucchesia, pur più bella che tu sia.. Di sera davanti alla chiesa di San Michele auto fin a ridosso dei gradini e, forse le pulizie son rimandate alla notte o al mattino perché nel piazzale del mercato abbondano cartoni e cartacce. Lucca, una sorpresa. Quasi più un’altra Lucca fuori le mura.
Fabrizio Binacchi
www.virgola1.splinder.com

Se a Firenze si tenta di fare qualcosa, molto male e fuori tempo massimo, tanto che le iniziative di Renzi contro il taffico o sono patetiche o sono politiche, a Lucca vige la totale assenza sul problema da parte di questa e della precedente amministrazione. Dentro e fuori le mura la sorveglianza della polizia municipale è inesistente, i vigili girano in coppiette svogliate che chiacchierano mentre alle loro spalle i criminali sfrecciano a cento all’ora lungo i viali. Si assiste nella città vecchia ad un esempio di lento assalto e erosione del centro da parte di auto senza permesso. La città esterna invece è un caos di scorribande selvagge, di direzioni insensate, di mancanza di semafori e rotonde, e della grave assenza di sensi unici, segno che l’amministrazione non ha nemmeno cominciato a intuire il problema. Del resto passano giorni, settimane e mesi senza che fuori le mura appaia un vigile, dico uno. Poi ci sono i ciclisti, che in una città come Lucca dovrebbero sentirsi privilegiati. Invece sia a Firenze che a Lucca pedalo a rischio, ma a Lucca nonostante la nuova legge preveda sanzioni i ciclisti vanno ancor più da forsennati, investono passanti e si fanno investire, sbucano ovunque zigzagando e sempre nell’assoluto vuoto di vigilanza. Personalmente mi sono già scontrato due volte con altri ciclisti. Conclusione: la provincia di Lucca ha le più costose assicurazioni auto della Toscana. M.S.