• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

MES: La follia, il trappolone ed una possibile soluzione

La proposta italiana dovrebbe tingersi di semplice e disarmante realismo: agevolare il trasferimento dei 540 miliardi sul Recovery Fund (caso mai con una linea di finanziamento espressamente dedicata al potenziamento della sanità) e attingere a tutte le risorse utili all’Italia senza remore o veti ideologici.

di Daniele Marchetti | 30 Novembre 2020

Dopo un momento di “bassa” il dibattito sul cosiddetto MES sanitario: il Meccanismo Europeo di Stabilità messo a disposizione dalla Commissione europea per i Paesi colpiti dalla pandemia Covid 19, è tornato a dividere i partner di governo: Movimento 5 Stelle (compattamente -anche questa è una stranezza- contrario da sempre al MES) da un lato, PD, Italia Viva e Leu dall’altro.

Un muro contro muro acuito dalle parole espresse dal Presidente Giuseppe Conte alla trasmissione Otto e mezzo e ribadite, in forma solenne e decisamente più ufficiale -affinché la voce giungesse fino a Bruxelles-, durante la conferenza stampa con il Premier spagnolo Pedro Sanchez: l’Italia non farà ricorso al MES.

Un “ben di Dio” da 540 miliardi di euro utilizzabile per le spese sostenute a seguito del diffondersi dell’emergenza sanitaria ma che -cosa assai sospetta- nessun Paese UE -da maggio a questa parte- ha ritenuto di attivare.

Diffidenza politica che Bruxelles non sembra aver colto ma che rischia di essere motivata non solo e non tanto dai molti timori per possibili sorprese postume (come le dure condizionalità che hanno gravato sulle sorti economiche e sociali di Grecia e Spagna) o dalle difficoltà proprie del meccanismo (ovvero la possibilità di attivare il prestito solo dopo aver speso tutte le risorse messe a disposizione del MES per ogni Paese pari al 2% del proprio PIL nazionale 2019).

No, la diffidenza sembra nascere ed essere alimentata, piuttosto, da altro; dall’ostinazione con cui la stessa Commissione continua a proporre uno strumento che nessuno -alla prova dei fatti- vuole.

Infatti se in 5 mesi, fra l’altro, i più duri dell’intero periodo pandemico, nessun Paese ha ritenuto di attivare il MES sanitario perché la Commissione continua a tenere bloccate tali e tante ingenti risorse quando potrebbero essere invece dirottate su strumenti finanziari molto attesi ed estremamente ambiti come il Recovery Fund?

Perché mai privare i Paese dell’Unione di un così corposo ed immediato ristoro nell’evidenza di una congiuntura socio-economica estremamente grave per l’intera Europa che -nella cecità (e complicità) generale- rischia di divenire terreno fertile per le scorribande dei fondi sovrani di mezzo mondo?

Domande semplici ma decisive!

L’idea di avere una montagna di soldi già stanziati, accantonati, disponibili in cassa ma bloccati dalla volontà politico-burocratica di vincolarli indissolubilmente ad uno strumento finanziario che nessuno -fra l’altro- vuole, appare di per sé già una tragica follia. Se a ciò aggiungiamo che la Commissione, piuttosto di rinunciare al MES, si è resa disponibile persino ad una sua modifica, il “trappolone” appare confermato.

Ma siccome, ccà nisciuno è fesso, la proposta italiana dovrebbe tingersi di semplice e disarmante realismo: chiedere la cancellazione di uno strumento inutile (perché inutilizzato) come il MES sanitario, agevolare il trasferimento dei 540 miliardi sul Recovery Fund (caso mai con una linea di finanziamento espressamente dedicata al potenziamento della sanità) e attingere a tutte le risorse utili all’Italia senza remore o veti ideologici.

Daniele Marchetti 

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, bruxelles, commissione, commissione europea, conferenza stampa, disposizione, euro, europa, governo, grecia, italia, mondo, movimento, otto e mezzo, pd, sanità, soldi, soluzione, spagna

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. luciano pallini

    2 Dicembre 2020 alle 11:45

    Credo che il no al MES ripetuto ostinatamente susciti riserve e complichi anche la vira del RF perché sottotraccia vi si legge la resistenza dell’Italia a rispettare le regole di finanza pubblica che, riscritte, dovranno ben tornare a guidare le politiche dei paesi.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti