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MINISTRI UTILI RISPARMI FINTI

Giù la maschera e dotiamoci dei ministri di cui abbiamo bisogno. Un’authority in meno e un ministro in più potrebbe essere una bella operazione verità. Di Fabrizio Binacchi

di Fabrizio Binacchi | 14 Febbraio 2010

“Non è vero che tutto quello che si faceva nel passato è da buttare”. Parole sante. Ad esempio questa storia di risparmiare sui ministri invece di far bene rischia di far male, al Paese. Si gridava allo scandalo per certi governi della cosiddetta prima Repubblica che avevano 35 ministri e 60 sottosegretari e ora si scopre che avere solo 12 ministri, come da riforma, è solo una operazione di facciata. Che i costi in realtà non cambiano perché le strutture ministeriali rimangono e che l’inesistenza di un ministro per un settore importante come la sanità e il turismo ha prodotto problemi a livello interno e internazionale. Tanto è vero che poi li hanno fatti. Quindi meglio un ministro utile di una agenzia di controllo inefficace. Se si va a guardare le spese dello Stato rischiano di costare molto di più a noi contribuenti le innumerevoli agenzie di vigilanza, tipo quella sul gas o quella sulla comunicazione o quella sulla privacy, che un ministro con un po’ di competenza. C’è voluta la paura dell’influenza A per far scattare la nomina di Ferruccio Fazio, faccia un po’ da Quaresima anticipata ma molto competente, al rango di ministro. E d’altronde come si poteva pensare che il solo povero pur bravo e disponibile Maurizio Sacconi potesse fare da solo il ministro del lavoro, della previdenza sociale, della sanità e degli affari sociali. Una volta ci stavano 4 ministri. Così sempre nell’anno appena passato hanno capito che un paese turistico come il nostro non può non avere un ministro del Turismo titolare e pari grado di tutti i colleghi europei e mondiali. Promozione della Brambilla ma anche promozione del sistema Paese. Ma ci sarebbero anche altri settori che una volta avevano un ministro tutto loro e che invece ora vagano nell’incertezza anche se formalmente assegnati. Ad esempio. Una volta c’era il Ministro della Marina mercantile. Da giovane giovane intervistai per il Tg1 proprio il brescian democristiano onorevole Prandini che era il titolare di turno della Marina mercantile, ministero bello palazzo alto all’Eur. E poi in clima di tagli tutti a dire: via il ministero inutile. Adesso si scopre che il sistema dei porti italiani e dei traffici mercantili risulta un far west. Il presidente del Porto di Ravenna, Giuseppe Parrello, lo dice chiaramente: ogni regione fa per conto suo e qui ci vorrebbe invece un coordinamento. Possibile che Ravenna e Venezia si facciano la guerra? Rincara la dose Alfredo Peri, che di mestiere fa il bravo assessore ai trasporti e alla mobilità della Regione Emilia Romagna, mica poco, essendo la regione più attraversata del Paese. “Guarda Fabrizio in questi dieci anni abbiamo forse avuto qualche ministro dei lavori pubblici, ma non abbiamo più avuto un ministro dei trasporti. Sia quando c’era il centro sinistra sia col centro destra”. Mica poco. Adesso che si chiama Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe occuparsi di tutto, anche dei porti marittimi, in realtà, dicono, che il super impegnato Matteoli si occupi poco di porti, salvo quello di Livorno perché vicino casa. Vent’anni fa feci litigare sui limiti di velocità in televisione i ministro dei trasporti Santuz e dei lavori pubblici Ferri: uno parteggiava per i 130 , lo ricordate, e uno per i 110. Adesso Matteoli dovrebbe litigare con sé medesimo. E poi ancora: Ma siamo sicuri che la mitica ministra Mary Star Gelmini abbia tutto sto tempo per dedicarsi oltre che all’istruzione elementari, media, licei, anche dell’università e della ricerca scientifica.? Si dice: se ha bravi collaboratori sì. Ma un conto è avere un ministro che nei rapporti internazionali ha la titolarità della ricerca scientifica e un conto avere un sottosegretario, sconosciuto. Ne sanno qualcosa al CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche. Tra i ministri utili e i risparmi finti non dovremmo aver paura di scegliere. Tra la pura facciata e il bene del Paese non c’è corsa. Giù la maschera e dotiamoci dei ministri di cui abbiamo bisogno. Un’authority in meno e un ministro in più potrebbe essere una bella operazione verità.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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