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Missione diplomatica

Per chiunque voglia leggere lo scontro di Donald Trump col Papa ha bisogno che alcuni importanti punti storici siano conosciuti.  Gli Stati Uniti sono nati il 4 luglio 1776, Indipendence Day, tale data segnò ufficialmente il distacco delle originarie tredici colonie britanniche dalla Gran Bretagna. Da quel momento amore e odio, stima e diffidenza attrazione e repulsione si sono alternate in modo sistematico fra gli USA e il Vaticano. Delle conflittualità storiche fra le due parti è segnata la loro vita con rapporti conflittuali delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Stati Uniti. Solo nel 1984 c’è stato il reciproco riconoscimento diplomatico ovvero dopo 208 anni.

di Raffaele Romano | 19 Aprile 2026

Per chiunque voglia leggere lo scontro di Donald Trump col Papa ha bisogno che alcuni importanti punti storici siano conosciuti. 

Gli Stati Uniti sono nati il 4 luglio 1776, Indipendence Day, tale data segnò ufficialmente il distacco delle originarie tredici colonie britanniche dalla Gran Bretagna. Da quel momento amore e odio, stima e diffidenza attrazione e repulsione si sono alternate in modo sistematico fra gli USA e il Vaticano. Delle conflittualità storiche fra le due parti è segnata la loro vita con rapporti conflittuali delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Stati Uniti. Solo nel 1984 c’è stato il reciproco riconoscimento diplomatico ovvero dopo 208 anni. La cosa avvenne per l’avvicinamento geopolitico fra Giovanni Paolo II e a Ronald Reagan dovuto alla comune visione nei rapporti con l’impero sovietico di Mosca; infatti, Reagan vide nel Papa polacco una delle massime autorità morali, in grado di poter incidere anche sul piano politico sulla caduta dell’impero sovietico. Questa comune visione geopoliticaconsentì a Reagan di superare le ultimeresistenze nel Congresso e quindi di acconsentire finalmente all’invio di un ambasciatore in Vaticano. Per cui il suo rappresentante personale, William Wilson, divenne ambasciatore e il delegato apostolico della Santa Sede a Washington, il cardinale Pio Laghi, in nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America.

Una discreta storiografia li ha definiti “imperi paralleli”, sebbene entrambi rifiutano questo concetto. Dopo il crollo dell’impero britannico, nel secolo scorso, le uniche due realtà occidentali ad avere una proiezione mondiale sono state gli Stati Uniti e la Santa Sede, infatti, sono due realtà che corrono su binari paralleli. A volte convergono altre divergono fortemente ma raramente sono esplose in pubblico. Gli USA sono la massima espressione del potere militare–tecnologico, mentre la Santa Sede è potere di mediazione, multilateralismo e diplomazia. Benedetto XVI si recò ufficialmente all’Onu e negli Stati Uniti solo dal 15 al 21 aprile 2008. Quella fu la prima volta che un Papa mise piede alla Casa Bianca dal lontano 1984. Unico precedente era stato quello di Giovanni Paolo II che ci entrò quando era presidente Jimmy Carter il 6ottobre 1979 ma fu un semplice invito privato di Carter che lo ricevette con la qualifica di “ospite del presidente” Benedetto XVI, invece, come Capo di Stato Vaticano.

Altro elemento da tener presente è che negli USA vi sono circa 60 milioni di cattolici che, però, sono molto diversi da quelli europei e ancor di più dagli italiani. Da loro la religione ha un ruolo enorme, sicuramente maggiore di quanto non ne abbia in Europa e in Italia, in modo particolare. Soprattutto perché ci sono una varietà infinita di fedi oltre di persone che cambiano più volte religione, cosa che a noi sembra molto strana, ma lì è normale. Altro aspetto da tener presente è legato al fatto che, strano a dirsi, la religione negli USA è qualcosa che attraversa lo stesso tessuto giovanile della società cosa da noi quasi totalmente assente. Il baricentro di tutto si regge sulla vera, totale e netta separazione fra Stato laico e religione. In tutte le religioni americane, anche quella cattolica, c’è una logica dell’occhio per occhio, dente per dente, che nasce dal fatto che nei primi anni della fondazione di questa nazione-continente, in fondo la legge e lo Stato quasi non esistevano nella lunga marcia alla conquista di nuove terre a occidente. Un’indipendenza conquistata attraverso il sangue e la conquista di nuovi territori ad ovest fino ad arrivare al Pacifico. Tali concetti ed esperienze sono concetti distanti anni luce per la storia italiana dove l’unità nazionale avvenne prevalentemente per interessi britannici e poche migliaia di italiani per il risorgimento. C’è, inoltre, l’altro elemento caratterizzante proprio degli USA ovvero il fatto che c’era una sorta di preconcetto di origine protestante nei confronti del Papa in quanto dalle origini gli immigrati europei in America erano prevalentemente protestanti con tutto quello che aveva significato il fenomeno in Europa. Ecco spiegata la nascita di quel pregiudizio anticattolico che poi ha impregnato quasi l’intera società americana per 208 anni. Si capisce, quindi, perché il perché i presidenti americani fino a Ronald Reagan abbiano faticato a riconoscere la Santa Sede. L’opinione pubblica statunitense vedeva le relazioni diplomatiche con la Santa Sede come una violazione della separazione tra Stato e Chiesa.

Solo nel 1853 il Vaticano decise di inviare qualcuno in missione diplomatica negli Stati Uniti per cercare di capire cosa fosse questo grande Paese. La scelta, risultata poi errata, cadde su monsignor Gaetano Bedini, inviato da Papa Pio IX, che giunse a New York il 30 giugno 1853 ed incontrò a Washington il presidente Franklin Pierce. La missione mirava a organizzare la Chiesa cattolica locale e valutare l’apertura di una nunziatura, ma fu un fallimento in quanto Bedini era stato artefice dell’aspra lotta contro l’instaurata Repubblica romana.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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