
Le misure di sicurezza sono sempre più forti per gli alti funzionari israeliani, tra cui il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz, sono state notevolmente rafforzate in seguito all’omicidio mirato giovedì scorso del premier degli Houthi e di altri ministri da parte dell’Idf. Lo rivela la tv pubblica Kan. Lunedì David Lammy dirà ai parlamentari che il Regno Unito intende ancora riconoscere uno Stato palestinese a settembre, dato che Israele non ha mostrato alcun segno di voler soddisfare le richieste del governo britannico. Lo scrive il Guardian, secondo cui il ministro degli Esteri affermerà in una dichiarazione alla Camera dei Comuni che i funzionari governativi intendono effettuare una valutazione formale nei prossimi giorni per verificare se Israele abbia rispettato i principi stabiliti dal premier, Keir Starmer. All’inizio di agosto Starmer ha dichiarato che il Regno Unito avrebbe riconosciuto la Palestina prima dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che inizierà il 9 settembre, a meno che Israele non soddisfacesse una serie di precondizioni, tra cui l’adozione di “misure sostanziali” per porre fine alla guerra a Gaza, l’accordo per un cessate il fuoco e l’impegno a non annettere parti della Cisgiordania. “Contrariamente alle accuse false, Israele non ha rivendicazioni territoriali verso nessuno degli Stati confinanti. Il nostro obiettivo è la pace e la sicurezza”. Lo ha scritto sul suo account X in inglese il premier israeliano Benyamin Netanyahu. L’Onu ha annunciato l’arresto di almeno 11 dei suoi dipendenti da parte dei ribelli Houthi nella capitale Sana’a e a Hodeida, città controllate dagli insorti filo-iraniani. Lo ha dichiarato l’inviato delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, aggiungendo che l’Onu “condanna la nuova ondata di arresti arbitrari di membri dello staff delle Nazioni Unite” così come l’irruzione nei locali Onu e il sequestro di proprietà dell’ente internazionale. La direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale, Cindy McCain, ha ribadito le sue affermazioni secondo cui non arriva abbastanza cibo nella Striscia di Gaza, dopo una visita nella stessa. Intervistata domenica da “Face The Nation” sulla CBS, McCain ha dichiarato: “Confermo quanto ho detto. Non arriva abbastanza cibo. Senza un cessate il fuoco completo e la possibilità di entrare, su larga scala e senza restrizioni, assicurandoci di essere al sicuro, è l’unico modo per sfamare le persone”. Sessantasei civili sono stati uccisi nella Striscia di Gaza tra l’alba e le 19 di oggi per gli attacchi israeliani. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa, citando fonti mediche, per le quali tra le vittime ci sono 33 civili, “presi di mira direttamente mentre cercavano di ricevere aiuti umanitari”. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, in un’intervista rilasciata a La Vanguardia, ha affermato che “l’Europa non può mantenere le sue relazioni con Israele in queste circostanze come se nulla stia accadendo” e che la Spagna è favorevole alla sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Nel giorno in cui da Barcellona è partita la Global Sumud Flotilla, Albares ha espresso sostegno all’iniziativa. “Come in situazioni simili, proteggeremo i nostri cittadini”, ha detto, ricordando che il governo era già stato in contatto con le iniziative precedenti e aveva fornito protezione diplomatica e consolare. Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani incontrerà oggi a Roma la sua omologa palestinese Varsen Aghabekian. (Ministra degli esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese). L’incontro, ricorda la Farnesina in una nota, avviene a pochi giorni dalla firma dell’Italia di una dichiarazione congiunta con l’Arabia Saudita relativa all’impegno per costruire un Medio Oriente stabile, pacifico e prospero. Il presidente Usa Donald Trump starebbe esercitando forti pressioni su Benyamin Netanyahu affinché Hamas venga sconfitto rapidamente, addirittura nel giro di due settimane. Lo rivela Channel 12 citando una fonte molto qualificata che spiega i motivi per i quali il primo ministro sta spingendo per la conquista di Gaza e non voglia discutere nella riunione di questa sera la proposta dell’accordo sugli ostaggi. In privato – riferisce la tv israeliana – “Trump ritiene che Hamas non restituirà i rapiti: li userà per sopravvivere. E fatica a comprendere perché non si possa piegare Hamas in tempi brevi”. Ma il caso dei palestinesi è diverso, primo ministro Benyamin Netanyahu, perché…
Giuseppe Basilico

Lascia un commento