• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Mercato libero, petrolio e fine dell’embargo: tutti i vantaggi

di Anna Chiara Gaudenzi | 26 Luglio 2015

“Il mondo dà il benvenuto a un nuovo Iran senza armi nucleari” titolavano i giornali di tutto il mondo dopo l’accordo storico che vede riconosciuto all’Iran il suo diritto a usare il nucleare per scopi civili ma non militari e accetta più stringenti controlli internazionali. In cambio vengono meno le sanzioni che avevano tenuto l’Iran ai margini dei commerci, degli scambi culturali e delle rotte turistiche. Cosa succederà ora? Ha ragione Netanyahu e l’accordo raggiunto a Vienna posticipa solamente il problema di una decina d’anni, oppure ha ragione Obama e si tratta di “un accordo a lungo termine, che impedirà a Teheran di ottenere l’arma nucleare” e porterà stabilità e pace nella regione?

Lunghi anni di negoziato, condotti ufficialmente e segretamente; poi la bozza d’intesa preliminare, i diversi rinvii, quindi i “parametri” dell’aprile scorso; la scadenza del 30 giugno prorogata al 7, poi al 9 e infine la conclusione il 14 luglio. Negoziato difficile perché portato avanti in un clima di rispettiva sfiducia. Ma alla fine le cento pagine di accordo sono state sottoscritte. E sono tante le ragioni che rendono questo accordo di “portata storica”.

Innanzitutto perché tutte le parti in causa sono riuscite ad ottenere quello che volevano. Per Barack Obama si tratta del vero successo che andava cercando in politica estera, forse il primo che giustifica il premio Nobel per la pace. Il presidente iraniano Rouhani, invece, in questo modo è riuscito a rispettare la promessa di liberare il paese dalle sanzioni. Anche le altre parti in causa, cioè Russia, Regno Unito, Francia e Germania escono vincitrici per aver contribuito a salvare un accordo malgrado evidenti criticità dovuti ai rispettivi rapporti bilaterali

Si volta dunque pagina? Il rafforzamento dell’Iran sulla scena internazionale è proprio quello che sembra preoccupare di più i critici dell’accordo. Ora “l’Iran disporrà di centinaia di miliardi di dollari, con i quali potrà rilanciare i meccanismi del terrorismo, il suo espansionismo e la sua aggressività in Medio Oriente e in tutto il mondo” sostiene Netanyahu.
Un timore condiviso anche dalle ricche monarchie petrolifere del Golfo che, con l’Arabia Saudita in prima fila.

A ben vedere, tuttavia l’accordo potrebbe portare presto dei vantaggi per i Paesi europei soprattutto per l’apertura del mercato iraniano, chiuso da anni. E così sono già iniziate le grandi manovre e il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha annunciato l’organizzazione di una missione italiana alla guida delle numerose aziende (secondo prime stime potrebbero essere circa 500) interessate a riaprire le relazioni. Anche Banca Intesa si candida per “affiancare le imprese italiane che sono presenti a Teheran o che sono pronte ad investire”. La Sace, l’agenzia italiana per il credito e l’export, ha quantificato il vantaggio economico dato dall’accordo in3 miliardi di euro al 2018. Un affare d’oro per l’Europa. E i vantaggi si potrebbero vedere già dai prossimi mesi. Un clima economico favorevole, infatti, potrebbe stimolare  la concorrenza tra i big player italiani ed europei impegnati a recuperare le posizioni perse in questi anni di embargo.

L’accordo avrà fra gli effetti più importanti l’aumento dell’offerta di petrolio, che porterà a una pressione al ribasso sui prezzi del greggio. E le società italiane che lavorano con il petrolio da Eni a Daipen passando per Tenaris e Danieli non potranno che trarne beneficio. Ma un Iran aperto al mercato potrebbe essere terreno fertile anche per società che non si occupano di petrolio. Un altro settore di opportunità, sarà infatti quello dell’automotive. L’Iran era un mercato da 1,5 milioni di immatricolazioni di veicoli all’anno nel periodo pre-inasprimento sanzioni del 2011, e ora si attende un ritorno sopra i 2 milioni di unità all’anno. E poi ci potrebbe essere spazio anche per il mercato delle infrastrutture. Analisti, infatti, spiegano che l’Iran dovrà dotarsi nel medio termine di una rete di servizi pubblici adeguata e di trasporti efficaci.

La speranza è che in queste condizioni diventi più facile riprendere un disegno di cambiamento in senso democratico, che porti ad accrescere gli scambi commerciali e a rimettere in circolazione non solo il petrolio. L’Italia ha sicuramente da guadagnare e deve prepararsi in fretta a intrecciare o rafforzare i rapporti politici, commerciali e industriali con l’Iran.

Pubblicato in : Primo pianoTag: 2011, anni, barack obama, euro, francia, germania, giornali, iran, mercato, mondo, obama, paesi europei, premio nobel, speranza, sviluppo, trasporti

Info Anna Chiara Gaudenzi

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti