• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Milano nel caos: prove generali di un nuovo Sessantotto? 

Piazza Duomo devastata. Scontri, incendi, vetrine infrante e negozi saccheggiati nel cuore della città. Quello che è accaduto ieri a Milano non è soltanto una drammatica giornata di violenza. È un campanello d’allarme. E pone una domanda che sarebbe irresponsabile liquidare come allarmismo: siamo forse davanti alle prove generali di una nuova stagione di radicalizzazione sociale e politica? Per alcune ore il cuore della città è diventato irriconoscibile. Piazza Duomo, simbolo di una Milano aperta e internazionale, è stata trasformata in uno scenario di guerriglia urbana.

di Angelo Santoro | 18 Ottobre 2026

Piazza Duomo devastata. Scontri, incendi, vetrine infrante e negozi saccheggiati nel cuore della città. Quello che è accaduto ieri a Milano non è soltanto una drammatica giornata di violenza. È un campanello d’allarme. E pone una domanda che sarebbe irresponsabile liquidare come allarmismo: siamo forse davanti alle prove generali di una nuova stagione di radicalizzazione sociale e politica? Per alcune ore il cuore della città è diventato irriconoscibile. Piazza Duomo, simbolo di una Milano aperta e internazionale, è stata trasformata in uno scenario di guerriglia urbana. Gruppi di giovani incappucciati hanno rovesciato cestini e transenne, divelto parti della pavimentazione, lanciato oggetti e danneggiato attività commerciali. Sono comparsi incendi, sono volati lacrimogeni e decine di persone hanno cercato riparo mentre le forze dell’ordine tentavano di riportare la situazione sotto controllo. 

Ma fermarsi alla cronaca sarebbe un errore. Perché quando una delle piazze più conosciute d’Italia viene trasformata in un campo di battaglia il problema non è più soltanto quello dell’ordine pubblico. È il segnale di una frattura che attraversa la società e che la politica non può permettersi di ignorare. La domanda, allora, è quanto possa ancora reggere una democrazia nella quale il confronto tende sempre più spesso a trasformarsi in contrapposizione assoluta. Da una parte e dall’altra del campo politico sembra prevalere la tentazione di parlare non all’avversario, ma contro l’avversario. Le parole si fanno più dure, le accuse più radicali. Il compromesso viene presentato come una debolezza e la mediazione come un tradimento dei propri elettori. È un meccanismo pericoloso. Perché la politica non rimane confinata nei palazzi. Il linguaggio utilizzato da chi ha responsabilità pubbliche finisce inevitabilmente per influenzare il clima del Paese. Quando ogni scontro parlamentare viene raccontato come una battaglia decisiva tra il bene e il male e chi sta dall’altra parte viene sistematicamente delegittimato, il rischio è che una parte della società finisca per convincersi che anche il conflitto politico debba essere combattuto senza più limiti. Naturalmente nessuna dichiarazione politica può giustificare una vetrina infranta, un negozio saccheggiato o un agente aggredito.

La responsabilità dei violenti rimane personale e non può essere trasferita alla politica. Ma proprio per questo chi ha il compito di guidare il Paese dovrebbe avere una responsabilità ancora maggiore nel custodire le parole, evitare l’esasperazione e ricordare che l’avversario politico non è un nemico da eliminare. Il problema è che oggi la moderazione sembra spesso avere meno spazio della provocazione. Chi alza la voce conquista attenzione. Chi esaspera lo scontro ottiene visibilità. Chi semplifica la realtà in una contrapposizione tra buoni e cattivi trova immediatamente un pubblico. È una dinamica che i social network amplificano e che la politica, anziché contrastare, talvolta finisce per assecondare. Così si crea un cortocircuito. La società diventa più nervosa, la politica più aggressiva e una parte della protesta cerca nella piazza una risposta alla propria frustrazione. Non significa che ogni manifestazione sia destinata alla violenza, né che ogni giovane che protesta rappresenti una minaccia. Significa però che una democrazia dovrebbe preoccuparsi quando il dissenso perde progressivamente il linguaggio del confronto e comincia a cercare quello dello scontro. Il paragone con il Sessantotto va maneggiato con cautela.

Il Paese di oggi è profondamente diverso da quello di allora. Ma proprio per questo sarebbe sbagliato aspettare che la storia si ripeta nello stesso modo per riconoscere eventuali segnali di radicalizzazione. Quello che è successo ieri a Milano potrebbe essere soltanto una giornata folle, destinata a rimanere isolata. Oppure potrebbe essere l’anticipazione di un clima più difficile, nel quale rabbia sociale, estremismi e divisioni politiche finiranno per alimentarsi reciprocamente. E qui torna la responsabilità della politica. Una classe dirigente dovrebbe essere capace di raffreddare le tensioni quando il Paese si scalda, non di trasformare ogni crisi in un’occasione per dividere ulteriormente il campo. Dovrebbe ricordare che governare significa anche ricucire, non soltanto mobilitare i propri sostenitori. Milano, ieri sera, ci ha consegnato dunque qualcosa di più di una cronaca di scontri. Ci ha consegnato una domanda sul futuro. Perché se queste sono davvero le prove generali, nessuno può permettersi di scoprire troppo tardi quale sarà lo spettacolo.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti