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Mel Brooks ha 100 anni, e da 50 critica i Trump

Volevo scrivere dei politici socialisti democratici che negli Stati Uniti stanno vincendo un po’ dappertutto, a partire dal sindaco Zhoran Mamdani che ha conquistato New York, e che il presidente Trump oggi vede, parole sue, ‘come la minaccia più grave per il nostro Paese dalla sua nascita… una forma incontrollabile di cancro’. Boom. Ecco, proprio queste sparate quotidiane dell’inquilino, si spera comunque temporaneo, della Casa Bianca, dalla comicità tragica e pericolosa mi ha riportato alla mente un vero e grande personaggio della comicità positiva e riflessiva di tutti i tempi: Mel Brooks, nato Melvin Kaminsky il 28 giugno del 1926, che da pochi giorni quindi ha tagliato il traguardo dei 100 anni.

di Nico Perrone | 11 Luglio 2026

Volevo scrivere dei politici socialisti democratici che negli Stati Uniti stanno vincendo un po’ dappertutto, a partire dal sindaco Zhoran Mamdani che ha conquistato New York, e che il presidente Trump oggi vede, parole sue, ‘come la minaccia più grave per il nostro Paese dalla sua nascita… una forma incontrollabile di cancro’. Boom. Ecco, proprio queste sparate quotidiane dell’inquilino, si spera comunque temporaneo, della Casa Bianca, dalla comicità tragica e pericolosa mi ha riportato alla mente un vero e grande personaggio della comicità positiva e riflessiva di tutti i tempi: Mel Brooks, nato Melvin Kaminsky il 28 giugno del 1926, che da pochi giorni quindi ha tagliato il traguardo dei 100 anni.

In questi tristi momenti, con guerre che scoppiano in ogni dove, con personaggi farlocchi che trattano e che subito dopo stracciano i loro accordi e ricominciano a bombardare, ecco, ho pensato che forse bisognerebbe ricorrere al metodo Mel Brooks per sorridere un po’, e così sopravvivere alle tragedie di questi oscuri figuri che dominano il mondo.

Qual è il segreto della comicità di Mel Brooks? Come ha fatto un ragazzo ebreo di Brooklyn uscito dalla Seconda Guerra Mondiale a diventare un grande della satira? Ai giovani che non lo conoscono un invito a cercare tutti i suoi film, a vederli e studiarli. Chi pensa che la comicità di Mel sia tutta disimpegno non ha capito nulla. Vero il contrario, la sua è una comicità molto politica. A partire dal suo primo film ‘Per favore non toccate le vecchiette’ del 1967 costruito attorno a un musical fittizio intitolato ‘Primavera di Hitler’. Con le ferite ancora aperte della guerra e dell’Olocausto, Mel Brooks pensò che il modo più efficace per distruggere la memoria del dittatore non era demonizzarlo ma renderlo ridicolo. “Se riduci Hitler a un pagliaccio che canta e balla- disse- gli togli tutto il potere che il mito del terrore gli ha dato”. Utilizza una comicità apparentemente sguaiata, demenziale e farsesca, per lanciare messaggi satirici di grande levatura intellettuale. Di seguito, aiutato alla rete, alcune delle sue battute più celebri e il confronto con i reali destinatari a cui si rivolgeva.

Partiamo da ‘La pazza storia del mondo’ del 1981, con un riferimento attualissimo a un leader mondiale che invito a riconoscere. Mel Brooks interpreta Re Luigi XVI di Francia, che usa il suo potere assoluto per palpeggiare le damigelle, giocare al tiro al piattello usando i servi che lanciano piatti veri e abusare di ogni privilegio possibile, per poi girarsi verso la telecamera e pronunciare la fulminante battuta: ‘È bello essere il Re’. Critica all’arroganza del potere politico di ogni epoca, l’immutabile impunità della classe dirigente che sa di farla franca.

Nico Perrone

(direttore responsabile Agenzia Dire.it)

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

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