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Il retroscena delle prossime regionali

C’è qualcosa di nuovo, oggi nel sole, anzi d’antico……così scriveva il Pascoli ed è quello di cui ha urgente bisogno il Paese: un po’ di sole! Nel 2020 alle regionali in Campania votarono poco più del 55,00 % dei cittadini ovvero poco più della metà. Secondo alcuni sondaggi a novembre prossimo si dovrebbe scendere sotto il 50% il che equivarrebbe a meno di un votante su due. Questi sondaggi non mi meravigliano per niente sarebbe la dimostrazione che questa inetta seconda repubblica è arrivata al capolinea e che il rimpianto del passato ha fatto molto breccia nella scioccata e smarrita italica società. Si rimpiange la presenza sul proscenio politico dell’assenza di un cattolico moderato accompagnato da un socialista riformista che potevano anche non soddisfare tutti ma di cui si capiva bene quello che volevano oppure non volevano.

di Raffaele Romano | 29 Luglio 2025

C’è qualcosa di nuovo, oggi nel sole, anzi d’antico……così scriveva il Pascoli ed è quello di cui ha urgente bisogno il Paese: un po’ di sole! Nel 2020 alle regionali in Campania votarono poco più del 55,00 % dei cittadini ovvero poco più della metà. Secondo alcuni sondaggi a novembre prossimo si dovrebbe scendere sotto il 50% il che equivarrebbe a meno di un votante su due. Questi sondaggi non mi meravigliano per niente sarebbe la dimostrazione che questa inetta seconda repubblica è arrivata al capolinea e che il rimpianto del passato ha fatto molto breccia nella scioccata e smarrita italica società. Si rimpiange la presenza sul proscenio politico dell’assenza di un cattolico moderato accompagnato da un socialista riformista che potevano anche non soddisfare tutti ma di cui si capiva bene quello che volevano oppure non volevano.
Oggi la confusione ma, soprattutto, l’incapacità è quasi totale. Prendiamo il caso delle elezioni in Campania: da un lato abbiamo un “sedicente centro sinistra” che di sinistra riformatrice e di centro non ha nulla e che, forse per questo, ha cambiato nome in un non meglio delimitato e circoscritto “campo largo”. Nel campo apparentemente opposto il “sedicente centro destra” è ancora in corsa per capire cosa sia. Infatti, assistiamo ad una gara fra due presunte destre estreme, Fdi che tira verso Trump e la Lega che tira su Putin, e in un angolo l’effimera ed ormai vuota creatura di Berlusconi “Forza Italia” che si sforza di apparire un soggetto di centro. Comunque, al di là, delle capriole mediatiche abbiamo raccolto alcune chicche che preoccupano i campani ma che, pare, interessare i probabili partecipanti alla gara elettorale. Fino a qualche giorno fa, non contento di quanto aveva già sperperato coi soldi dei contribuenti nella sua valenza nazionale, Roberto Fico (ex apostolo giudaico dell’ex comico Beppe Grillo) si preparava a spalancare le finestre dello spreco. Aveva pensato con una “furbata” di varare il Reddito regionale campano di cittadinanza. Per fortuna Vincenzo De Luca lo ha bollato ricordando ad una appannata ed affannata Ely Schlein che in Regione Campania i Cinque stelle non avevano fatto nulla negli ultimi dieci anni. Per fortuna il Presidente del Comitato di Garanzia del Movimento 5 Stelle, Roberto Fico, è stato archiviato. Da ricordare, inoltre, che ad aprile del 2018 la trasmissione televisiva Le Iene diffuse un servizio dove si affermava che Fico e la sua compagna pagassero “in nero” dei collaboratori domestici. L’allora presidente della Camera negò la cosa e citò in giudizio la trasmissione per diffamazione. Nell’ottobre del 2019 il giudice diede torto a Fico negando la diffamazione. D’altronde avendo discusso la tesi di laurea sull’Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana era evidente l’estrema necessità della sua presenza alla regione Campania. D’altronde sul piano delle proposte concrete lo aveva già bocciato Carlo Calenda che aveva dichiarato in un’intervista ad Omnibus su La7 che “In Campania non appoggeremo mai Roberto Fico. La prima cosa che ha detto è che vuole chiudere il termovalorizzatore di Acerra, uno dei migliori impianti che ci siano, che ha letteralmente salvato la regione. Devi essere fuori di testa per dire una cosa del genere. Fico non ha nessuna esperienza di governo, non ha mai governato nulla”.
Anche nelle Marche la situazione si imbrigliava infatti il direttore del Fatto ha spiegato: ”Qui c’è un problema di uso del denaro pubblico che viene elargito copiosamente a due associazioni che vengono create ad hoc per fare degli eventi effimeri, che non sono certamente un reato. Però, quando una giunta comunale utilizza fondi pubblici per realizzare eventi, bisognerebbe indire una gara. Oppure, anziché prendere una ditta dell’amico del tuo braccio destro, come è avvenuto a Pesaro amministrata dall’allora sindaco Ricci, inviti almeno tre o quattro aziende del settore a presentare una proposta per lo stesso evento, così da poter valutare quale offra il miglior rapporto qualità-prezzo. Invece, tutto questo non è stato fatto. A Pesaro, amministrata allora da Ricci, ci si è rivolti direttamente all’impresa dell’amico del suo braccio destro “. Un maldestro e mal riuscito tentativo di apparire sempre duro e puro ma, allo stesso tempo, cercare una difesuccia d’ufficio mal riuscita. Nel frattempo, Giuseppi Conte prende tempo per confermare il suo appoggio nelle Marche. Il solito tour dell’inconsistenza politica equamente divisa fra i due schieramenti che hanno affossato l’Italia negli ultimi 30 anni.
In realtà, dietro a queste prese di posizione, non c’è nulla che riguardi gli interessi degli italiani ma c’è l’idea della Schlein che pensa, con le prossime regionali, di perdere in Veneto, ma di vincere poi in Toscana, Puglia, Campania e nelle Marche. Ovvio che sarebbe un bel 4 a 1 contro la Meloni. In tal modo si sentirebbe autorizzata a pretendere la leadership del sedicente centro sinistra nella coalizione come passe-partout per Palazzo Chigi.
La stessa cosa pensa di realizzare Conte per il desiderio irrefrenabile di tornare a Palazzo Chigi. Infatti, si è riservato di porre lo stop a Ricci in quanto i cinque stelle si sono auto assegnati il mantello degli onesti a 24 Carati verso gli altri. Quando, invece, riguarda loro l’onestà la mettono in soffitta val la pena, a tal riguardo, ricordare solo due dei casi più importanti l’ex sindaco di Torino, Appendino, e l’ex di Roma, Raggi. Escludendo l’appoggio nelle Marche per Conte si andrebbe sul 3 a 2 nelle regionali per cui potrebbe ottenere l’investitura a capo del campo largo che, obiettivamente, ci appare sempre più come un “campo minato”. E, sogno dei sogni, per Elly una sconfitta anche in Campania sarebbe talmente drammatica da mettere a rischio addirittura la sua segreteria.
Ecco questo è il retroscena delle prossime regionali!

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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