L’autonomia dovrà essere la bussola di ogni iniziativa tesa a dar vita in Italia ad una forza laica e liberalsocialista.
Alla vigilia della riunione autoconvocata in programma per sabato 10 febbraio a Roma, alla quale prenderanno parte circoli e associazioni svincolate da appartenenze ai partiti mi sento di dire che questo è il valore che può costituire il cemento di una auspicabile aggregazione, la più vasta possibile.
Se, a quindici anni dal big bang che ha sconvolto il sistema politico italiano frantumando in mille pezzi il mondo laico-socialista, esistono ancora migliaia di circoli, associazioni, siti internet, bloggers che sopravvivono tramandando quella cultura, una ragione c’è. Ed è il bisogno di custodire gelosamente la propria autonomia: che ha indotto molti a non riconoscersi in alcuno dei due poli, altri ad uscirne dopo brevi ed insoddisfacenti esperienze.
I partiti che si ispirano alle stessa tradizione, laica, liberale e socialista e che, invece, hanno cercato un ruolo nel centro-destra o nel centro-sinistra, purtroppo non lo hanno trovato. E i loro gruppi dirigenti- come ha rilevato di recente l’on. Lelio Lagorio- appaiono logorati da alleanze subalterne.
Il movimento dal basso che prende il via con la riunione romana e che dovrà, negli auspici, concludersi in tempi non biblici con una grande Costituente Laica, Liberale e Socialista potrà avere anche questo di positivo: fare emergere forze nuove, uomini, donne e giovani capaci di rappresentare quel bisogno di non subalternità ai grandi partiti tuttora non appagato.
Assieme ai volti nuovi, la Costituente dovrà produrre anche idee e programmi: senza farsi condizionare dal problema di ottenere a qualsiasi costo una rappresentanza parlamentare.
Autonomia significa anche rifiutare pregiudiziali scelte di campo, col centro-sinistra o con il centro-destra. Per diversi e buoni motivi: il più importante dei quali è che non è noto quale sarà la legge elettorale.
Invece di disputare se sia meglio giurare fedeltà a Pecoraro Scanio e Marco Rizzo piuttosto che agli onorevoli Pedrizzi e Calderoli, è preferibile definire al meglio le nostre priorità. E decidere le alleanze in base alla concreta possibilità di realizzarle almeno in parte e di svolgere un ruolo che non sia subalterno.
Nicola Cariglia
INNANZITUTTO LA NOSTRA AUTONOMIA
Il movimento che prende il via con la riunione autoconvocata di laici liberali e socialisti potrà fare emergere forze nuove: uomini, donne e giovani capaci di rappresentare quel bisogno di non subalternità ai grandi partiti tuttora non appagato. di Nicola Cariglia

Cari amici/che e compagne/i
appartengo pure io all’infelice club degli elettori (tutti delusi) della Rosa nel Pugno.
Ma Vi invito a guardare Avanti!
Il mondo della politica non finisce con la Rosa nel Pugno.
Cara Ippolita,
ho fatto la tua stessa scelta,per gli stessi motivi.
Non sono pentito,non avrei potuto fare altro.
Sono,però,tremendamente deluso,anche da Bonino.
Caro Nicola, come sai bene sono dei vostri. Anche per me è stato difficile votare per le due ultime legislature. Mi dispiace nn potere essere a Roma il 10, ma sai che puoi contare sulla mia adesione. Le ultime elezioni ho votato la Rosa nel Pugno, giusto perchè c’era la Bonino e perchè non potevo votare altro, consapevole però che qualcosa dovevo votare. Ho pensato che così avrei messo qualcuno di fiducia che potesse contrastare e controllare le decisioni di un governo di Prodi che proprio non mi piaceva. Se davvero si potesse fare un partito o una coalizione di persone che la pensano come noi, ne sarei felice. Do quindi la mia adesione e spero in seguito di potere collaborare di più a questa iniziativa.
Un saluto affettuos, Ippolita
Compagni e Compagne, amiche ed amici,
Domani Vi prego di essere tutti a Roma perchè l’incontro si profila importante. Vi prego di sorvolare la stranissima convocazione e di essere presenti.
Propongo di incontrarci a Stazione Termini alle ore 12 (di domani) per il pranzo e poi si va all’incontro.
Da buon intenditore napoletano e poiché sono anche vissuto a Roma, Vi consiglio di non farVi venire in mente di mangiare la pizza a Roma che i romani non la sanno fare.
L’associazione “Il Socialista” di Milano aderisce all’iniziativa di Roma, auspicando che i seguaci ed i compagni che in questi anni si sono battuti per la laicità dello Stato, per i principi liberali in economia e per i valori di tutela dei deboli sul piano sociale, caratteri distintivi di uno stato moderno, trovino presto un nuovo interlocutore: quel partito socialista democratico, laico e liberale che oggi in Italia non c’e.
accettabile
Condivido.
Vorrei aggiungere solo che,così come attualmente strutturati,nessuno dei due poli può offrire il minimo di garanzia avvettabile.
La sfida è scassarli,possibilmente entrambi.
Preciso che il Circolo “Loris Fortuna” è tra i promotori o copromotori dell’iniziativa.
Il comunicato ufficiale:
In qualità di Presidente comunico l’adesione del Circolo Laziale “Loris Fortuna” all’iniziativa. Il Circolo intende partecipare come copromotore dell’iniziativa e precisa di essere interessato solo se vi è la volontà di una fattiva collaborazione, non essendo più il momento dei “perditempo”.
Caro Piero, sono contento di ritrovarti qui.
Come sai ho fatto uno scambio tessere con Gabriele ARIOLA responsabile dei 101 per Napoli. Personalmente con la tessera dei 101 potrò sviluppare sulla mia regione quelle iniziative che mi sono precluse dalla struttura “verticistica” dell’AxRnP. Per chi legge preciso naturalmente che se uno ha 6 referenti in una regione come l’AxRnP nel Lazio si trova in difficoltà che non vi sono magari in Abruzzo dove l’unico referente può veramente fare politica sul territorio. In Calabria lo scambio di tessere con il referente dei 101 penso permetterebbe a te di superare difficoltà a far politica . Cosa ne pensi ?
Gentile dott. Cariglia,
concordo in pieno con quanto afferma. Mi permetto solo di aggiungere una cosa. Naturalmente non si tratta di fare una battaglia perché nella “stanza dei bottoni” ci vada Tizio al posto di Caio perché il primo è più bravo del secondo e magari pure amico nostro, né di escogitare ed affermare una formula magica che risolve tutti i mali del nostro paese. Il problema è, secondo me, che ci sono istanze nella società che non trovano riscontro e i partiti rispetto a queste sono muri di gomma. Allora non basta mettere insieme gli uomini di buona volontà che credono nella democrazia liberale, nel riformismo e nella equa ridistribuzione del reddito prodotto se poi si riproduce quel modello partito, comune ormai a tutte le sigle, che assomiglia di più ad una azienda privata che ad uno strumento della democrazia. Forse vale la pena di pensare a strutture che senza avere mire di governo si propongano l’organizzazione di quelle istanze della società che non hanno voce.
Sono iscritto all’ Associazione nazionale per la Rosa nel Pugno, parlo a titolo personale ,dico solo che condivido pienamente ed in toto, se non si ha il coraggio di stare fuori dal governo e lontano dalle poltrone non si va lontano, anche perchè giustamente come dice il direttore se non si conosce la nuova legge elettorale, non si puo’ aderire a nulla. Con stima Ferrari dott Piero