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Milano: a Natale 3 Gialli in Municipio 2

Un risveglio di sangue e interrogativi scuote il Municipio 2 alla vigilia delle feste. Tre vicende diverse, accomunate dal mistero e dalla violenza, si intrecciano in poche strade della zona nord-est di Milano, componendo un quadro inquietante che tiene impegnate procure e forze dell’ordine. La prima scena è quella di un delitto che appare subito efferato. Il corpo di una giovane donna, di apparente età intorno ai trent’anni, viene trovato a terra sotto un palazzo in mattoni marroni di via Paruta, in zona Cimiano. È il custode dello stabile a dare l’allarme intorno alle 8.30 del mattino, ma per la vittima non c’è già più nulla da fare. La ragazza è seminuda, coperta solo da un giubbotto appoggiato sul corpo; mancano maglietta e biancheria intima, i jeans sono parzialmente abbassati, ai piedi scarpe da tennis senza calze. Non ha documenti, telefono né portafoglio. Sul corpo sono evidenti segni di violenza: ecchimosi al collo e ferite al volto che fanno pensare a un’aggressione.

di Luca Rampazzo | 30 Dicembre 2025

Un risveglio di sangue e interrogativi scuote il Municipio 2 alla vigilia delle feste. Tre vicende diverse, accomunate dal mistero e dalla violenza, si intrecciano in poche strade della zona nord-est di Milano, componendo un quadro inquietante che tiene impegnate procure e forze dell’ordine.

La prima scena è quella di un delitto che appare subito efferato. Il corpo di una giovane donna, di apparente età intorno ai trent’anni, viene trovato a terra sotto un palazzo in mattoni marroni di via Paruta, in zona Cimiano. È il custode dello stabile a dare l’allarme intorno alle 8.30 del mattino, ma per la vittima non c’è già più nulla da fare. La ragazza è seminuda, coperta solo da un giubbotto appoggiato sul corpo; mancano maglietta e biancheria intima, i jeans sono parzialmente abbassati, ai piedi scarpe da tennis senza calze. Non ha documenti, telefono né portafoglio. Sul corpo sono evidenti segni di violenza: ecchimosi al collo e ferite al volto che fanno pensare a un’aggressione.

Sul posto intervengono i carabinieri del Radiomobile, seguiti dagli specialisti della sezione Omicidi del nucleo investigativo. La Procura di Milano apre un fascicolo per omicidio: il pm Antonio Pansa e il medico legale effettuano i primi sopralluoghi, escludendo fin da subito l’ipotesi di una caduta o di un gesto volontario. La posizione del corpo e le lesioni non sono compatibili con un lancio dalle finestre dello stabile. Gli investigatori ascoltano i residenti, nessuno dei quali riconosce la vittima, e i carabinieri della scientifica setacciano anche l’esterno del condominio alla ricerca di tracce utili a ricostruire quanto accaduto.

Poche ore prima, a poca distanza, un’altra morte aveva acceso i riflettori degli inquirenti. In via Stefanardo da Vimercate, zona Gorla, una donna chiama il 112 alle 5.15 del mattino.

Il marito, il settantaduenne Carlo Luigi Montalbetti, è disteso sul divano, già privo di vita. Il medico legale interviene nell’appartamento, ma non riesce a chiarire immediatamente le cause del decesso. Sul petto dell’uomo ci sono segni sospetti, ma non altre ferite evidenti. A rendere il quadro più complesso è la storia familiare: i rapporti tra i coniugi, sposati da vent’anni, erano deteriorati da tempo. I vicini parlano di liti continue, confermate anche da precedenti interventi delle forze dell’ordine. A novembre la polizia era già intervenuta per una lite domestica; pochi giorni prima di Natale era scattata una denuncia dell’uomo contro la moglie, una cinquantaduenne di origine polacca, con l’attivazione del codice rosso. La Squadra mobile, coordinata dal pm Laura Bigliotti, attende ora l’autopsia per chiarire se la morte del cardiopatico sia stata naturale o meno; non si esclude, come atto dovuto, un avviso di garanzia per la moglie.

Il terzo fronte del “Natale giallo” del Municipio 2 non è legato a un singolo luogo domestico, ma a un’indagine di più ampio respiro che lambisce la sicurezza internazionale. In via Venini, cuore di una delle zone più dense e multietniche del quartiere, è stata sequestrata la sede milanese dell’associazione “La Cupola d’Oro”. Secondo l’inchiesta della Dda di Genova, che ha portato a nove arresti e decine di indagati, l’associazione avrebbe raccolto fondi formalmente destinati alla popolazione palestinese. Ma in realtà sarebbero stati dirottati verso Hamas. Le intercettazioni restituiscono un quadro di piena adesione ideologica e di consapevolezza del rischio penale, mentre perquisizioni in diverse città italiane portano al sequestro di oltre un milione di euro in contanti, più di 100 mila dei quali proprio nella sede di via Venini 67.

Tre storie diverse, ma accomunate da un clima di allarme e opacità che segna le festività nel Municipio 2. Tra cadaveri senza nome. Morti sospette tra le mura domestiche. Indagini su reti di finanziamento internazionale, il quartiere si scopre improvvisamente al centro di una cronaca nera che lascia poche certezze e molte domande aperte.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

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