
Israele attacca con bombe urticanti e sonore, sganciate da droni, la Sumud Flottiglia in acque internazionali, violando il diritto del mare.
Ma la presidente Meloni risponde attaccando l’iniziativa umanitaria, definendo “irresponsabili” i volontari e accusandoli di “voler colpire il suo governo”; secondo una reazione paranoide, a cui Giorgia ci ha abituati, che riconduce a sé stessa ogni evento, leggendolo in chiave persecutoria e ponendosi come vittima.
Cosi l’Italia, a guida della destra estrema, si distingue dalla Commissione Europea che considera l’attacco dei droni israeliani una “inaccettabile aggressione” e difende “l’impegno umanitario” di chi è a bordo delle barche.
Sempre ieri Meloni ha parlato all’ONU: ha criticato sì Israele per aver superato il limite, ma confermando su Gaza sostanzialmente la linea di non riconoscere le Stato Palestinese. Tutto per non irritare Trump che considera un affronto a sé stesso la scelta della la Francia e tanti altri Stati di fare un passo che isola Israele e Netanyahu.
E così, anche su questo, il nostro Paese, governato da Meloni, prende le distante dalla maggioranza dei Paesi del mondo e di quelli dell’Europa.
Tutto questo conferma che Meloni non costruisce nessun ponte tra le due sponde dell’Atlantico; come, d’altra parte, lei stessa ha smesso di dire.
Piuttosto, la presidente italiana del partito della fiamma tricolore ha stabilmente fissato i pilastri del suo governo sul terreno dell’America di Trump decidendo di seguire in tutto d per tutto l’autocrate dell’altra sponda.
Il ragionamento non fa una piega: finché c’è Trump c’è speranza per il governo italiano.
E cosa volete che conti il diritto dei palestinesi ad avere un loro stato e quello dei bambini e delle donne a nutrirsi e curarsi?
PS. Domani, se non ci saranno altre clamorose novità, affronteremo anche il tema della guerra in Ucraina, dove, a mio avviso, si sta lentamente e inesorabilmente scivolando verso il disastro.
Enrico Rossi

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