
Si può leggere di politica senza provare tedio. E ci si può accostare ai protagonisti senza che restino oscuri e avvolti dalle loro fumisterie. Basta non affidarsi solo alle cronache o alle interviste cellofanate, ammanniteci tutti i giorni dai giornali e dalle TV. Per scoprire una politica assai più vicina, popolata di persone in carne e ossa e non personaggi “in posa”, come fossero costantemente sulla scena, capita a proposito un libro appena uscito. Si intitola “Conte e Mattarella” – Sul Palcoscenico e dietro le Quinte del Quirinale – Un racconto sulle istituzioni – e lo ha scritto Paolo Armaroli. Avverto, visto che parlo di un suo libro, che è un mio grandissimo amico, che gli sono molto affezionato e che, per quanto possa io capire dei sentimenti umani, ne sono ricambiato. Su tantissime cose siamo d’accordo. Quando non lo siamo, le discussioni mi fanno divertire ancora di più. Perché Paolo ti conquista frastornandoti, con aneddoti, storie, frammenti di Storia, citazioni e motti che rendono sempre piacevole la conversazione. A maggior ragione questo vale quando scrive, sui giornali o sui libri. Perciò, prima di tutto, “Conte e Mattarella” è un libro che si legge piacevolmente. E’ il racconto degli ultimi due anni di politica italiana, nei quali, appunto, i protagonisti sono stati e ancora sono due: Mattarella e Conte. Gli altri sono (e così li racconta l’autore) soltanto comprimari. Sembrava, all’inizio di questa storia, che tutto dovesse ruotare attorno a Di Maio e Salvini, con Giuseppe Conte relegato a ruolo di esecutore, nemmeno mediatore, delle volontà altrui. Ma ben presto si è capito di che panni si vestiva realmente l’avvocato pugliese: altro che il pulcino spelacchiato, ma un furbo di tre cotte come si è ben visto con l’uso e l’abuso dei famigerati DPCM, che in tanti nemmeno sapevano che esistessero. E dunque, a dividersi la scena sono rimasti, appunto i due presidenti, della Repubblica e del Consiglio. Ma non è stato e non è un duello, inteso come una sorta di corpo a corpo, avverte Armaroli. Piuttosto un rapporto obbligato, e nel rispetto del dettato costituzionale. E se sovente Conte ha provato “ad allargarsi”, per malizia o inesperienza, Mattarella che della Costituzione è non soltanto il difensore per l’altissimo incarico, ma anche un esperto per professione, lo ha ricondotto sempre nei giusti binari. Per descrivere un rapporto tanto complicato e per coglierne le sottigliezze, nessuno è più titolato di Paolo Armaroli. Il quale da giurista esperto di diritto pubblico ci conduce per mano ai confini e alle procedure che Mattarella rispetta e fa rispettare, spesso senza nemmeno indicarli, tanto sono ovvi per lui, al capo del governo; da giornalista esperto della collaborazione con quasi una dozzina di giornali e rubriche radiofoniche, coglie le sottigliezze psicologiche di entrambi; e dalla esperienza di parlamentare ci illumina sui trabocchetti nei quali è possibile precipitare in politica senza avere meditato e rimeditato quando si è nelle condizioni di dovere operare una scelta (che può essere anche quella di non scegliere).
C’è, nel libro, una plausibile spiegazione del perché sia toccato proprio a Mattarella e Conte, diversissimi tra loro, il compito di guidarci in frangenti già tanto difficili ancora prima del covid. “Entrambi sono persone educate. Entrambi tengono molto alle forme. E in special modo, starei per dire, Conte. Che ci sembra un gagà. Entrambi hanno dimestichezza con le più rappresentative personalità oltre confine. A differenza della maggior parte della classe politica che predilige la politica del piede di casa.” Ma attenzione, i due sono differenti che di più non si può. E Armaroli lo spiega bene con non poca malizia: “Ma le differenze saltano agli occhi. Se Mattarella può apparire un po’ musone – però, mai dare retta alle apparenze -, Conte sprizza gioia da tutti i pori. Felice di esistere. Il suo presenzialismo galoppante, mese dopo mese, rappresenta il surrogato di un presidenzialismo sotto sotto vagheggiato. Parla, parla, parla. Tutto l’opposto dei silenzi cantatori di Mattarella”. Il quale Mattarella, secondo Armaroli, dall’alto della sua esperienza politica e, soprattutto della sua sapienza in tema di norme e prassi costituzionali a seconda dei casi istruisce, ammonisce Conte, sempre nel rispetto della Carta e delle prerogative del suo alto magistero. Insomma, chi è veramente Conte, questo “uomo di studi sottratto al teatro”? Ecco l’interrogativo che si pone Armaroli. E probabilmente è la domanda che nasce a chiunque legga il libro. Un interrogativo che vale anche per Mattarella. Armaroli non dà risposte. Addirittura paragona l’inquilino del Quirinale ad una Salomè da scoprire poco a poco, in un tempo infinito, per via dei sette veli che si porta addosso. Mentre per Conte, accostato con personaggi di un passato più o meno recente, a me pare che almeno una cosa esca chiaramente da questo libro. Sarà pure un “avvocato del popolo” ma mai così bravo quanto lo è come avvocato di sè stesso.
Nicola Cariglia
- Autore: PAOLO ARMAROLI
- Editore: La Vela
- Lingua: Italiano
- ISBN: 978-88-99661-73-1
- Dimensioni: 14×20,5
- Lunghezza: 252 pagine

Ottimo, se permetti, Nicola. Armaroli, riesce a mantener leggero anche quello che resta sullo stomaco.
Complimenti a Paolo Armaroli, approfittando del Tuo “pensalibero” per salutarlo.