
Il problema della vigilanza urbana è andato in onda anche su Rete Quattro, nel corso della trasmissione “Diario del giorno”, che ha avuto come ospite anche Nicholas Vaccaro, il più giovane dei nostri redattori se L’Eco. Al programma ha partecipato Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto S.Giovanni che ha parlato di sicurezza e di presidio del territorio. Il primo cittadino sestese ha attaccato senza mezzi termini il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, affermando: “Per Sala, i vigili servono per fare le multe e basta e non per il presidio del territorio”. Il sindaco di Sesto ha precisato che Milano ha ben 3150 agenti, facendo intendere che con un numero tale di uomini, i vigili potrebbero circolare anche a piedi nei quartieri, per dare sicurezza ai cittadini e fungere da deterrente per il delinquenti.
Alla fine degli anni ‘70, l’allora comandate della Polizia locale di Segrate, Franco Fabietti, istituì il vigile di quartiere. Ma erano altri tempi, quando i vigili non stazionavano negli uffici, ma vivevano in mezzo alla gente e presidiavano le strade. Purtroppo, ai nostri giorni, tuttalpiù transitano in due in automobile (senza neppure fermarsi) mostrandosi come delle star. Ma non è così che si pone in essere la sicurezza. È solo una presa in giro per i cittadini, che non si sentono tutelati.
La conseguenza della mancanza di sicurezza è anche la morte dei pedoni travolti a Milano.
Ovviamente, il fenomeno dei vigili impiegati negli uffici, come normali amministrativi, non riguarda solo il capoluogo. Il problema riguarda quasi tutti i comuni. Nei film polizieschi made in Usa, si sente spesso la frase ti “sbatto a dirigere il traffico”. In Italia questo pericolo non esiste, perchè non c’è più nessuno che dirige il traffico; salvo in caso di incidenti gravi, quando il danno è già compiuto e tutto viene bloccato, creando disagi.
Roberto Fronzuti
(direttore responsabile de “L’Eco di Milano e Provincia”)

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