
Mohammad Mustafa, primo ministro palestinese, suggerisce con molta chiarezza che Hamas trasferisca le sue armi all’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Israele si è dichiarato disponibile a collaborare con alcuni Paesi arabi come gli Emirati Arabi Uniti, ma proprio questi ultimi hanno risposto che forniranno il loro sostegno solo se sarà coinvolta l’ANP. Tel Aviv però ha sempre respinto un coinvolgimento dell’Autorità, paragonandola ad Hamas nonostante sia più moderata. Sempre parlando alle Nazioni Unite, Mustafa ha osservato: “Dobbiamo tutti lavorare per riunificare la Striscia di Gaza con la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, senza occupazione, assedio, insediamenti, sfollamenti forzati o occupazioni”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe in procinto di proporre al suo governo un piano per unire territori nella Striscia di Gaza, nel tentativo di convincere Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze di estrema destra, a restare nell’esecutivo. La proposta sarà presentata ai membri del governo dopo la decisione di Netanyahu di aumentare gli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, accettata nonostante l’opposizione del partito di estrema destra Sionismo Religioso, presieduto proprio da Smotrich, ministro delle finanze.
La Commissione Ue propone di sospendere parzialmente l’accesso di Israele a Horizon, programma europeo di finanziamento di ricerca e innovazione. La sospensione, spiega l’esecutivo Ue, è una conseguenza della revisione dell’art. 2 dell’Accordo di associazione Ue-Israele. (Ai sensi dell’art. 2 dell’Accordo, il “rispetto dei diritti umani e dei principi democratici” costituisce “elemento essenziale” dell’accordo. Se Israele violasse tale art. 2, l’UE potrebbe adottare misure che includono, tra l’altro, la sospensione dell’applicazione dell’Accordo). Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana, citato dal Jerusalem Post, durante una conferenza stampa ha criticato la campagna militare in corso a Gaza: “La campagna militare è fuori controllo. Stiamo sequestrando Khan Yunis (è una città palestinese con annesso campo profughi nel sud della Striscia di Gaza) per la quarta volta, Jabalia (è una città palestinese situata a 4 chilometri (2,5 mi a km) nord di Gaza) per la terza”.
Lapid ha aggiunto: “Il governo israeliano non sa più come spiegare perché i soldati continuino a morire a Gaza. Se non poniamo fine alla guerra ora, gli ostaggi non torneranno, le IDF continueranno a perdere i loro migliori combattenti, il disastro umanitario peggiorerà e il mondo chiuderà le porte agli israeliani. Non deve andare per forza così. C’è un’alternativa a quello che sta succedendo ora”. Friedrich Merz, cancelliere federale tedesco, incontrando i giornalisti al termine della riunione del Consiglio di sicurezza all’Onu, ha sottolineato: “Non ci possono più essere ulteriori espulsioni dalla Striscia di Gaza”. Merz ha anche annunciato la creazione di un ponte aereo di aiuti umanitari insieme alla Giordania e una visita ufficiale in Medio Oriente di Johann Wadephul, ministro degli Esteri, della Germania in programma per giovedì. Merz, riferendosi a un eventuale riconoscimento dello Stato di Palestina, ha osservato che l’esecutivo tedesco “non considera il riconoscimento come un primo passo, ma come uno dei possibili passi finali verso la realizzazione di una soluzione a due Stati”. Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, interviene a proposito del riconoscimento dello Stato della Palestina: “Il problema è che non c’è uno Stato palestinese. Da una parte c’è Gaza, dall’altra la Cisgiordania, da una parte c’è Hamas, dall’altra l’Autorità nazionale palestinese. Sono favorevole ma prima dobbiamo costruirlo. Lavoriamo per costruire uno Stato palestinese che deve riconoscere Israele ed essere riconosciuto da Israele, se vogliamo veramente la pace, sennò facciamo slogan”. Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, ha telefonato a Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, per discutere della situazione in Medio Oriente ed esprimersi a favore di una risoluzione pacifica dei conflitti nella regione. Il ministero della Salute di Gaza, controllato dal gruppo terroristico palestinese Hamas, ha annunciato che, nelle ultime 24 ore, 98 persone sono state uccise e 382 ferite, a causa delle operazioni militari israeliane. E se i militari scoprissero di non amarla quanto lei li ama, primo ministro Benjamin Netanyahu? Se trasformassero Israele in Russia? In un sottile e spietato gioco delle parti, di lanciare attacchi aerei contro Hezbollah in Siria senza intervenire.
Giuseppe Basilico

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