• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Ministero della Pace: il 66% degli italiani è favorevole

di Vincenzo Donvito | 19 Febbraio 2018

Due italiani su tre sono favorevoli ad un Ministero per la gestione dei conflitti sociali, difesa civile e diritti umani, secondo il sondaggio Demetra, realizzato per conto della Comunità Apg23

Il 66% degli italiani è favorevole alla creazione di un Ministero della Pace dedicato a promuovere, sviluppare e coordinare attività di prevenzione e mediazione nonviolenta dei conflitti
E’ quanto emerge da un sondaggio commissionato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e realizzato dalla Società Demetra, con la collaborazione dell’Università di Padova.
Secondo il campione di intervistati, se da un lato la sicurezza rimane un problema percepito come centrale (86%), dall’altro ritengono che sarebbe utile dotarsi di un corpo civile nonviolento e di un vero e proprio Dicastero che gestisca i numerosi compiti legati alla gestione dei conflitti sociali e armati. Un Ministero per la Pace che sappia gestire i conflitti, promuovere politiche di disarmo, la difesa civile e i diritti umani, con un ruolo attivo e propositivo, sia a livello europeo che in ambito internazionale.

La maggior parte degli italiani sembra quindi favorevole all’ipotesi di un Ministero della Pace, un ruolo finora mai esistito in Europa, ma da tempo oggetto di proposte – come Corby in Inghilterra – e che in Costa Rica e Nepal ha già preso corpo. 

«Il nostro fondatore, don Oreste Benzi, diceva “l’uomo da quando esiste ha sempre organizzato la guerra, è arrivato il momento di organizzare la pace” e propose a più di un Presidente del Consiglio l’istituzione di un Ministero della Pace. Oggi gli scenari internazionali e quelli nazionali richiedono che questa scelta non debba più essere rimandata ed abbiamo dunque lanciato la campagna “Ministero della Pace. Una scelta di Governo”».
E’ quanto afferma Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, commentando il sondaggio.
«La risposta che abbiamo ricevuto dalla società civile è stata sorprendente. – continua Ramonda – Si sono uniti in questa battaglia: Azione Cattolica, Focolari, Sermig, Focsiv, CescProject, Movimento Nonviolento, Centro per i Diritti umani dell’ateneo padovano, Gigi De Palo (Forum Associazioni Familiari) e Anna Maria Furlan (Cisl). Ed infine, come testimonial, l’attore Beppe Fiorello».

La necessità di formare un corpo civile esperto. La consapevolezza che la pace vada ricercata, promossa e sostenuta anche con specifiche forze e competenze emerge in diverse risposte raccolte tra gli italiani. L’81% degli intervistati ritiene che il nostro Paese si debba dotare di un Corpo Civile di Pace specializzato. Nella stessa direzione va interpretata la sostenuta adesione al potenziamento (48%) e al mantenimento (30%) dell’attuale esperienza svolta dai giovani italiani che nei contesti di conflitto mettono in atto, per conto dello Stato, attività nonviolente di promozione della pace e di tutela dei diritti umani. Così come va potenziata (70%) l’esperienza dei giovani in servizio civile nazionale, almeno tra quanti conoscono l’esistenza di questo servizio.

Militari formati ai diritti umani e alla nonviolenza. Il 90% degli intervistati pensa che il metodo nonviolento e il paradigma dei diritti umani sia utile nelle attività formative delle forze di polizia e dei carabinieri; così come l’89% pensa che questa debba far parte della formazione di base dei militari e l’86% anche della formazione culturale degli amministratori pubblici locali, regionali e nazionali.

Educazione alla Pace nelle scuole. Non solo i militari ma anche gli studenti devono apprendere i paradigmi culturali della pace. Il 90% degli intervistati infatti si dichiara favorevole a inserire nei programmi scolastici dell’obbligo un insegnamento sull’educazione alla pace, ai diritti umani e alla nonviolenza.

Sicurezza nelle città: non solo militari. La presenza di militari in alcune aree metropolitane a rischio del Paese conferma un forte consenso: il 60% è favorevole ad un suo potenziamento, mentre il 26% e per mantenere la misura in corso senza rafforzarla. Dall’indagine emerge che l’adesione alla misura di contenimento militare prevista dai Governi nazionali va di pari passo con la messa in campo di interventi rivolti alla promozione del dialogo e alla composizione dei conflitti, in un modo rispettoso dei diritti umani. Pertanto, ben il 69% degli italiani sarebbe favorevole alla presenza, accanto ai militari, di civili specializzati in pratiche di mediazione e di accompagnamento sociale.

La Comunità Papa Giovanni XXIII promuove, insieme ad un cartello di associazioni, la campagna “Ministero della Pace, una scelta di Governo”. La proposta ha l’obiettivo di far istituire nel prossimo Governo, per la prima volta in Europa, un Ministero che si occupi delle politiche di Pace, sia in Italia che all’estero. Tutte le informazioni e gli approfondimenti sul sito www.ministerodellapace.org.

Per avere un riscontro sul livello di favore che la proposta di istituzione di un Ministero della Pace trova tra l’elettorato italiano, è stata realizzata un’indagine rivolta a un campione rappresentativo degli elettori italiani. Agli intervistati è stato proposto un questionario articolato in cinque aree tematiche e composto da 38 domande. Oltre a verificare il “polso della gente” rispetto al livello di adesione alla proposta del nuovo ministero e delle sue competenze, le domande hanno riguardato anche orientamenti più generali, in particolare: la sensibilità verso i temi della pace, della mediazione nonviolenta e dei diritti umani; le concezioni della guerra e della pace nonché la fattibilità sul campo della mediazione nonviolenta dei conflitti, della riduzione delle spese militari e della riconversione dell’industria delle armi; il tema della sicurezza nelle aree metropolitane del Paese; la valutazione sulle missioni italiane all’estero e sull’impegno dei Corpi civili di pace e del Servizio civile; il giudizio sul ruolo degli attori internazionali nella gestione e prevenzione dei conflitti armati.

Nota metodologica
L’indagine è stata progettata e diretta dal punto di vista scientifico dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova. La popolazione di riferimento è costituita dalla popolazione adulta residente in Italia in possesso di telefonia fissa, mobile o iscritta al Panel online Opinioni.net. Il sondaggio è stato realizzato, via Cati, Cami e Cawi, dalla società Demetra di Venezia tra il 30 gennaio e il 5 febbraio 2018. Il campione di intervistati di 1.024 persone (rifiuti/sostituzioni: 8.675) è rappresentativo della popolazione di riferimento per genere, fascia di età, zona geografica e dimensione comunale (margine massimo di errore al livello fiduciario del 95%: 3,05%). I dati sono stati successivamente ponderati anche in base al titolo di studio e sono stati trattati ed elaborati in forma anonima. La documentazione completa è disponibile su www.agcom.it.

Senza le monete di 1 e 2 centesimi i prezzi non potranno che aumentare
Dallo scorso 1 gennaio in Italia non si coniano piu’ monete da 1 e 2 centesimi (1). Per chi paga in contanti i prezzi sono quindi arrotondati per eccesso o per difetto (10,52 diventa 10,50, 10,58 diventa 10,60). Il garante sui prezzi dovra’ sorvegliare su cosa accade. Vedremo.
Intanto.
In un Paese come gli Usa sono secoli che i centesimi di dollaro esistono, e nessun problema si e’ mai posto con soluzioni cosi’ drastiche. Perche’ si deve porre da noi? La risposta a questa domanda ci sembra comunque secondaria, come invece secondari non sono gli effetti di questi provvedimenti. Non crediamo di essere degli estremisti se sosteniamo che tutti i prezzi subiranno di conseguenza un arrotondamento ai 5 centesimi successivi, ma non solo: sara’ un’ottima occasione per ritoccare ulteriormente i prezzi perche’, in un contesto di importi precisi, saranno pochi i dettaglianti che, per esempio, continueranno a tenere prezzi in cui compaiono i 5 centesimi, ovviamente andando verso il rialzo (non abbiamo mai visto un effetto al ribasso…): 10,52 o 10,54 non saranno portati a 10,50 o 10,55 ma a 10,60 (come invece dovrebbe essere solo per 10,58).
Per fare un calcolo, siamo generosi e quindi ipotizziamo solo un aumento medio dello 0,2% (che sarebbe, nelle cifre del nostro esempio, solo per portare10,58 a 10,60). Nel 2016, il livello medio della spesa alimentare per famiglia è pari a 441,50 euro al mese (Istat). Le famiglie italiane sono 25.853.547, quindi la spesa alimentare complessiva 2016 e’ di 11.414.341.000 (11 miliardi, 414 milioni, 341 mila euro) che aumentata dello 0,2%, significa un aumento di circa 23 milioni (22.828.682). Lo Stato, non coniando queste monete, sembra che risparmierebbe 23 milioni di euro all’anno (2). Sarebbe quindi la sessa cifra risparmiata rispetto alla spesa alimentare delle famiglie. E’ ovvio che ci sono anche tante altre spese. Vale la pena non coniare piu’ queste monete? NO!
Quindi, a che serve il tutto? Allo stato dei fatti serve solo a far spendere piu’ soldi ai consumatori.

1 – https://www.aduc.it/articolo/stop+alle+monetine+centesimi+cosa+cambia+pagamenti_27468.php
2 – http://www.lastampa.it/2017/08/27/economia/il-governo-costretto-alla-retromarcia-restano-le-monete-da-e-centesimi-tjeN7kH2KT07eJkZKAwA5K/pagina.html

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, battaglia, comunità papa giovanni, comunità papa giovanni xxiii, consenso, consumatori, estero, euro, europa, giovani, governo, istat, italia, missioni, movimento, papa giovanni xxiii, persone, polizia, presidente del consiglio, provvedimenti, punto di vista, rifiuti, soldi, studenti, tutela dei diritti

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti