• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Meloni intervista Del Debbio

di Giuseppe Mele | 4 Ottobre 2015

Come Fini (non come Storace), la Giorgia ha abiurato da tempo al fascismo senza potersi scrollare di dosso il nero non per caso. La sua voce roca da Masaniella è superata da altre grida antieuro.

La sorpresa, ad Atreju 2015, l’annuale kermesse dei giovani di destra, è l’uomo, anzi la donna che morde il cane. Momento clou, l’intervista in diretta di Del Debbio alla leader di Fratelli d’Italia Meloni. Invece è la bionda Giorgia a fare tifo da stadio (Paolo, Paolo, sindaco di Milano) per il conduttore Tv di Quinta Colonna. Ad incalzare il giornalista perché scenda in politica e si candidi pure a sindaco di Roma. Proprio lei che mesi fa si era proposta per il Campidoglio. L’agonia della destra odierna, sta nello stesso nome dell’evento Atreju titolo che non dice nulla ai più. Nacque, nel ’98, sotto il governo Prodi e sindaco Rutelli. Giorgia, neoleader della giovanile di Alleanza Nazionale, nata 4 anni prima, si inventò una festa tutta romana per i ragazzi del Fronte orfani dell’Msi proprio come il senzafamiglia Atreju, nella neverending story di Erde. Dalla cassa di risonanza di Atreju, la piccola bionda bruciò le tappe: come deputata e vicepresidente della Camera più giovane, la risposta di Fini alle deputate berluschine. Nel decennio magico del potere, Atreju è una kermesse nazionale da 5 giornate all’ombra del Colosseo, organizzata dal giovane ministro della Repubblica Meloni che ha ottenuto per il decennale del suo evento, un dicastero per i giovani. Tutti leggono Erde, anche il grande capo milanese che si presenta in camicia nera ai giovani destri  non lasciando dubbi su chi sia il capo più fascista (in senso buono). Negli anni del crollo, Atreju continua tra diaspore e rimpianto per  le vittorie sprecate alla Provincia, al Comune ed alla Regione a Roma. Poi Giorgia è la prima a spaccare il Pdl alla ricerca di una nuova leadership magari femmina e bionda come lei o la La Pen del Fronte francese. Intreccia intese con Crosetto, Fitto, Tosi. L’ex dominus destro delle finanze Tremonti, inviso a tutti, la segue.  Il tempo passa però senza le primarie invocate. La piccola peste romanaccia appare ritocccata a boccoli tra Marylin e la Biagini, ma è stretta da fratelli e famigli di un nuovo Msi senza sbocco. Il leghista Salvini le sottrae la Le Pen e Casa Pound. Fitto e Tosi perdono le uniche primarie che contino, le elezioni.  Atreju, 18 anni dopo, si svolge per 3 giorni al Foro Italico in una ex fabbrica, perché Marino che aveva definito Giorgia la destra con cui voglio dialogare ora la vuole nelle fogne e per dispetto non concede l’area dietro il Colosseo. A 37 anni, la Giorgia che chiede famiglie numerose agli italiani, senza avere nè marito, nè figli, vorrebbe un palcoscenico, di un programma, un partito più grande, oltre il 4% che ha, che non è né poco né tanto. Dovrebbe cogliere l’importanza delle tecnologie, del digitale, delle filiere dell’eccellenza nel mondo ma è il suo mondo di appartenenza che la tiene ferma all’ agricoltura (che impiega l’1% del lavoro) o al turismo come ristorazione di massa. Come Fini (non come Storace), la Giorgia ha abiurato da tempo al fascismo senza potersi scrollare di dosso il nero non per caso. La sua voce roca da Masaniella è superata da altre grida antieuro. L’accusa a voce spiegata a Berlusconi di non aver formato una nuova classe dirigente è un’autogol. Il pensiero corre subito al giornalista Mediaset Toti vincente in Liguria. L’occhio vede il pacioso Del Debbio capace di far rendere in politica la Tv del dolore. A naso, si capisce che gli eredi di Martino e di Pecorella saranno Porro e Giordano. Non- fascisti, milanesi e dintorni, aziendalisti, i giornalisti Mediaset sono l’ideale per i fascisti romani di partito. Forse Giorgia potrebbe pensare per un giro a trasformare Atreju in un programma culturale Tv.

Pubblicato in : Primo pianoTag: agricoltura, anni, berlusconi, campidoglio, classe dirigente, elezioni, fascismo, finanze, fini, giovani, governo, intervista, kermesse, lavoro, leadership, massa, mediaset, meloni, milano, mondo, pdl, primarie, prodi, repubblica, roma

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti