
Negli ultimi giorni mi sono arrivate varie domande su una cosa precisa: Trump sta iniziando ad avere paura delle midterm perché teme l’impeachment. E’ vero?
La risposta è sì, e non serve nemmeno interpretare troppo. Lo ha detto lui, in modo diretto, davanti ai repubblicani.
Durante un incontro con i deputati GOP, Trump ha messo la questione così, senza giri:
“You got to win the midterms… they’ll find a reason to impeach me. I’ll get impeached.”
Questa frase vale più di mille analisi, perché ti fa vedere la mappa mentale: le elezioni di metà mandato non sono “una normale scadenza”, diventano una cintura di sicurezza personale. Perché?
Negli Stati Uniti l’impeachment parte dalla Camera. Se l’opposizione riprende la maggioranza, può aprire indagini a raffica, convocare gente, costruire dossier, alzare il volume ogni giorno e, se vuole, arrivare al voto sugli articoli di impeachment. Poi al Senato è tutta un’altra partita per rimuovere davvero un presidente, ma intanto ti ritrovi sotto assedio, con l’agenda bloccata, i titoli dei giornali sempre contro, e la macchina politica che lavora solo su quello.
Quindi quando Trump martella sul tema “dobbiamo vincere”, non sta solo facendo campagna. Sta dicendo al suo partito: o mi tenete coperto, o mi aprono in due in diretta TV. Ed è anche un modo furbo di disciplinare i suoi: trasformi una competizione elettorale in una missione di sopravvivenza, così chi si sfila diventa automaticamente quello che “ti consegna ai nemici”.
In breve: le midterm del 2026 per lui non sono un test di popolarità, sono un test di tenuta del potere. E quando un presidente parla di impeachment prima ancora che parta la campagna vera, significa che se la sta facendo nei pantaloni.
Piero Terracina

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