
Ebbene sì, la partita ormai è iniziata e anche Maiorino ci racconta che cosa vorrebbe fare per Milano se dovesse diventare sindaco. Non sappiamo ancora se ci saranno le primarie, ma lui intanto c’è. E parte con una parola d’ordine impegnativa: bisogna cambiare tutto. Soprattutto basta cemento e basta con i “padroni” che, secondo lui, tengono prigioniera la città. Una posizione piuttosto sorprendente per chi ha avuto ruoli importanti nell’amministrazione milanese. Sulla sicurezza, poi, Maiorino sostiene che gli uomini di Calenda sbagliano a considerarla un grande problema della città. Nel frattempo la sinistra milanese continua a guardare con qualche diffidenza a Mario Calabresi, considerato da una parte del partito un “papa straniero”, arrivato dall’esterno. E tutti aspettano che la segreteria decida finalmente che cosa fare, primarie comprese.
Ma la novità è che finalmente si muove anche il centrodestra. È spuntato un candidato, Perego, sottosegretario alla Difesa, giovane, autorevole, con un profilo poco compromesso con i giochi della politica milanese e una discreta esperienza istituzionale. Non è ancora detto che sia lui il candidato definitivo, anche perché i nomi in campo sono diversi e Perego è relativamente poco conosciuto in città. Ma anche Gabriele Albertini, prima di diventare sindaco, non era certo un personaggio popolare per tutti. Perego, inoltre, è un nome vicino alla famiglia Berlusconi e potrebbe rappresentare una novità interessante per il centrodestra. Insomma, Milano si sta finalmente muovendo. E a forza di sentire parlare di candidati, primarie, schieramenti e programmi, mi è venuta voglia di rimettermi un po’ in gioco anch’io. In fondo qualche idea sulla città ce l’ho, anzi, ne ho parecchie, e anche un po’ di esperienza politica: assessore, presidente del Consiglio provinciale. Se c’è da giocare una partita, potrei anche divertirmi a giocarla. Del resto siamo appena all’inizio: per il 2027 ne vedremo sicuramente delle belle.
Roberto Caputo

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