Ecco perché l’on. Diliberto non è poi andato al Billionaire di Porto Cervo con il suo carico di dinamite. Aveva paura che sotto le macerie oltre a Flavio Briatore, che non sarebbe stato un grosso problema per il segretario del PdCI, e a Daniela Santanchè (idem), venissero rinvenute pure le aggraziate spoglie della ministra Melandri: e questo il calcio italiano, già abbondantemente nei guai, non può permetterselo.
La signora, in ossequio alle sue idee, sfugge come la peste la pubblicità mondana. Se va da Briatore, metti una sera a Malindi, non lo fa sapere troppo in giro e se qualcuno se ne accorge e le chiede qualcosa è riservatissima: “se c’ero dormivo”. Mentre Briatore non ha avuto bisogno di faticare molto per passare inosservato. Una volta scoperto che aveva ospitato la ministra diessina, per i giornali del politically correct egli non era più il “patron del Billionarie” ma l’austero “ manager della Renault”.
METTI UNA SERA A MALINDI
Ecco perché l’on. Diliberto non è poi andato al Billionaire di Porto Cervo con il suo carico di dinamite. Aveva paura che sotto le macerie oltre a Flavio Briatore, che non sarebbe stato un grosso problema per il segretario del PdCI, e a Daniela Santanchè (idem), venissero rinvenute pure le aggraziate spoglie della ministra Melandri: e questo il calcio italiano, già abbondantemente nei guai, non può permetterselo.
La signora, in ossequio alle sue idee, sfugge come la peste la pubblicità mondana. Se va da Briatore, metti una sera a Malindi, non lo fa sapere troppo in giro e se qualcuno se ne accorge e le chiede qualcosa è riservatissima: “se c’ero dormivo”. Mentre Briatore non ha avuto bisogno di faticare molto per passare inosservato. Una volta scoperto che aveva ospitato la ministra diessina, per i giornali del politically correct egli non era più il “patron del Billionarie” ma l’austero “ manager della Renault”.

Lascia un commento