
Missili russi hanno colpito lo stabilimento svedese SKF in Ucraina. Tre dipendenti sono stati uccisi e altri quattro sono rimasti feriti. L’attacco scuote l’azienda con sede a Göteborg, che ha circa 1100 dipendenti nel territorio di Kiev (la maggior parte dei quali lavora nello stabilimento di Lutsk). La fabbrica produce cuscinetti a rulli conici, principalmente per l’industria automobilistica civile pesante. La città di Lutsk è ben lontana dalla linea del fronte e finora è stata relativamente risparmiata dai bombardamenti russi: la fabbrica ha quindi potuto continuare a funzionare dallo scoppio della guerra.
Oggi le bandiere sventolano a mezz’asta nello stabilimento SKF di Göteborg. Durante la giornata è stato osservato un minuto di silenzio per i tre dipendenti che sono stati uccisi nell’attacco fatto dai Russi alla fabbrica che produttore cuscinetti a sfera nell’Ucraina occidentale.
Kenneth Carlsson, presidente del Consiglio mondiale dei sindacati (SKF), ha affermato: “In questo momento l’attenzione è tutta rivolta alla salute e al benessere dei dipendenti. Non c’è nulla di più importante in questa situazione. È estremamente tragico che tre lavoratori siano morti. La fabbrica in Ucraina è lontana, ma facciamo parte della stessa organizzazione. La prima cosa che ho fatto è stata assicurarmi che i miei colleghi del Consiglio Mondiale fossero al sicuro”.
Kenneth Carlsson, come tutti gli altri operai di Göteborg, ha reagito con sgomento quando ha saputo quello che era successo nello stabilimento gemello della città ucraina di Lutsk.
L’ambasciata russa in Svezia mercoledì ha confermato l’attacco alla fabbrica della società svedese SKF avvenuto martedì notte. Ha affermato che si trattava di un obiettivo militare legittimo. Ciò risulta dalla dichiarazione dell’ambasciata russa, citata da “European Truth”. L’ufficio di rappresentanza di Mosca ha ricordato la dichiarazione di propaganda del Ministero della Difesa della Federazione Russa sulla distruzione di “imprese chiave dell’industria militare del regime di Kiev”. Nel commento si spiega: “Questo stabilimento di Lutsk fa parte dell’industria militare ucraina, produceva cuscinetti per Ukroboronprom. Naturalmente, non si dice una parola su questo fatto nella stampa svedese”.
Non si può escludere una reazione di Stoccolma. Anche se la fabbrica svedese si trovava in territorio ucraino, in cui c’è la guerra. L’articolo 5 della Nato prevede la possibilità dei Paesi Alleati di intervenire in difesa degli altri, ma si attiva solo quando l’attacco viene effettuato nei confronti di uno Stato, non quindi in Ucraina.
La polizia svedese ha innalzato il livello di allerta per «minaccia terroristica» per il Paese dall’attuale 3 a 4, un livello appena sotto quello massimo. Alle ore 13:00 la polizia terrà una conferenza stampa a Stoccolma fornendo maggiori dettagli.
Il ministro degli Esteri svedese, Tobias Billstrom, ha affermato: “Bisogna aumentare il livello d’allerta ma non bisogna lasciarsi intimidire dalle minacce terroristiche”. Il ministro ha collegato i timori alle tensioni provocate dai roghi delle copie del Corano, che hanno portato ad un aumento della minaccia di attentati terroristici nel Paese e in Danimarca.
Indubbiamente questo fatto sarà un altro argomento che potrebbe influenzare il prossimo G20 in India. L’escalation militare della guerra in Ucraina è sempre più preoccupante.
Salvatore Rondello

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