Col gran caldo si sta esaurendo anche l’inizio di dibattito sulle candidature a sindaco di Milano per la prossima primavera. Rimangono, in attesa della rinfrescata autunnale, le due candidature che si sono, per ora, appalesate: la signora Moratti sindaco uscente che chiede la riconferma e l’avvocato Pisapia. Quest’ultimo ha messo recentemente nel carniere, per dire così, alcune buone mosse che denotano l’intelligenza del personaggio. In primo luogo ha raccolto a sostegno della sua candidatura una serie di firme provenienti dalla Società Civile che hanno un carattere fortemente salottiero ma nella sostanza non sono male. Poi ha dichiarato che passerà l’estate a Milano per contattare le periferie e, in genere, tutti coloro che non possono permettersi delle vacanze: si tratta dei suoi elettori tradizionali che tendono ad aumentare date le difficoltà della congiuntura economica.
Queste operazioni hanno fatto si che Pisapia oggi sia il probabile candidato vincente nelle elezioni primarie nei confronti di qualsiasi candidato “interno” del PD. Se il PD, per altro dovesse scegliere di limitare le primarie ai candidati di partito è molto probabile che, a questo punto, Pisapia superi alle elezioni di primavera qualsiasi candidato di estrazione interna che il PD metta in campo. Dunque il PD è in forte difficoltà se non trova in tempo breve una candidatura che si contrapponga a questo Vendola del Naviglio portando con se un buon bagaglio di voti dal centro e dalle astensioni.
Per ora, come dicevo, Pisapia ha operato intelligentemente tra l’altro impedendo di parlare fino ad oggi al cugino Agnoletto e guadagnandosi il consenso, via salotto, del settimanale telematico “Arcipelago Milano” (mi spiace per il bravo direttore che forse covava nel cuore qualche legittima aspirazione). Ovviamente su questo piano, cioè quello della giostra dei sostenitori, sarebbe utile trattenere l’entusiasmo di alcuni come l’ottimo mio amico D’Alfonso che sostiene ormai galvanizzato che per il sindaco di Milano è irrilevante il colore politico ed è un dettaglio la collocazione ideologica.
Giacomo Properzj www.leragioni.it

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